Azione per il clima

Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell'UE (ETS UE)

Politica

Il sistema EU ETS è una pietra angolare della politica dell'UE per contrastare i cambiamenti climatici e rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effetto serra. È il primo mercato mondiale della CO2 e continua a essere il più esteso.

Il sistema per lo scambio delle quote di emissione:

  • è attivo in tutti i paesi dell'UE, più l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia
  • limita le emissioni prodotte da circa 10 000 impianti nel settore dell'energia elettrica e nell'industria manifatturiera, nonché dalle compagnie aeree che operano tra questi paesi
  • interessa circa il 40% delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE.

Per conseguire la neutralità climatica nell'UE entro il 2050, compreso l'obiettivo intermedio di una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, la Commissione propone di rivedere ed eventualmente ampliare il campo di applicazione del sistema EU ETS. Lavorando a una proposta legislativa per la revisione del sistema, la Commissione ha pubblicato la valutazione d'impatto iniziale e ha concluso una consultazione pubblica aperta.https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiative...-

Un sistema basato sulla limitazione e lo scambio

Il sistema ETS UE opera secondo il principio della limitazione e dello scambio delle emissioni. Viene fissato un tetto alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema. Il tetto si riduce nel tempo di modo che le emissioni totali diminuiscono.

Entro questo limite, gli impianti acquistano o ricevono quote di emissione che, se necessario, possono scambiare. La limitazione del numero totale garantisce che le quote disponibili abbiano un valore.

Alla fine di ogni anno gli impianti devono restituire un numero di quote sufficiente a coprire interamente le loro emissioni se non vogliono subire pesanti multe. Se un impianto riduce le proprie emissioni, può mantenere le quote inutilizzate per coprire il fabbisogno futuro, oppure venderle a un altro impianto che ne sia a corto.

Lo scambio crea flessibilità e garantisce che le riduzioni delle emissioni avvengano quando sono più convenienti. Un solido prezzo della CO2 favorisce inoltre gli investimenti in tecnologie innovative a basso rilascio di CO2.

Sviluppare il mercato della CO2

Istituito nel 2005, l’ETS UE è il primo sistema internazionale di scambio di quote di emissione al mondo.

L'ETS UE sta anche favorendo lo sviluppo dello scambio di quote in altri paesi e regioni. L’UE si ripromette di collegare il sistema ETS UEcon altri sistemi compatibili.

Settori e gas interessati

L'EU ETS riguarda i seguenti settori e gas e presta particolare attenzione alle emissioni delle quali è possibile effettuare misurazioni, relazioni e verifiche con un elevato grado di precisione:

  • anidride carbonica (CO2) derivante da
    • produzione di energia elettrica e di calore
    • settori industriali ad alta intensità energetica, comprese raffinerie di petrolio, acciaierie e produzione di ferro, metalli, alluminio, cemento, calce, vetro, ceramica, pasta di legno, carta, cartone, acidi e prodotti chimici organici su larga scala
    • aviazione commerciale all'interno dello Spazio economico europeo
  • ossido di azoto (N2O) derivante dalla produzione di acido nitrico, adipico e gliossilico e gliossale
  • perfluorocarburi (PFC) derivanti dalla produzione di alluminio.

La partecipazione all'ETS UE è obbligatoria per le imprese che operano in questi settori, ma:

  • in alcuni settori sono inclusi soltanto gli impianti al di sopra di una certa dimensione
  • alcuni impianti di dimensioni ridotte possono essere esclusi qualora le amministrazioni mettano in atto misure fiscali o di altro genere che ne riducano le emissioni di un quantitativo equivalente
  • nel settore dell’aviazione, fino al 31 dicembre 2023 il sistema ETS UE si applica unicamente ai voli tra aeroporti situati nello Spazio economico europeo (SEE).

Il quadro ETS UE

Il quadro legislativo del mercato europeo della CO2 è definito nella direttiva ETS.

