Se i singoli Stati membri dell'Unione europea sono responsabili delle proprie politiche culturali, il ruolo della Commissione è aiutare ad affrontare sfide comuni, come l'impatto della digitalizzazione, l'evoluzione dei nuovi modelli di gestione della cultura e la necessità di sostenere le potenzialità di innovazione dei settori culturali e creativi.

La Commissione è anche impegnata a promuovere la diversità culturale, tutelare il patrimonio culturale, superare gli ostacoli alla libera circolazione degli operatori del settore e sostenere il contributo dato dalle imprese culturali e creative, in modo da rilanciare la crescita e l'occupazione nell'UE, in linea con i principi dell'attuale agenda europea per la cultura.

Ora la Commissione ha proposto una nuova agenda europea per la cultura (cfr. anche il documento di lavoro dei servizi della Commissione, il comunicato stampa e la scheda informativa allegati). La nuova agenda prende in considerazione l’evoluzione del settore culturale: si concentra sul contributo positivo della cultura alle società, alle economie e alle relazioni internazionali dell’Europa e definisce metodi di lavoro più efficienti con gli Stati membri, la società civile e i partner internazionali.

La nuova agenda fornisce il quadro per la prossima fase della cooperazione a livello dell’UE, che avrà inizio nel 2019. Gli Stati membri definiscono i principali temi e i metodi di lavoro per la collaborazione strategica in materia di cultura, attraverso piani di lavoro per la cultura adottati dal Consiglio dei ministri.

Che cosa comporta?

Il piano di lavoro per la cultura 2015-2018, adottato nel dicembre 2014 dai ministri della Cultura dei paesi dell'UE, fissa quattro priorità principali per la collaborazione a livello europeo nel campo delle politiche culturali:

  • una cultura accessibile e aperta a tutti
  • patrimonio culturale
  • i settori culturali e creativi: economia creativa e innovazione
  • promozione della diversità culturale, della cultura nelle relazioni esterne dell'UE e della mobilità.

Queste quattro priorità sono completate da ulteriori 20 interventi concreti.

Un nuovo piano di lavoro per la cultura sarà adottato dai ministri della Cultura dei paesi dell’UE nel 2019.

Perché è necessario?

Il settore culturale sta diventando in modo crescente una fonte di occupazione che contribuisce alla crescita in Europa. È anche un eccellente strumento per promuovere l'integrazione e sostenere la diversità culturale.

L'agenda europea per la cultura contribuisce pertanto alle 10 priorità della Commissione europea per il periodo 2014-2019 e al rispetto degli impegni assunti dall'Europa con accordi internazionali, come la convenzione delle Nazioni Unite sulla tutela e promozione delle diverse espressioni culturali.

Quali sono i risultati finora ottenuti?

A seguito del successo ottenuto dai programmi europei Cultura e MEDIA, nel 2014 la Commissione ha dato il via a Europa creativa, un programma quadro consolidato a favore dei settori culturali e creativi dell'UE.

Il programma è completato da attività di apprendimento reciproco tra i governi degli Stati membri dell'UE (attraverso il metodo aperto di coordinamento) e tra città e regioni, nonché regolarmente integrato da relazioni e studi, e da raccolte di dati volte a fornire informazioni mirate e aggiornate sul settore della cultura e la sua economia.

Ulteriori misure e priorità politiche vengono individuate mediante la collaborazione internazionale, specie sotto forma di discussioni con gli Stati membri e relazioni periodiche sull'attuazione dell'agenda europea per la cultura.

L’8 giugno 2016 la Commissione e l’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno adottato la comunicazione congiunta Verso una strategia dell’UE per le relazioni culturali internazionali.

Il 22 maggio 2018, a seguito di consultazioni con le parti interessate del settore della cultura, la Commissione ha adottato una comunicazione su una nuova agenda europea per la cultura.

Quali sono le prossime tappe?

Il programma Europa creativa, che durerà fino al 2020, è la principale fonte di finanziamenti europei per il settore della cultura. Sostiene anche il lavoro politico svolto nell'ambito del piano di lavoro per la cultura, che giungerà a scadenza alla fine del 2018.

L'impegno comune per garantire l'elaborazione di statistiche di qualità sulla cultura nell'UE, una priorità trasversale del piano di lavoro, consente di disporre di nuovi dati, pubblicati periodicamente da Eurostat.

Attualmente diversi gruppi di lavoro di esperti degli Stati membri si incontrano, nel quadro del metodo aperto di coordinamento (MAC), per discutere di argomenti definiti nel piano di lavoro per la cultura. Il metodo aperto di coordinamento continua a essere il principale metodo di lavoro tra gli Stati membri nel campo della cultura.

Tra gli altri metodi figurano gruppi di esperti ad hoc, seminari tematici organizzati dalla Commissione, studi, riunioni informali di funzionari dei ministeri della Cultura e degli Affari esteri dei paesi europei, nonché conferenze come il forum europeo della cultura, a cadenza biennale.

La prossima fase della cooperazione a livello dell’UE nel settore della cultura sarà discussa dal Consiglio nella seconda parte del 2018, in vista della preparazione del prossimo piano di lavoro per la cultura a partire dal 2019.