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Ultimo aggiornamento: 04-04-2006
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Scozia

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INDICE

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario? 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. I requisiti di merito 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di tali misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure? 4.

 

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”?

In Scozia non esiste una definizione precisa della procedura denominata “diligence”, termine solitamente utilizzato per descrivere il procedimento giudiziario di esecuzione dei decreti emessi dai tribunali per il pagamento di somme di denaro o, in senso più lato, per l’esecuzione delle decisioni emesse dai tribunali civili in generale, anche a fini di esecuzione o inibizione di un atto.

Gli introiti del debitore possono essere pignorati. Una volta ricevuto il mandato di pignoramento il datore di lavoro deve detrarre da ogni busta paga del debitore un importo calcolato conformemente alle tabelle statutarie e versarlo al creditore fino all’estinzione del debito o fino a quando il debitore lasci il posto di lavoro.

Nei casi in cui viene ordinata la corresponsione dell’assegno di mantenimento per un figlio e colui che deve versare gli alimenti non paga, al suo datore di lavoro può essere presentata un’ordinanza di pagamento (current maintenance order) ed egli dovrà effettuare detrazioni conformemente al disposto della legge scozzese sui debitori (Debtors (Scotland) Act 1987).

Con il pignoramento è possibile congelare fondi come il denaro liquido e i beni mobili dovuti al convenuto e in possesso di terzi. Questi ultimi tuttavia non possono essere dipendenti del convenuto o altre persone impossibilitate a conservare i beni senza il suo consenso.

Fatto salvo un certo numero di eccezioni, i beni mobili in possesso del debitore possono essere pignorati e venduti all’asta.

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Il provvedimento cosiddetto di “inibitoria” (inhibition) è definito come un divieto personale che inibisce la possibilità di contrarre debiti o effettuare transazioni con le quali una parte qualsiasi dei beni immobili del debitore può essere alienata o asportata a pregiudizio del creditore che ha chiesto l’inibitoria: in altri termini, esso impedisce al debitore di disporre dei propri beni ereditabili in modo pregiudizievole per il saldo del debito dovuto al creditore che ha chiesto l’inibitoria. Questo obiettivo viene realizzato iscrivendo l’inibitoria nel Registro delle inibitorie e delle sentenze (Register of Inhibitions and Adjudications). In generale l’inibitoria è operativa soltanto in caso di debito pecuniario.

Con il termine “adjudication” si indica una forma di diligence a valere sui beni ereditabili che ha l’effetto di costituire una garanzia ereditabile garantita dalla legge a favore del creditore. Dopo la sentenza, il relativo estratto viene iscritto nel Registro generale dei sequestri (General Register of Sasines) o nel Registro fondiario (Land Register of Scotland), a seconda del Registro nel quale figurano i soggetti.

Lo sfratto può essere effettuato sulla scorta di ordini di recupero di beni ereditabili, di trasferimento o di espulsione. “Rimozione” (removing) è il termine utilizzato nei casi in cui il padrone di casa cerca di riprendere possesso della proprietà dall’inquilino. L’espulsione è la misura utilizzata per l’allontanamento di un occupante non autorizzato ad occupare il bene ereditabile, come nel caso di un occupante abusivo (squatter).

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Un obbligo avente natura specifica, come quello di prestare un determinato servizio, è oggetto di un decreto ad factum præstandum, mentre un obbligo di natura negativa, come quello di non costruire sul terreno di proprietà altrui, viene imposto tramite un provvedimento d’interdizione.

2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

2.1. La procedura

Sono esecutivi gli ordini emessi sia da un tribunale che da un’autorità equivalente, come i documenti attestanti un debito registrati a fini di esecuzione, rilasciati dalla locale Sheriff Court in Scozia.

Nel caso degli ordini emessi all’esito di un’azione per un rimedio specifico, e non di un’ordinanza di pagamento, è possibile procedere all’esecuzione senza ulteriore ricorso ai tribunali. In generale questa regola si applica anche ai ricorsi per pagamento. Un estratto dell’ordine costituisce titolo esecutivo per tutte le misure di esecuzione a norma di legge. Vi sono tuttavia eccezioni.

