Azione per il clima
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Assegnazione agli impianti industriali

L'industria manifatturiera continuerà a ricevere una percentuale delle sue quote di emissione a titolo gratuito fino al 2020 e oltre. Tale assegnazione si basa su parametri di riferimento che premiano gli impianti più efficienti in ciascun settore.

Nel 2013 l’industria manifatturiera ha ricevuto l’80% delle sue quote a titolo gratuito. Questa percentuale diminuirà gradualmente di anno in anno fino a raggiungere il 30% nel 2020.

Assegnazione in base a parametri di riferimento

L’assegnazione di quote a titolo gratuito a ciascun impianto è calcolata utilizzando, per quanto possibile, valori di riferimento elaborati per ciascun prodotto. Gli attuali 54 valori di riferimento (52 prodotti e due cosiddetti approcci alternativi basati sull'utilizzo del calore e del combustibile) sono stati calcolati sulla base di un complesso lavoro tecnico.

In termini generali, il valore di riferimento di un prodotto si bassa sulle emissioni medie di gas a effetto serra del 10% degli impianti più efficiente che lo producono nell'UE.

Si applica inoltre il principio "un prodotto, un parametro di riferimento". Ciò vuol dire che la metodologia non varia a seconda della tecnologia o del combustibile utilizzato, della dimensione di un impianto o della sua ubicazione geografica.

Gli impianti che rispettano i valori di riferimento, e che sono pertanto tra i più efficienti dell'UE, ricevono in linea di principio tutte le quote di cui hanno bisogno per coprire le loro emissioni.

Gli impianti che non rispettano i valori di riferimento riceveranno meno quote di quelle necessarie. Dovranno quindi

  • ridurre le emissioni
  • acquistare quote supplementari o crediti per coprire le proprie emissioni, oppure
  • combinare queste due opzioni.

I settori esposti alla delocalizzazione delle emissioni di CO2 ricevono quote maggiori.

La disponibilità di alcune quote gratuite limita i costi per l’industria dell’UE rispetto ai concorrenti stranieri.

I settori e i sottosettori esposti alla concorrenza di industrie ubicate al di fuori dell’UE non soggette a una normativa sul clima paragonabile, riceveranno più quote gratuite di quelli che non presentano un rischio di delocalizzazione delle emissioni di CO2.

Come sono calcolate le assegnazioni gratuite

La decisione della Commissione europea del 2011 stabilisce norme armonizzate sull'assegnazione di quote di emissione gratuite valide per l'insieme dell'Unione.

Seguendo tali norme, tutti i paesi dell'UE e del SEE-EFTA hanno effettuato un calcolo preliminare del quantitativo annuo di quote di emissione assegnate a titolo gratuito per ogni impianto situato sul loro territorio e hanno comunicato queste "misure nazionali di attuazione" alla Commissione.

La Commissione ha esaminato i dati di ciascun paese per assicurarsi che fossero completi e conformi alle pertinenti disposizioni di legge (vedere la decisione della Commissione del 2013). L’autorità di vigilanza dell'EFTA ha fatto altrettanto per quelli provenienti dagli Stati EFTA-SEE.

Infine, i diversi paesi hanno preso una decisione sull'assegnazione delle quote per l'intera fase 3 (2013-2020). Le quote di emissione sono rese note annualmente.

Poiché le quote richieste per tutti gli impianti situati nell'UE superavano il quantitativo totale disponibile per l’assegnazione a titolo gratuito le quote sono state ridotte della stessa percentuale per tutti gli impianti. Questo è il fattore di correzione intersettoriale applicato a partire dal 2013.

Il fattore di correzione ha ridotto le quote assegnate di circa il 6% nel 2013. Dato che la quantità di quote disponibili diminuisce ogni anno, il fattore di correzione aumenta ogni anno fino al 2020, quando raggiungerà il 18% circa.

Inoltre, la quantità di quote di emissione a titolo gratuito può cambiare durante il periodo 2013-2020 a causa di aggiustamenti della produzione e della capacità al di là delle soglie stabilite dalle norme armonizzate di assegnazione.

Quote gratuite dopo il 2020

Nel contesto del quadro 2030 per il clima e l'energia, i leader dell'UE hanno deciso che l'assegnazione delle quote di emissione a titolo gratuito prosegua in parte dopo il 2020 per prevenire il rischio della delocalizzazione delle emissioni