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Ultimo aggiornamento: 16-11-2005
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Gibilterra

 

INDICE

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario? 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. I requisiti di merito 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di tali misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure? 4.

 

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”?

L’esecuzione è il procedimento giuridico attraverso il quale viene imposto ai debitori di ottemperare alla decisione del tribunale.

La scelta del metodo di esecuzione spetta al creditore.

Nella scelta del metodo di esecuzione il creditore deve considerare se :

  • è probabile che egli riesca ad ottenere il denaro e le spese processuali dal convenuto;
  • il convenuto deve denaro ad altre persone oppure sono stati emessi contro di lui dei provvedimenti;
  • il convenuto possiede beni che possono essere prelevati e venduti all’asta;
  • il convenuto svolge attività lavorativa;
  • il convenuto ha altri redditi, ad esempio derivanti da investimenti;
  • il convenuto ha un conto presso una banca, una building society (istituto di credito immobiliare), o altro;
  • il convenuto possiede delle proprietà (una casa); oppure
  • vi è qualcuno che deve denaro al convenuto.

Si vedano più avanti i diversi tipi di misure di esecuzione. Il creditore può scegliere quello che più probabilmente gli consentirà di ottenere il denaro a lui dovuto. Ad esempio, se il convenuto è disoccupato oppure è un lavoratore autonomo, sarebbe una perdita di tempo richiedere un’ordinanza che disponga l’attachment of earnings (esecuzione presso il datore di lavoro). Ma se il convenuto ha del denaro su un conto bancario, potrebbe essere adatta un’esecuzione presso terzi.

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Il tribunale non può garantire che il creditore otterrà il suo denaro ed il pagamento di diritti per ogni azione intrapresa è comunque dovuto. Sebbene il tribunale aggiunga tale diritti al debito già maturato, esso non può restituire al creditore ciò che egli ha pagato se questi non recupera il denaro dal debitore.

I diversi tipi di esecuzione sono :
Distraint/execution (pignoramento)

I due tipi di esecuzione sopra indicati sono effettivamente la stessa cosa, vale a dire il pignoramento di beni per la loro possibile eventuale asportazione e vendita all’asta per soddisfare un debito giudizialmente riconosciuto. Per distraint si intende un’esecuzione extragiudiziale tramite il pignoramento di beni (autotutela); mentre l’execution è l’esecuzione di un provvedimento giudiziario di una corte civile tramite il pignoramento di beni. Entrambi i metodi saranno a breve indicati con il termine “presa di possesso legale dei beni”.

Per ottenere l’esecuzione forzata attraverso il metodo dell’execution è necessario richiedere alla corte l’emissione di un mandato di esecuzione. Il mandato sarà efficace solo se il convenuto possiede:

  • beni sufficienti nel luogo indicato dal creditore che possano essere venduti all’asta per ricavare denaro; oppure
  • la somma di denaro indicata nel mandato (per evitare la vendita dei beni).

Prima che la corte possa emettere il mandato, il convenuto deve:

  • aver omesso di corrispondere l’importo che gli è stato ordinato di pagare; oppure
  • essere in arretrato di almeno un pagamento.

I bailiff (vedi più avanti) non possono sempre asportare e vendere i beni del convenuto. Ad esempio essi non possono asportare le suppellettili essenziali e gli strumenti indispensabili per l’esercizio dell’attività del debitore o i beni in possesso del debitore in base ad un accordo di hire purchase (locazione di beni con possibilità di acquisto degli stessi) o di noleggio. Il bailiff non asporta i beni del convenuto se essi non hanno un valore sufficiente da coprire il mandato detratti i costi del prelievo e della vendita dei beni. Dai beni venduti all’asta si ricava di solito soltanto una parte del loro valore originale. Inoltre, i beni del convenuto possono essere già stati pignorati dai bailiff in forza di un altro mandato.

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Maggiori informazioni sui mandati di esecuzione en (pdf) si possono reperire sul sito web del Court Service.

Attachment of earnings orders (esecuzione presso il datore di lavoro)

Si tratta di un’ordinanza diretta al datore di lavoro del debitore che impone a quest’ultimo di effettuare deduzioni periodiche dallo stipendio o salario del debitore e di corrisponderle direttamente al creditore.

L’emissione di un’ordinanza di attachment of earnings presuppone che il convenuto sia un lavoratore subordinato. Tale tipo di ordinanza non può essere emessa se il convenuto è disoccupato o lavoratore autonomo. Inoltre, la corte non può emettere l'ordinanza, o può emetterne una relativa soltanto al pagamento di piccole rate, se le spese sostenute dal convenuto per il proprio mantenimento sono maggiori dei suoi guadagni.