Gli ordini di pignoramento (attachment orders) sono utilizzati per pignorare i beni mobili in possesso del debitore a fini di vendita all’asta. Se però il creditore desidera pignorare beni che si trovano nella residenza del debitore, deve ritornare alla Sheriff Court per sollecitare un ordine di pignoramento speciale (exceptional attachment order).

Nei casi in cui il creditore ha pignorato i beni o fondi in possesso di un terzo, la sua iniziativa ha l’effetto di congelare tali beni o fondi. Per farsi cedere questi ultimi il creditore deve pertanto procedere ad un’azione denominata action of furthcoming.

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Per l’operazione cosiddetta di adjudication (trasferimento della proprietà) ad opera della Court of Session (il tribunale civile supremo in Scozia) mediante un'azione in cui si specificano i beni da trasferire (ossia quelli oggetto dell’azione medesima), è necessario che la parte che sollecita il trasferimento sia già in possesso di un ordine di pagamento. Il decreto di trasferimento (decree for adjudication) non conferisce a quest’ultima l’immediato potere di vendita, ma soltanto quello di dare in locazione i beni (incamerando le somme così ricavate). Di norma in questo tipo di azione il convenuto non compare, o non si costituisce in giudizio, poiché di norma le eventuali difese del debitore sono già state estinte nel corso della precedente azione per pagamento.

Responsabili dell’applicazione della legge sono gli sheriff officers e i Messengers-at-Arms. Si tratta di funzionari giudiziari indipendenti che percepiscono un onorario e agiscono su incarico dello Sheriff Principal della circoscrizione che a questi fa capo (sheriffdom) in cui sono autorizzati ad esercitare la loro attività. Questi agenti sono soggetti al controllo e alla supervisione del tribunale anche se non sono alle dirette dipendenze del medesimo. Nella legge sui debitori (Debtors (Scotland) Act 1987) si trova enunciato il quadro normativo per il controllo sulla loro autorizzazione, formazione e condotta nell’esercizio delle funzioni ufficiali.

È necessario il ricorso ad un rappresentante legale soltanto qualora siano necessarie ulteriori procedure giudiziarie.

I particolari relativi agli onorari English che gli sheriff officers e i Messengers-at-Arms possono attualmente praticare per l’esecuzione della procedura di “diligence” sono specificati nell’Act of Sederunt Fees of Sheriff Officers 2004 (SSI 2004/513) e nell’Act of Sederunt (Fees of Messenger-at-Arms) 2004 (SSI 2004/515), che si possono trovare su …….

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2.2. I requisiti di merito

Come osservato in precedenza, la pronuncia di una sentenza a favore dell’attore- creditore (cioè della persona che dà avvio all’azione giudiziaria) è di norma sufficiente perché si applichino le misure di esecuzione. Nel caso degli ordini di pignoramento speciale, invece, il creditore deve nuovamente adire il tribunale per ottenere l’autorizzazione specifica a pignorare i beni che si trovano nella residenza del debitore.

Nel valutare se emettere un tale ordine il giudice (Sheriff) considera diversi fattori.

Si tratta degli aspetti seguenti:

  • la natura del debito (in particolare se questo sia connesso a tasse o diritti o ad attività commerciali o industriali esercitate dal debitore);
  • se il debitore risiede effettivamente all’indirizzo specificato e se eserciti un’attività commerciale o industriale a tale indirizzo;
  • se il debitore abbia ricevuto consulenza in materia finanziaria e se sia trascorsa la scadenza eventualmente fissata per pagamenti imposti a seguito di ordinanze o sentenze;
  • eventuali accordi intervenuti fra debitore e creditore a fini di regolamento del debito; e qualsiasi dichiarazione o intervento fatto, o documento depositato, dal debitore o per conto dello stesso, relativi all’esistenza di eventuali beni non essenziali di sua proprietà, nei casi in cui questi esistono, al loro valore, o alla situazione finanziaria del debitore.

