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Condivisione degli sforzi 2021-2030: obiettivi e strumenti di flessibilità

Politica

Gli Stati membri dell'UE hanno obiettivi annuali vincolanti in materia di emissioni di gas a effetto serra per il periodo 2021-2030 per i settori dell'economia che non rientrano nel campo di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS). Tali settori, tra cui i trasporti, l'edilizia, l'agricoltura, l'industria (settori non ETS) e i rifiuti, rappresentano quasi il 60% delle emissioni totali dell'UE.

Taglio del 30% delle emissioni nei settori non ETS entro il 2030

Nell'ottobre 2014, i leader dell'UE hanno fissato un obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni interne prodotte da tutti i settori economici di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990.

Hanno inoltre precisato che i settori dell'economia non rientranti nell'EU ETS dovranno ridurre le emissioni del 30% entro il 2030 rispetto al 2005, come contributo al conseguimento dell'obiettivo complessivo.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi traduce quest'impegno in obiettivi annuali vincolanti per ciascuno Stato membro in materia di emissioni di gas a effetto serra per il periodo 2021-2030, sulla base dei principi di equità, efficacia economica e integrità ambientale.

Il regolamento è stato adottato il 14 maggio 2018.

Obiettivi degli Stati membri

Il regolamento continua a riconoscere le diverse capacità degli Stati membri di intervenire, differenziando gli obiettivi in base al prodotto interno lordo (PIL) pro capite negli Stati membri.

Viene così garantita l'equità, in quanto gli Stati membri a reddito più elevato adottano obiettivi più ambiziosi rispetto a quelli a reddito più basso.

Tuttavia, un'impostazione basata soltanto sul PIL relativo pro capite comporterebbe costi di conformità relativamente elevati per gli Stati membri con un reddito più elevato.

Di conseguenza, gli obiettivi vengono adeguati al fine di riflettere l'efficacia rispetto ai costi per gli Stati membri con un PIL pro capite superiore alla media.

Gli obiettivi 2030 risultanti variano dallo 0% al -40% rispetto ai livelli del 2005.

Traiettoria per la riduzione delle emissioni

Per ciascuno Stato membro l'obiettivo per il 2030 è il punto d'arrivo di una traiettoria lineare di riduzione che definisce le riduzioni di emissioni annue per il periodo 2021-2030.

La traiettoria inizia da un punto definito da due elementi:

  • media delle emissioni per il periodo 2016-2018 per ciascuno Stato membro come valore,
  • posizionato sull'asse temporale a cinque dodicesimi della distanza dal 2019 al 2020 (o nel 2020, se ciò comporta una riduzione più severa per detto Stato membro).

Per prepararsi alle sfide che alcuni Stati membri a reddito più basso potrebbero dover affrontare, nel corso del 2021 è previsto un adeguamento supplementare di un totale di 41 milioni di tonnellate. È stata inoltre aggiunta una riserva di sicurezza di 105 milioni di tonnellate al massimo.

La riserva è subordinata al conseguimento dell'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni del 30% entro il 2030 e sarà disponibile solo a posteriori, nel 2032, in ultima istanza e a condizioni rigorose (per esempio, solo se saranno stati raggiunti e superati gli obiettivi stabiliti per il periodo 2013-2020).

Assicurare un conseguimento degli obiettivi corretto ed efficiente in termini di costi

Il regolamento mantiene gli strumenti di flessibilità già esistenti nell'attuale decisione sulla condivisione degli sforzi (per esempio, operazioni di accumulo, prestito, acquisto e vendita tra Stati membri) e fornisce due nuovi strumenti per consentire il raggiungimento degli obiettivi in modo equo ed efficiente in termini di costi.

Nuovo strumento di flessibilità per accedere a quote dal sistema EU ETS

Ciò consente agli Stati membri ammissibili di conseguire i propri obiettivi nazionali coprendo una parte delle emissioni con quote dal sistema EU ETS che di norma sarebbero state messe all'asta. A livello dell'UE, non è consentito superare i 100 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo 2021-2030.

Entro il 2020, gli Stati membri ammissibili devono notificare alla Commissione l'importo della flessibilità che utilizzeranno nel corso del periodo. L'importo può essere rivisto al ribasso due volte.

La flessibilità è strettamente limitata in termini di volume e non viene presa in considerazione per calcolare l'immissione nella riserva stabilizzatrice del mercato relativa all'EU ETS. L'integrità ambientale viene mantenuta e l'impatto sul mercato del carbonio è molto limitato.

Nuovo strumento di flessibilità per accedere a crediti provenienti dal settore dell'uso del suolo

Al fine di stimolare ulteriori azioni nel settore dell'uso del suolo, gli Stati membri possono utilizzare fino a 280 milioni di crediti nell'intero periodo 2021-2030 per rispettare i propri obiettivi nazionali.