Maggiori informazioni sulle ordinanze di attachment of earnings en (pdf) si possono reperire sul sito web del Court Service.

Charging orders – compresi gli orders for sale e gli stop orders

Il charging order evita che il convenuto venda i suoi beni (quali beni mobili, diritti di credito, beni immobili o investimenti) senza pagare ciò che è dovuto al creditore. Il creditore viene pagato o dai proventi della vendita dei beni o da quelli dell’estate (diritto di godimento simile alla proprietà privo di equivalenza nei sistemi giuridici continentali) al decesso del debitore. Questo procedimento può comprendere altri due tipi di ordinanze. In primo luogo, vi è l’ordinanza di vendita (order for sale), con cui la corte può ottenere la vendita di beni immobili colpiti da un charging order. In secondo luogo, vi è lo stop order, che impedisce al debitore di disporre di beni immobili al fine di evitare dei charging order adottati contro di lui.

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Maggiori informazioni sui charging orders en (pdf) si possono reperire sul sito web del Court Service.

Esecuzione presso terzi (già denominata garnishee proceeding)

Con questo metodo di esecuzione si ottiene un’ordinanza con la quale, per ordine della corte, i conti bancari del debitore sono congelati. Successivamente viene automaticamente trasferito al creditore un importo idoneo a soddisfare il debito. Se sui conti bancari vi sono fondi insufficienti a pagare tutto il debito, allora quelli disponibili possono essere utilizzati per ripagare almeno parzialmente l’importo dovuto.

Maggiori informazioni sull'esecuzione presso terzi en (pdf) si possono reperire sul sito web del Court Service.

Fallimento

Se l’importo dovuto supera le 750 sterline si può richiedere che il convenuto venga dichiarato fallito. Il relativo procedimento deve essere intrapreso davanti alla Supreme Court di Gibilterra. Esso può essere tuttavia costoso.

Judgment summons

Questo metodo di esecuzione è limitato all’esecuzione delle tasse non pagate. Il debitore si presenta alla corte e viene interrogato sotto giuramento in pubblica udienza sul perché non abbia pagato il suo debito, in particolare per accertare cosa abbia fatto dei fondi cui ha avuto accesso dall'emissione della sentenza di pagamento invece di onorare il suo debito. Questo procedimento è attualmente soggetto a revisione.

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Ordinanze volte ad ottenere informazioni (dette in precedenza oral examinations)

Sebbene non si tratti, di per sé, di un metodo di esecuzione, questa procedura consente che i debitori siano interrogati circa la loro situazione patrimoniale, per permettere al creditore di compiere una scelta più avveduta sul metodo di esecuzione da utilizzare. Nell’ambito delle attuali proposte di riforma del sistema dell’esecuzione in Inghilterra e Galles si prospetta l’ampliamento di tali poteri con l’introduzione di una ordinanza di divulgazione dei dati avente più vasta portata. Ciò può ripercuotersi sulle procedure attualmente vigenti a Gibilterra.

Maggiori informazioni sulle ordinanze volte ad ottenere informazioni en (pdf) si possono reperire sul sito web del Court Service.

2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

2.1. La procedura

È possibile eseguire sia le decisioni giudiziarie che quelle stragiudiziali. Allo stesso modo delle sentenze della Court of First Instance e della Supreme Court, altre decisioni che possono essere eseguite adoperando qualcuno o tutti dei metodi sopra descritti comprendono alcune decisioni della Magistrates’ Court (ove alcune materie civili sono trattate con un procedimento sommario), alcuni tribunali, arretrati per taluni tipi di locazione e tasse non pagate.

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Non è sempre necessario rivolgersi ad una corte per ottenere un’ordinanza che autorizzi l’esecuzione.

Sia la Court of First Instance che la Supreme Court sono competenti ad ordinare l’esecuzione delle sentenze da loro emesse.

Lo status, i compiti, le responsabilità e i poteri dei funzionari addetti all’esecuzione

Sheriff

La funzione di Sheriff rientra nelle responsabilità del Registrar (ausiliario di giustizia) della Supreme Court. Lo Sheriff esegue i writs of fieri facias della Corte suprema (una forma di esecuzione concernente una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro) e le ordinanze in materia di possesso e restituzione di beni. Quando le sentenze della Supreme Court devono essere eseguite col metodo della execution, sono gli Sheriff ad occuparsene. Lo Sheriff di Gibilterra può anche nominare un sostituto che agisca a suo nome.

