Azione per il clima

Mercati internazionali della CO2

Politica

I mercati internazionali della CO2 possono svolgere un ruolo importante nel ridurre in modo efficace rispetto ai costi le emissioni di gas serra a livello mondiale.

In tutto il mondo il numero di sistemi di scambio delle emissioni è in aumento. Oltre al sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS), operano già, o sono in fase di sviluppo, dei sistemi nazionali o sub-nazionali in Canada, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svizzera e Stati Uniti.

I mercati della CO2 nell’accordo di Parigi

L'accordo di Parigi fornisce una base solida e ambiziosa per l'uso dei mercati internazionali e rafforza gli obiettivi internazionali, la trasparenza e la responsabilità delle parti.

Riconoscendo l’importanza dei mercati internazionali della CO2, l’articolo 6 dell’accordo:

  • consente alle parti di ricorrere allo scambio internazionale delle quote di emissione per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni
  • istituisce un quadro per delle norme contabili comuni solide

crea un nuovo e più ambizioso meccanismo di mercato.

Un ciclone

Cooperazione bilaterale

Cina

Nel periodo 2014-2017, la Commissione europea, in stretta collaborazione con la Cina, ha svolto un progetto di 3 anni per sostenere la progettazione e l’attuazione dello scambio di quote di emissione in Cina.

Il progetto ha fornito assistenza tecnica per lo sviluppo delle capacità e ha sostenuto i sette sistemi pilota regionali già esistenti e l’istituzione di un sistema nazionale di scambio delle quote di emissione.

Nella dichiarazione congiunta UE-Cina sui cambiamenti climatici adottata al vertice UE-Cina del 2015, l’UE e la Cina hanno convenuto di rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale sui mercati del carbonio.

In tale contesto, la Commissione e la commissione per lo sviluppo nazionale e la riforma della Repubblica popolare cinese hanno concordato un nuovo progetto per il periodo 2017-2020.

Il progetto, intitolato “Piattaforma per il dialogo politico e la cooperazione tra l’UE e la Cina in materia di scambio delle quote di emissione”, è ora in fase di attuazione. L’obiettivo è fornire sostegno allo sviluppo di capacità e attività di formazione per assistere le autorità cinesi (da aprile 2018 il nuovo ministero dell’Ecologia e dell'ambiente) nei loro sforzi volti ad attuare e sviluppare ulteriormente il sistema di scambio di quote di emissione su scala nazionale. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web del progetto.

Il progetto ha anche istituito un dialogo politico tra la Commissione europea e il ministero cinese dell’Ecologia e ambiente: il primo dialogo si è svolto ad aprile 2018.

In occasione del vertice UE-Cina del 2018, l’UE e la Cina hanno firmato un protocollo d’intesa per rafforzare ulteriormente la cooperazione sullo scambio delle quote di emissione. Il documento fornisce una base per il dialogo politico, anche mediante ulteriori forme di cooperazione, come l’organizzazione congiunta di seminari e workshop, attività comuni di ricerca e gruppi di lavoro ad hoc.

Corea

Il sistema di scambio delle quote di emissione della Corea (KETS), avviato nel 2015, interessa circa il 66% delle emissioni complessive di gas a effetto serra del paese. Si tratta del primo sistema obbligatorio adottato da un paese non appartenente all'allegato I nell'ambito dell'UNFCCC.

Il KETS potrebbe stimolare l’espansione dello scambio di quote di emissione tra economie emergenti e paesi in via di sviluppo.

La Commissione europea sostiene la Corea attraverso un progetto di assistenza tecnica dedicato allo sviluppo delle competenze necessarie per attuare il KETS.

Cooperazione multilaterale

ICAP

La Commissione europea è uno dei membri fondatori del Partenariato di azione internazionale sul carbonio (ICAP), che riunisce paesi e regioni che dispongono di sistemi obbligatori basati sulla limitazione e lo scambio di quote di emissione. L'ICAP offre uno spazio per la condivisione di esperienze e conoscenze e organizza regolarmente corsi di formazione.

La Commissione sostiene inoltre lo sviluppo di mercati interni della CO2 attraverso il partenariato per la preparazione del mercato (PMR). Il PMR è una piattaforma per lo scambio di esperienze in materia di strumenti di mercato per la CO2 e assiste circa 17 paesi nella loro preparazione ed attuazione.

Collegamento con altri sistemi di limitazione e scambio

Collegare tra loro i sistemi compatibili di scambio delle quote di emissione consente ai partecipanti ad un sistema di utilizzare le unità di un altro sistema per conformarsi agli obblighi.

Il collegamento offre diversi benefici, tra cui:

  • riduzione del costo dell’abbattimento delle emissioni
  • aumento della liquidità del mercato
  • maggiore stabilità del prezzo della CO2
  • creazione di condizioni di parità a livello internazionale, armonizzando i prezzi della CO2 tra le varie giurisdizioni
  • sostegno alla cooperazione internazionale in materia di cambiamenti climatici.

La normativa sull'EU ETS contempla la possibilità di collegare il sistema europeo ad altri sistemi compatibili per lo scambio di quote di emissioni a livello mondiale, nazionale o regionale.

Le condizioni per il collegamento comprendono:

  • la compatibilità (i sistemi hanno la stessa visione di fondo dell'ambiente e una tonnellata di CO2 in un sistema equivale a una tonnellata nell'altro)
  • il carattere vincolante del sistema, e
  • l’esistenza di un tetto assoluto per le emissioni.

Il collegamento richiede inoltre che entrambe le parti includano il trasporto aereo nel campo di applicazione dei sistemi collegati.

L'UE e la Svizzera hanno firmato un accordo per collegare i loro sistemi. L'accordo è entrato in vigore il 1º gennaio 2020 in seguito allo scambio degli strumenti di ratifica o di approvazione tra l'UE e la Svizzera.

Il comitato misto, istituito dall'accordo di collegamento, ha preparato il terreno per l'entrata in vigore dell'accordo adottando la decisione 2/2019 che garantisce la compatibilità dei due sistemi per l'anno 2020. La compatibilità dopo il 2020 richiederà l'adozione di un'altra decisione del comitato misto non appena sarà in vigore la necessaria legislazione svizzera.

Il collegamento tra l'EU ETS e il sistema ETS svizzero si traduce nel riconoscimento reciproco delle quote di emissione dell'UE e della Svizzera in sede di restituzione delle quote per coprire le emissioni generate a partire dal gennaio 2020. La Svizzera mantiene un sistema separato dal sistema EU ETS, ma attua un campo di applicazione analogo a quello dell'EU ETS, compreso il trasporto aereo.

Anche l'UE e l'Australia hanno preso in considerazione la possibilità di collegare i loro sistemi. Tuttavia, a causa dell’abrogazione del sistema australiano nel 2014, i negoziati sul collegamento non sono proseguiti.

Documentazione

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Studi

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Faq

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