Tutti gli Stati membri sono autorizzati, se necessario, a utilizzare questo strumento di flessibilità per conseguire il proprio obiettivo, ma l'accesso è più elevato per gli Stati membri con una quota maggiore di emissioni provenienti dall'agricoltura. Si riconosce in tal modo che il potenziale di mitigazione per le emissioni prodotte dal settore agricolo è inferiore.

Operazioni di accumulo, prestito, acquisto e vendita

Il regolamento mantiene questi strumenti di flessibilità, già disponibili ai sensi della decisione sulla condivisione degli sforzi.

Negli anni in cui le emissioni sono inferiori alle assegnazioni annuali di emissioni, gli Stati membri possono accumulare le eccedenze e usarle negli anni successivi. Sono stati aggiunti limiti alle operazioni di accumulo nei casi di elevate eccedenze cumulative.

Negli anni in cui le emissioni sono superiori al limite annuale, gli Stati membri possono prendere in prestito una quantità limitata di assegnazioni dall'anno successivo.

In questo modo, gli Stati membri dispongono della flessibilità necessaria per gestire le fluttuazioni annuali nelle emissioni dovute a particolari condizioni climatiche o economiche.

Gli Stati membri possono anche comprare e vendere assegnazioni da e ad altri Stati membri. Si tratta di uno strumento importante per garantire l'efficacia in termini di costi: consente infatti agli Stati membri di accedere alle riduzioni di emissioni dove sono meno costose, mentre le entrate possono essere utilizzate per investire in misure di ammodernamento.

I meccanismi basati su progetti all'interno dell'UE sono un modo possibile per sostenere questi trasferimenti.

La tabella sottostante riporta l'obiettivo e il livello massimo di accesso ai nuovi strumenti di flessibilità per ciascuno Stato membro:

 Obiettivo per il 2030 rispetto al 2005Flessibilità annua massima (in % rispetto alle emissioni prodotte dai settori interessati dalla condivisione degli sforzi nel 2005)
Flessibilità dall'EU ETS nel regolamento sulla condivisione degli sforziFlessibilità dal settore dell'uso del suolo nel regolamento sulla condivisione degli sforzi*
LU-40%4%0,2%
SE-40%2%1,1%
DK-39%2%3,6%
FI-39%2%1,4%
DE-38% 0,5%
FR-37% 1,5%
UK-37% 0,4%
NL-36%2%1,0%
AT-36%2%0,4%
BE-35%2%0,5%
IT-33% 0,3%
IE-30%4%5,7%
ES-26% 1,2%
CY-24% 1,4%
MT-19%2%0,3%
PT-17% 1,1%
EL-16% 1,1%
SI-15% 1,1%
CZ-14% 0,4%
EE-13% 1,7%
SK-12% 0,5%
LT-9% 4,9%
PL-7% 1,2%
HR-7% 0,5%
HU-7% 0,4%
LV-6% 3,6%
RO-2% 1,7%
BG0% 1,9%

*Stima. Il limite è espresso in milioni di tonnellate assolute nell'arco di 10 anni.

Regole chiare per la stesura di relazioni e il monitoraggio dei progressi

La Commissione valuterà e riferirà annualmente circa i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi.

Qualora uno Stato membro si discosti dalla traiettoria, sarà tenuto a preparare un opportuno piano d'azione.

Per ridurre gli oneri amministrativi e consentire il potenziale contributo dal settore dell'uso del suolo (che ha un periodo di adempimento quinquennale), ogni cinque anni saranno organizzati un esame completo delle relazioni sulle emissioni degli Stati membri e una verifica di conformità più formale. Di conseguenza, vi è uno stretto allineamento della proposta al ciclo di revisione quinquennale indicato nell'accordo di Parigi.

Qualora, pur tenendo conto del ricorso agli strumenti di flessibilità, uno Stato membro non rispetti i propri obblighi annuali in un qualunque anno, il disavanzo sarà moltiplicato per un fattore di 1,08 e tale penalità sarà aggiunta all'obbligo dell'anno successivo.

Contributi delle parti interessate

Le parti interessate hanno partecipato a varie fasi di elaborazione del regolamento, per esempio attraverso:

I risultati sono riassunti nell'allegato 8.2 della valutazione d'impatto.

Il pubblico ha avuto la possibilità di esprimere un parere sulla proposta legislativa in seguito alla sua adozione da parte della Commissione europea. Le parti interessate che hanno fornito un contributo sono state 11 e una sintesi è stata presentata al Parlamento europeo e al Consiglio.

Documentazione

Documenti principali

Osservazioni delle parti interessate