Bailiffs

Il bailiff è un funzionario pubblico che si occupa dell’esecuzione di sentenze e/o ordinanze emesse sia dalla Supreme Court che dalla Court of First Instance. Esegue mandati di esecuzione, immette nel possesso di proprietà immobiliare tramite i warrants of possession e recupera beni in forza dei mandati di restituzione degli stessi (warrants for return of goods). Le procedure di esecuzione sono contenute nelle Civil Procedure Rules. Inoltre il bailiff svolge altri compiti, quali le notifiche di documenti e dei mandati di arresto (warrants of committal).

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Magistrates’ Court

La Magistrates’ Court è competente per l’esecuzione dei mandati emessi contro i debitori morosi in relazione al pagamento di una pena pecuniaria e contro coloro che non rispettano le pene irrogate a favore della comunità. La Magistrates’ Court può anche emettere mandati di pignoramento (distress warrants) eseguibili da un bailiff.

Presenza di avvocati o di altri professionisti del settore giuridico

Il creditore non è obbligato a richiedere l’esecuzione tramite un avvocato od un altro professionista del settore legale.

I procedimenti di esecuzione possono essere tuttavia complicati, soprattutto presso la Supreme Court. I creditori possono pertanto aver bisogno del parere di un solicitor o di un ufficio di consulenza per i cittadini prima di intraprendere una procedura di esecuzione. La cancelleria della Supreme Court può anche fornire maggiori informazioni sull’esecuzione presso la Supreme Court. Non può tuttavia consigliare che tipo di esecuzione scegliere. La decisione spetta al creditore.

Tabella dei costi dell’esecuzione

Vi sono diversi diritti e spese per ogni metodo di esecuzione. Come ricordato sopra, sebbene la corte aggiunga tali costi al denaro che già deve il convenuto , la corte non può restituire ciò che il creditore ha pagato se questi non ottiene il denaro dal convenuto.

2.2. I requisiti di merito

Come sopra detto, la scelta del metodo di esecuzione spetta esclusivamente al creditore. I creditori che hanno ottenuto una valida sentenza della corte e non sono ancora stati pagati hanno titolo per eseguire detta sentenza con i mezzi più idonei a loro disposizione. Non spetta alla corte interferire con questa libertà di scelta. Pertanto, purché vi sia una sentenza valida, i formulari siano stati compilati correttamente dal richiedente, eventuali informazioni aggiuntive siano state fornite ed i relativi diritti pagati, la corte è obbligata ad ottemperare ai desideri del creditore e ad usare il metodo di esecuzione da questi scelto.

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3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

L’azione esecutiva può essere intrapresa contro i seguenti beni:

  • conti bancari attraverso il procedimento di pignoramento presso terzi;
  • beni mobili attraverso il procedimento di execution;
  • veicoli registrati attraverso il procedimento di execution;
  • proprietà immobiliari attraverso il procedimento di charging order;
  • salari o stipendi attraverso il procedimento di attachment of earnings (esecuzione presso il datore di lavoro).

Soltanto le azioni relative al mancato pagamento di tasse possono adoperare la procedura del judgment summons.

Tuttavia, vi sono delle linee guida. Il bailiff può asportare esclusivamente i beni che appartengono al convenuto o che sono in comproprietà. Ad esempio il bailiff non può asportare beni che appartengono al partner del convenuto – il che include la persona con la quale il convenuto vive more uxorio.

I beni asportati dal bailiff devono presumibilmente fruttare denaro all’asta. I bailiff non asporteranno i beni che non ritengono suscettibili di rendere abbastanza da poter pagare qualcosa al creditore, detratti i costi di asporto e di vendita all’asta.

I bailiff non possono asportare:

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  • oggetti di cui il convenuto ha bisogno per esercitare la sua professione, quali strumenti o libri;
  • suppellettili casalinghe di cui il convenuto e la sua famiglia hanno necessità come vestiti e biancheria;
  • beni che sono oggetto di accordi di leasing, di locazione o di hire purchase (comprese le autovetture);
  • beni che sono già stati pignorati dai bailiff in forza di altri mandati; oppure
  • attrezzature non appartenenti all’impresa (ad esempio mobili da ufficio, macchinari e veicoli in leasing).

