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07 giugno 2017

Il documento di riflessione indica tre possibili scenari per il futuro della difesa europea:

 

  • Scenario "cooperazione in materia di difesa e di sicurezza"

I paesi dell’UE potranno ancora decidere sulla necessità di una cooperazione in materia di sicurezza e di difesa su base volontaria e caso per caso, mentre l’Unione europea continuerà a integrare gli sforzi nazionali. La cooperazione in materia di difesa sarà rafforzata, ma la partecipazione dell’UE alle operazioni più impegnative resterebbe limitata. Il nuovo Fondo per la difesa europea contribuirà a sviluppare nuove capacità congiunte, ma i paesi dell’UE potranno ancora controllare la maggior parte dello sviluppo delle capacità e degli appalti per la difesa. La cooperazione UE/NATO manterrebbe il formato e la struttura attuali.

 

  • Scenario "sicurezza e difesa condivise"

Nell’ambito di questo scenario più ambizioso, i paesi dell’UE metterebbero in comune talune attività finanziarie e operative per rafforzare la solidarietà nel settore della difesa. Inoltre l’UE si impegnerebbe maggiormente nella protezione dell’Europa all’interno e oltre i suoi confini. Assumerebbe un ruolo di maggior rilievo in settori come la cibersicurezza, la protezione delle frontiere o la lotta contro il terrorismo, e rafforzerebbe la dimensione della sicurezza e della difesa di politiche interne dell’UE come quelle in campo energetico, sanitario, doganale o spaziale. Ciò si accompagnerebbe alla volontà politica di agire e a un processo decisionale idoneo ad un contesto in rapida evoluzione. L’UE e la NATO aumenterebbero inoltre la cooperazione reciproca e il coordinamento in un ampia gamma di aspetti.

 

  • Scenario "sicurezza e difesa comune"

Lo scenario più ambizioso prevede la definizione progressiva di una politica di difesa comune, che porti a una difesa comune basata sull’articolo 42 del trattato UE, che consente a un gruppo di Stati membri con posizioni simili a prendere la difesa europea al livello successivo. In questo scenario i paesi dell’UE potrebbero intraprendere maggiori impegni per la sicurezza di ciascuno, facendo della protezione dell’Europa una responsabilità condivisa dall’UE e dalla NATO. L’UE potrebbe gestire operazioni di sicurezza e difesa di alto livello, sostenuta da un certo livello di integrazione delle forze di difesa degli Stati membri. L’UE sosterrebbe programmi di difesa comune europea attraverso il Fondo per la difesa europea e istituirebbe un'apposita agenzia di ricerca per la difesa europea. Ciò consentirebbe anche di stimolare la creazione di un vero e proprio mercato della difesa europeo, in grado di proteggere le principali attività strategiche da acquisizioni esterne.

 

Gli scenari sopra indicati non si escludono a vicenda, ma mostrano tre diversi livelli di ambizione in termini di solidarietà.

Il rafforzamento della sicurezza europea è d’obbligo I paesi dell’UE guideranno il processo, definendo il livello di ambizione con il sostegno delle istituzioni dell’UE. Guardando al futuro, devono decidere ora la strada che intendono prendere e la velocità alla vogliono procedere per proteggere i cittadini europei.

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