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Riforma strutturale del sistema EU ETS

Politica

Dal 2009 nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) si è accumulata un’eccedenza di quote. La Commissione europea sta affrontando la questione con misure a breve e a lungo termine.

L’eccedenza di quote è in gran parte dovuta alla crisi economica (che ha ridotto le emissioni più del previsto) e alle elevate importazioni di crediti internazionali. Ciò ha causato una diminuzione del prezzo della CO2 e, pertanto, un minore incentivo a ridurre le emissioni.

Nel breve periodo, l’eccedenza rischia di compromettere il corretto funzionamento del mercato della CO2. Nel lungo periodo potrebbe influire sulla capacità dell’ETS di raggiungere in modo efficiente rispetto ai costi obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni.

L'eccedenza ammontava a circa 2 miliardi di quote all’inizio della fase 3 ed è ulteriormente aumentata di oltre 2,1 miliardi nel 2013. Nel 2015, si è ridotta a circa 1,78 miliardi in conseguenza del rinvio. In assenza di questa misura, le quote in eccesso alla fine del 2015 sarebbero state quasi il 40% in più.

"Rinvio" della messa all'asta delle quote nella fase 3

Come misura a breve termine la Commissione ha rinviato la messa all'asta di 900 milioni di quote fino al 2019-2020.

Questo "rinvio" del volume messo all’asta non riduce il numero complessivo di quote da mettere all’asta nel corso della fase 3, ma ne modifica solo la distribuzione nell'arco del periodo.

Il volume di vendite all’asta si è ridotto di:

  • 400 milioni di quote nel 2014
  • 300 milioni nel 2015
  • 200 milioni nel 2016

La valutazione d'impatto indica che il rinvio può riequilibrare l'offerta e la domanda nel breve periodo e ridurre la volatilità dei prezzi senza effetti significativi sulla competitività.

Il rinvio è stato messo in atto attraverso una modifica del regolamento sulle vendite all'asta nell'ambito del sistema EU ETS entrata in vigore il 27 febbraio 2014.

Riserva stabilizzatrice del mercato

Come soluzione di lungo periodo sono stati introdotti dei cambiamenti per riformare l'ETS istituendo una riserva stabilizzatrice del mercato a partire dal 2018. La riserva diventerà operativa nel gennaio 2019.

La riserva:

  • contrasterà l'attuale eccedenza di quote
  • aumenterà la resilienza del sistema agli shock adeguando l'offerta di quote da mettere all'asta.

I 900 milioni di quote rinviate nel 2014-2016 saranno trasferite alla riserva anziché essere messe all’asta nel 2019-2020.

Anche le quote non assegnate saranno trasferite alla riserva. Il quantitativo esatto si conoscerà solo nel 2020. Tuttavia, secondo le analisi di mercato nel 2020 le quote non assegnate potrebbero oscillare ancora tra i 550 e i 700 milioni (si veda la valutazione d'impatto che accompagna la proposta legislativa di modifica dell'EU ETS).

La riserva funzionerà interamente in base a regole predefinite che non lasciano margini di discrezione alla Commissione o agli Stati membri per quanto riguarda la sua attuazione.

Gli sforzi volti ad correggere lo squilibrio di mercato dovrebbero inoltre essere agevolati da una più rapida riduzione del tetto annuo delle emissioni, misura che rientra nella proposta di modifica dell'EU ETS della Commissione.

Contributi dei portatori di interesse

I contributi al dibattito sulle misure strutturali comprendevano:

  • la prima relazione sullo stato del mercato europeo della CO2, pubblicata nel novembre 2012, in cui la Commissione individuava sei opzioni per correggere l'eccedenza
  • la consultazione ufficiale dei portatori di interesse dal dicembre 2012 al febbraio 2013 - vedi tutti i contributi
  • gli incontri per consultazione tenutisi a marzo e aprile del 2013, ognuno dei quali ha esaminato tre opzioni; il secondo incontro ha valutato anche eventuali altre opzioni proposte da diversi portatori di interesse nella consultazione online, comprese le riunioni di esperti dedicate alla riserva stabilizzatrice, tenutesi nell'ottobre 2013 e nel giugno 2014 per discutere gli aspetti tecnici legati alla sua istituzione.
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