In relazione agli attachment of earnings la corte terrà presente i bisogni del convenuto in relazione al cibo, all’affitto o al mutuo (mortgage), ad altre necessità primarie e al pagamento di bollette periodiche, come quella dell’elettricità. Ciò è detto ‘quota di guadagno protetta’. Se il convenuto guadagna più di tale quota protetta, l’ordinanza può essere emessa.

In relazione ai pignoramenti presso terzi, il debitore che sia stato ammonito di non prelevare denaro dal suo conto presso una banca o una building society e lamenti il fatto che, di conseguenza, egli o la sua famiglia incontrano gravi difficoltà nel far fronte alle necessità quotidiane, può rivolgersi alla corte per ottenere un hardship payment order che lo autorizzi ad effettuare uno o più pagamenti nei confronti di soggetti specifici.

3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

La mancata ottemperanza a quanto richiesto dalla corte può esporre sia il debitore che il terzo alle sanzioni per mancata esecuzione di un ordine del giudice (contempt). Le penalità che possono essere comminate includono il “purging contempt” (che è una scusa al giudice in pubblica udienza), multe, e, nei casi più gravi, l’arresto.

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Le banche hanno alcuni obblighi circa la divulgazione di informazioni sui conti bancari ed il loro pignoramento. Quando una banca riceve un pignoramento presso terzi nei confronti di un suo cliente, essa non deve rivelare l’importo del conto bancario. Può dichiarare che non c’è denaro sul conto, che vi sono fondi insufficienti per pagare l’intero ammontare, ma che se ne può pagare una parte, oppure che vi sono fondi sufficienti rispetto all’intero importo richiesto. Vi sono disposizioni molto severe in materia di protezione dei dati che disciplinano le informazioni diverse da queste che la banca può fornire.

3.3. Qual è la validità di tali misure?

Tutte le misure stabiliscono il termine entro cui le informazioni pertinenti devono essere fornite o per ottemperare all’ordinanza della corte ed indicano altresì la penalità massima che può essere comminata in caso di mancata esecuzione dell’ordinanza stessa.

4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure?

Tutti i metodi di esecuzione di tipo giudiziario (charging orders, pignoramento dello stipendio e pignoramento presso terzi) implicano un procedimento in due fasi. Essi sono detti ‘nisi’ e ‘absolute’, ma sono denominati anche ‘interim’ e ‘final’. La fase interim del procedimento è puramente documentale e il debitore non vi partecipa. Tuttavia, per giungere alla fase finale, è necessario che il debitore venga invitato ad un’udienza ove egli potrà spiegare perché non si debba procedere al metodo di esecuzione prescelto. L’udienza finale si terrà nella stessa corte davanti alla quale venne presentata la richiesta di esecuzione (a meno che non sia richiesto diversamente). La data dell’udienza verrà notificata alle parti con congruo anticipo e, in ogni caso, vi è comunque un minimo lasso di tempo che deve intercorrere tra la fase ‘interim’, la notifica dell’udienza finale e l’udienza finale stessa, per consentire al debitore (e ad altre parti coinvolte, come ad esempio la banca in caso di pignoramento presso terzi) di avere un tempo sufficiente per prepararsi. Se la data dell’udienza finale non va bene alle parti, esse possono chiedere che venga rinviata ad una data successiva utile per entrambe. In tal caso, l’ordinanza ad interim resterà in vigore, ma non si arriverà alla fase finale fino a che l’udienza non avrà luogo.

I debitori hanno pertanto l’opportunità di rendere dichiarazioni contro il metodo di esecuzione proposto prima che lo stesso sia messo in atto. Non vi è possibilità di appello contro la decisione una volta che la corte ha emesso la sua ordinanza. Nelle appropriate circostanze possono essere presentati appelli o domande di annullamento unicamente contro la sentenza originale che ha conferito al creditore l’autorità di richiedere l’esecuzione. Solo se la sentenza viene impugnata con successo tramite l’appello oppure annullata il procedimento di esecuzione può essere revocato dalla corte. Se la sentenza viene impugnata dopo che la corte ha già autorizzato la richiesta di esecuzione del creditore, il mandato può essere sospeso previa istanza alla corte. I bailiff non possono asportare i beni ma devono continuare l'azione esecutiva (che consiste nello stilare un elenco dei beni che potrebbero essere pignorati più avanti ed asportati per la vendita).

Come detto sopra, posto che un creditore abbia correttamente presentato domanda di esecuzione alla corte, questa non può rifiutarsi di autorizzare il metodo di esecuzione scelto dal creditore. Non vi è, pertanto, alcuna necessità che il creditore abbia un mezzo di appello contro la decisione che concede una misura di esecuzione.

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