Il giudice in particolare deve verificare che il creditore abbia adottato iniziative ragionevoli per negoziare il pagamento del debito; che il creditore abbia eseguito, o nella misura del possibile abbia cercato di eseguire, un’azione di sequestro o pignoramento e una cosiddetta action of furthcoming (un’azione diretta al recupero di beni mobili o immobili detenuti da un terzo), o un’azione di vendita e il pignoramento degli introiti al fine di ottenere il pagamento del debito; che si possa ragionevolmente prevedere di recuperare, mettendo all’asta i beni non essenziali del debitore, una somma equivalente almeno all’aggregato di una stima realistica delle spese addebitabili, maggiorata di 100 GBP.

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Con la procedura di arrestment si procede al sequestro dei beni ottenendo un certo grado di preferenza per il creditore che ha dato avvio al sequestro stesso, ma di per sé questa procedura non attribuisce automaticamente i beni al creditore. A questo fine è necessaria un’ulteriore misura: in pratica, di norma il debitore autorizza, tramite mandato scritto, la consegna o il trasferimento dei beni o fondi al creditore. Qualora ciò non avvenga il creditore deve procedere all’“action of furthcoming”.

Con quest’ultima procedura si adisce il tribunale affinché la parte che detiene i beni sequestrati/pignorati (arrestee) effettui il pagamento (furthcoming payment) e consegni la somma dovuta al debitore comune e sequestrata/pignorata dalla parte richiedente, o comunque una parte di essa sufficiente a pagare il debito e le spese da questa sostenute.

Le norme relative al trasferimento (adjudication) prevedono che se il debito non è stato saldato dopo dieci anni la parte beneficiaria di questa misura possa convertire il proprio diritto in un diritto di proprietà assoluta; ciò avviene mediante un’azione della Court of Session denominata an action of declarator of expiry of the legal. Il debitore può opporsi a tale azione dichiarando che il debito è stato pagato: in tal caso sono richieste prove. Anche in assenza di un’”action of declarator”, il creditore diventa il vero proprietario mediante un’operazione denominata “prescription”.

3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

E’ prevista la possibilità di misure di esecuzione secondo la procedura di diligence per ogni tipo di bene, ad eccezione del denaro liquido in possesso del debitore.

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3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

Esistono soltanto due tipi di misure di esecuzione in cui il debitore ha l'opportunità di non sottostare ai requisiti di legge che la procedura gli impone. Si tratta del pignoramento e, in misura meno frequente, dell’inibitoria. Se infatti il debitore in possesso di un bene pignorato lo rimuove dal luogo in cui è oggetto di pignoramento o lo aliena, questo atto si configura come una violazione dell’ordinanza di pignoramento e il giudice può autorizzare il pignoramento di altri beni di sua proprietà detenuti nel luogo in cui è stata data esecuzione all’ordinanza iniziale. Qualsiasi violazione di questo genere può essere trattata come contempt of court (reato di oltraggio alla Corte). Nel caso dell’ordine di pignoramento speciale il debitore che sia al corrente dell’esistenza del provvedimento e che prima dell’esecuzione del medesimo rimuova o alieni un qualsiasi bene non essenziale si rende colpevole di una violazione del provvedimento in questione e, in tale eventualità, il giudice può ordinargli di consegnare una determinata somma in tribunale.

Una disposizione, o garanzia standard, o altra azione in opposizione all’inibitoria può essere ridotta su istanza della parte che ha avviato la procedura.

Il datore di lavoro al quale è stato presentato un ordine corrente di pignoramento della retribuzione o di corresponsione degli alimenti e che non ottempera alle condizioni in esso stabilite è tenuto a versare al creditore l’importo che avrebbe dovuto essere pagato.

Se la parte in possesso dei beni cui si riferisce l’ordine di pignoramento si disfa di tali beni, è tenuta a versare un importo corrispondente al loro valore alla parte al creditore, ma non è soggetta all’obbligo legale di rendere noto al medesimo né l’esistenza né l’ammontare dei beni in questione.

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Per quanto riguarda l’espropriazione mobiliare, vengono inflitte sanzioni identiche sia al debitore che ad un terzo che si ponga in violazione della legge nei modi sopra specificati.

Se la parte contro la quale è stato emesso un ordine di sfratto o di rimozione non vi ottempera volontariamente, gli Sheriff Officers possono richiedere l’assistenza della forza pubblica per evitare che vengano commessi reati nei loro confronti all’atto dell’esecuzione dell’ordine.

