Azione per il clima

Finanziamenti internazionali per il clima

Politica

Saranno necessarie notevoli risorse finanziarie per aiutare i paesi in via di sviluppo a far fronte ai cambiamenti climatici. L'Unione europea è il maggior contribuente di finanziamenti per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo e il primo donatore di aiuti al mondo: complessivamente eroga più della metà di tutta l'assistenza pubblica allo sviluppo. I cambiamenti climatici sono sempre più integrati nella strategia di sviluppo dell'UE in senso lato.

L'iniziativa dell'UE Alleanza mondiale contro i cambiamenti climatici (GCCA) fornisce il sostegno tecnico e finanziario ai paesi in via di sviluppo affinché integrino i cambiamenti climatici nelle loro politiche di sviluppo e nei relativi bilanci e realizzino sul terreno progetti riguardanti queste problematiche. La GCCA è anche una piattaforma per il dialogo e lo scambio di esperienze.

Aumentare i finanziamenti per il clima

Monete e pianta verde isolata su sfondo bianco © iStockphoto

L'UE continua a investire nell'azione per il clima in Europa, ma aumenta anche i finanziamenti per il clima nell'intento di aiutare i paesi più poveri e vulnerabili ad attenuare i cambiamenti climatici e ad adattarvisi.

Ciò significa che:

  • almeno il 20% del bilancio dell'UE andrà all'azione per il clima entro il 2020
  • almeno 14 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche, per una media annua di 2 miliardi di euro, andranno a sostenere attività nei paesi in via di sviluppo fra il 2014 e il 2020
  • rispetto alla media del periodo 2012-2013, i finanziamenti per l'azione internazionale per il clima saranno più che raddoppiati.

L'UE e gli Stati membri sono andati al di là dell'impegno di fornire 7,2 miliardi di euro a titolo di "finanziamento rapido" nel periodo 2010-2020 per azioni immediate sul campo nei paesi in via di sviluppo. Nonostante la difficile situazione economica, sono stati erogati 7,34 miliardi di euro.

Nel 2013 i finanziamenti ai paesi in difficoltà sono ammontati a 9,5 miliardi di euro, provenienti dai bilanci pubblici e da altre istituzioni per il finanziamento dello sviluppo. Nel 2014 l'UE e gli Stati membri hanno erogato 14,5 miliardi di euro.

Per incrementare gli aiuti per i più poveri e vulnerabili, l'UE ha inaugurato una nuova fase dell'Alleanza mondiale contro i cambiamenti climatici (GCCA+), con un impegno previsto di circa 350 milioni di euro per il periodo 2014-2020. I fondi aiuteranno i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo ad adattarsi all’impatto dei cambiamenti climatici e a integrare la resilienza ad essi in tutti gli aspetti di programmazione e attuazione della politica di sviluppo.

Contribuire all'obiettivo di 100 miliardi di dollari

L'UE conferma l'impegno di fornire il giusto contributo per realizzare l'obiettivo dei paesi sviluppati di rendere disponibili congiuntamente 100 miliardi di dollari all'anno fino al 2020 a sostegno dei paesi in via di sviluppo.

Nell'ambito dell'accordo di Parigi, questo obiettivo è stato esteso al 2025, data entro la quale un altro obiettivo collettivo dovrà essere stabilito.

I fondi proverranno da un ampio ventaglio di fonti pubbliche e private, bilaterali e multilaterali, nonché da fonti alternative di finanziamento nel contesto di azioni significative di mitigazione e di un’attuazione trasparente da parte dei paesi in via di sviluppo.

L’UE auspica che anche le economie emergenti contribuiscano in linea con le rispettive responsabilità e capacità.

L'UE e gli Stati membri hanno definito le strategie e gli approcci da seguire per mobilitare più finanziamenti per il clima entro il 2020. L'aumento dei finanziamenti andrà di pari passo con un solido lavoro di preparazione sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Capitalizzare il Fondo verde per il clima

Il Fondo verde per il clima (GCF) è stato istituito alla conferenza sul clima di Cancún (COP 16) nel 2010. Questo fondo dell'ONU svolge un ruolo centrale per convogliare le risorse finanziarie verso i paesi in via di sviluppo e catalizzare i finanziamenti privati per il clima.

Gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a fornire quasi la metà delle risorse del fondo: 4,7 miliardi di dollari.

Di recente il Fondo ha approvato i primi otto investimenti. Nel corso del tempo, il Fondo punta a conseguire un rapporto di 50:50 tra i finanziamenti delle azioni di mitigazione e adattamento.

Mobilitare gli investimenti ecologici

I paesi devono attirare altri finanziamenti pubblici e privati destinati alla transizione verso un’economia rispettosa del clima e stimolare una crescita economica sostenibile. I finanziamenti internazionali per il clima vanno utilizzati come leva per promuovere investimenti resilienti ai cambiamenti climatici e a basse emissioni di carbonio, per integrare le risorse interne dei paesi in via di sviluppo.

La strategia dell’UE è duplice:

  • fornire direttamente finanziamenti sotto forma di sovvenzioni ai paesi più poveri e vulnerabili e
  • utilizzare le sovvenzioni per mobilitare investimenti privati combinando le sovvenzioni con prestiti e capitale da fonti pubbliche e private, comprese le banche di sviluppo bilaterali e multilaterali.

Ad esempio, dal 2007 l'UE e gli Stati membri dispongono di diversi strumenti finanziari combinati che uniscono le sovvenzioni ai prestiti e coprono diverse regioni.

Con questi strumenti finanziari combinati l’UE:

  • ha fornito sovvenzioni a oltre 240 progetti a finanziamento combinato nel periodo 2007-2014 e
  • ha aiutato a sbloccare investimenti in paesi partner combinando le sovvenzioni dell'UE con finanziamenti pubblici e privati: sovvenzioni dell'UE per oltre 1 miliardo di euro sono state impegnate per progetti verdi, per un valore complessivo di 25 miliardi di euro nei paesi a basso e medio reddito.
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