Il sistema opera per fasi di scambio. Giunto alla quarta fase di scambio (2021-2030), il quadro ETS è stato oggetto di varie revisioni per mantenere l'allineamento del sistema agli obiettivi generali della politica climatica dell'UE.

Il quadro legislativo dell'EU ETS per la fase 4 è stato rivisto nel 2018 per garantire riduzioni delle emissioni a sostegno dell'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE per il 2030 (-40% rispetto ai livelli del 1990) e nell'ambito del contributo dell'UE all'accordo di Parigi.

La revisione si incentra sui seguenti aspetti:

  • rafforzare l'EU ETS come stimolo agli investimenti aumentando il ritmo delle riduzioni del tetto massimo annuo al 2,2% a partire dal 2021 e rafforzare la riserva stabilizzatrice del mercato (il meccanismo istituito dall'UE nel 2015 per ridurre l’eccedenza di quote di emissioni nel mercato della CO2 e migliorare la resilienza dell’EU ETS agli shock futuri)
  • proseguire con l'assegnazione gratuita di quote a garanzia della competitività internazionale dei settori industriali esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di CO2, garantendo al tempo stesso che le regole per determinare l’assegnazione gratuita siano mirate e riflettano il progresso tecnologico
  • aiutare l'industria e il settore energetico a rispondere alle sfide dell’innovazione e degli investimenti richiesti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2 attraverso specifici meccanismi di finanziamento, il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione

La revisione del 2018 si è basata sulla riforma del quadro ETS per la fase 3 (2013-2020), che aveva modificato notevolmente il sistema rispetto alle fasi precedenti (2005-2007 e 2008-2012).

Realizzare riduzioni delle emissioni

L'EU ETS si è dimostrato uno strumento efficace per ridurre le emissioni in modo efficiente sotto il profilo dei costi. Gli impianti che rientrano nel sistema ETS hanno ridotto le emissioni di circa il 35% tra il 2005 e il 2019.

L'introduzione della riserva stabilizzatrice del mercato nel 2019 ha portato a prezzi della CO2 più elevati e solidi, il che ha contribuito a garantire una riduzione annuale delle emissioni totali del 9% nel 2019, con una riduzione del 14,9% nel settore della produzione di elettricità e calore e una riduzione del 1,9% nell'industria.

Nell'ambito del Green Deal europeo, nel settembre 2020 la Commissione ha presentato un piano corredato di una valutazione d'impatto volto ad aumentare l'obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell'UE ad almeno il 55% entro il 2030. Entro luglio 2021 la Commissione presenterà proposte legislative per attuare il nuovo obiettivo, compresa la revisione e l'eventuale ampliamento dell'ambito di applicazione dell'EU ETS.

Sviluppare il mercato della CO2

Istituito nel 2005, l'ETS UE è il primo sistema internazionale di scambio di quote di emissione al mondo. Da allora ha continuato a favorire lo sviluppo dello scambio di quote in altri paesi e regioni.

L'UE sostiene tali sforzi attraverso lo scambio di conoscenze e attività di sviluppo delle capacità. L'UE considera anche la possibillità di collegare l'EU ETS ad altri sistemi compatibili.

Nel 2017 l'UE e la Svizzera hanno firmato un accordo per collegare i rispettivi sistemi di scambio delle quote di emissione. L'accordo è entrato in vigore il 1º gennaio 2020 e il collegamento è diventato operativo nel settembre dello stesso anno.

Il sistema EU ETS

Per maggiori informazioni sull'EU ETS, consultare il manuale EU ETS. SI tenga presente che le informazioni contenute nel manuale riflettono lo status quo al momento della sua pubblicazione nel 2015.

Per informazioni più recenti sull'EU ETS, si vedano le relazioni sul mercato della CO2 pubblicate annualmente dalla Commissione.

Documentazione

Le informazioni ricercate sono disponibili nelle seguenti lingue: inglese (en)