La mancata esecuzione di un decreto ad factum praestandum può dare luogo a pena detentiva. La persona a favore della quale era stato emesso il decreto presenta ricorso al tribunale che aveva pronunciato la relativa sentenza, e spetta al richiedente fornire la prova che il convenuto rifiuta intenzionalmente di ottemperare al decreto. Se verifica l’esistenza di tale rifiuto, il tribunale può condannare il convenuto ad una pena detentiva di durata non superiore a sei mesi. La detenzione non estingue l’obbligo imposto dal decreto.

Il mancato ottemperamento ad un interdetto può dare luogo ad un’azione in giudizio per violazione dell’interdetto stesso. Si tratta di un’azione distinta che ha avvio con l’emissione di un initial writ (documento con il quale si avvia un’azione nella Sheriff Court). La sanzione massima è costituita da una pena detentiva di tre mesi, o da un’ammenda al livello 4 della tabella standard, o da entrambe le sanzioni.

3.3. Qual è la validità di tali misure?

Se il debitore non è alle dipendenze della persona alla quale viene presentato il mandato di pignoramento degli introiti o l'ordine corrente di corresponsione degli alimenti, la misura non ha esito. In caso contrario essa resta in vigore fino a quando il debito viene saldato o fino a quando il debitore lascia il posto di lavoro in questione.

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Il pignoramento ordinario (arrestment in execution) cade in prescrizione dopo tre anni dalla data di notifica.

Il pignoramento ha effetto unicamente fino a sei mesi dalla data di pignoramento di un determinato bene o fino a 28 giorni da quella in cui tale bene è stato rimosso dal luogo in cui è stata effettuato il pignoramento. Il periodo in cui va eseguito il pignoramento è specificato in un ordine di pignoramento straordinario (exceptional attachment order). L’inibitoria cade in prescrizione dopo cinque anni.

Le misure esecutive per quanto riguarda la procedura di diligence a seguito di un ordine di sfratto o rimozione devono essere attuate senza ritardo indebito. Quest’ultima nozione non è oggetto di una definizione precisa, ma dipende dalle circostanze particolari di ciascun caso.

Nel decreto ad factum praestandum vanno specificate esattamente le misure da adottare e il termine entro il quale devono essere eseguite.

4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure?

Il datore di lavoro o il debitore può chiedere al giudice di emettere un ordine in cui si dichiara che un ordine di corresponsione degli alimenti in corso è invalido o non ha più efficacia. Inoltre se il debitore può addurre prove convincenti dell’improbabilità di un ripetersi dell’inadempienza in futuro, il giudice può emettere un’ordinanza di revoca.

Per contrastare un’action of furthcoming, la parte contro la quale è stato pronunciato l’ordine di pignoramento, pur non contestando l’esistenza del debito, può difendersi adducendo come argomento l’invalidità del pignoramento stesso; l’irregolarità, sotto il profilo procedurale, dell’action of furthcoming; il fatto che il pignoramento lo ha spossessato di tutti i suoi beni; o di poter far valere certe motivazioni in sua difesa contro il debitore comune per quanto riguarda il debito o il bene oggetto del pignoramento. Il debitore comune può contestare la validità del pignoramento o sollevare obiezioni nei confronti di eventuali irregolarità procedurali inerenti l’action of furthcoming. Per l’action of furthcoming è competente a livello sia la Sheriff Court che la Court of Session.

E’ possibile ricorrere contro qualsiasi decisione presa dal giudice (sheriff) a norma o ai fini dell’applicazione delle parti 2 and 3 del Debt Arrangement and Attachment (Scotland) Act 2002. Il ricorso può essere inoltrato, solo dietro autorizzazione del giudice, all’istanza superiore rappresentata dallo Sheriff Principal e deve riguardare una questione di diritto. La decisione dello Sheriff Principal è inappellabile.

L’inhibition può venire revocata o annullata nei casi in cui si sono rilevati vizi procedurali e in cui l’ordine di pagamento è stato ridotto o sospeso definitivamente; il suo annullamento è di competenza esclusiva della Court of Session. Non vi è possibilità di appello contro la rimozione o lo sfratto una volta che il decreto abbia assunto forma definitiva.

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