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Spiegazione del regolamento

Il 1o gennaio 2021 entrerà in vigore una nuova normativa in tutta l'UE: il regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto.

Il suo scopo è contribuire a contrastare il commercio di quattro minerali (stagno, tantalio, tungsteno e oro), i quali a volte finanziano conflitti armati o sono estratti ricorrendo al lavoro forzato.

I minerali provenienti da zone di conflitto

Il nuovo regolamento: che cosa, quando, perché

Paesi e imprese coinvolti

Dovere di diligenza

Attuazione

Istituzioni e paesi coinvolti

Cronistoria e prossimi passi

Che cosa sono i "minerali provenienti da zone di conflitto"?

Nelle regioni politicamente instabili , il commercio di minerali può essere utilizzato per finanziare gruppi armati, essere causa di lavori forzati e di altre violazioni dei diritti umani, nonché favorire la corruzione e il riciclaggio di denaro.

I cosiddetti "minerali provenienti da zone di conflitto", ad esempio lo stagno, il tungsteno, il tantalio e l'oro, noti anche come 3TG, possono essere utilizzati in prodotti di uso quotidiano come i telefoni cellulari e le automobili, oppure per la fabbricazione di gioielli.

È difficile per i consumatori sapere se il prodotto che stanno acquistando finanzia violenze, violazioni dei diritti umani o altri crimini all'estero.

Quali paesi o zone sono ad alto rischio?

I paesi o le zone interessati da conflitti o ritenuti ad alto rischio di esserlo sono quelli:

  • le cui risorse naturali comprendono minerali che sono oggetto di una forte domanda a livello locale, regionale o mondiale

e che

  • sono caratterizzati da conflitti armati, come una guerra civile , da uno stato di fragilità post-bellico, o presentano una governance precaria o inesistente e sistematiche violazioni del diritto internazionale, incluse le violazioni dei diritti umani.  

Perché l’UE promuove l’approvvigionamento responsabile di minerali tra le sue imprese?

La catena di approvvigionamento di minerali e metalli 3TG è articolata in diverse fasi (ad esempio: estrazione, raffinazione, trasporto) in cui i fondi provenienti dalla vendita possono andare a gruppi armati o criminali.

Tale fonte di reddito può contribuire al protrarsi dei conflitti armati, delle violenze e delle violazioni dei diritti umani, spesso in paesi deboli o instabili.

Assicurandosi che questi gruppi armati e criminali non possano più contare sull’acquisto di 3TG come fonte di reddito è un modo per:

  • rendere più difficile il proseguimento delle loro attività
  • contrastare le violazioni dei diritti umani.

Cosa prevede il nuovo regolamento dell'UE?

Il regolamento dell'UE mira a:

  • garantire che gli importatori dell’UE di 3TG (stagno, tungsteno, tantalio e oro) soddisfino le norme internazionali sull’approvvigionamento responsabile, stabilite dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)
  • garantire che le fonderie e raffinerie di 3TG si approvvigionino in modo responsabile
  • contribuire a spezzare il legame tra conflitto e sfruttamento illegale dei minerali
  • contribuire a mettere fine allo sfruttamento e agli abusi ai danni delle comunità locali, compresi i lavoratori delle miniere , e sostenere lo sviluppo locale.

Il regolamento si applica ai minerali e ai metalli di:

  • oro
  • stagno
  • tungsteno
  • tantalio.

Il regolamento richiede alle imprese dell'UE che operano nella catena di approvvigionamento di garantire che importino i minerali e i metalli interessati dal regolamento esclusivamente da fonti responsabili.

Quando entrerà in vigore il nuovo regolamento dell'UE?

Il nuovo regolamento prenderà effetto il 1o gennaio 2021. 

In questo modo le imprese tutto il tempo necessario per adattarsi alle nuove norme.

La Commissione europea invita tutte le imprese interessate dal regolamento a iniziare ad esercitare il dovere di diligenza prima di questa data.

Perché il regolamento dell'UE riguarda solo quattro minerali?

La regolamentazione europea disciplina stagno, tantalio, tungsteno e oro in quanto sono quattro tra i minerali più spesso legati ai conflitti armati e alle relative violazioni dei diritti umani, per cui pare logico concentrarsi su di essi.

Inoltre, il regolamento si basa su norme consolidate per contribuire a bloccare il commercio di minerali provenienti da zone di conflitto. Tali norme sono state predisposte dagli esperti dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), un gruppo di 35 paesi sviluppati, in collaborazione con l'industria, la società civile e altri governi e sono raccolte in un documento dal titolo "Linee guida sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio". Le linee guida sono divise in due sezioni che si occupano rispettivamente di stagno, tantalio e tungsteno e di oro.

Anche gli Stati Uniti sono dotati di una legislazione sui minerali provenienti da zone di conflitto: la sezione 1502 del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (legge Dodd-Frank sulla riforma dei mercati finanziari e sulla protezione dei consumatori), del 2010. Anche questa legge riguarda gli stessi quattro prodotti.

Il regolamento dell'UE risolverà il problema dei minerali provenienti da zone di conflitto?

Essendo il più grande blocco commerciale del mondo, l'UE è un mercato importante, perciò il regolamento segna un grande passo avanti nella lotta al commercio di minerali provenienti da zone di conflitto.

Tuttavia, anche i paesi del resto del mondo comprano prodotti contenenti questi minerali, perciò è importante incoraggiare anche altri soggetti ad attuare misure simili.  Inoltre, una volta in vigore, è necessario anche che le normative siano attuate correttamente.

L'UE si adopera:

  • nei consessi internazionali, quali l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), per promuovere le linee guida internazionali sui minerali provenienti da zone di conflitto
  • per fare in modo che i paesi principali fornitori e acquirenti di questi minerali adottino misure destinate a contrastare il commercio di minerali provenienti da zone di conflitto.

Quali sono i paesi interessati dal regolamento UE?

Il regolamento dell'UE si applicherà

direttamente alle imprese che importano minerali e metalli di stagno, tungsteno, tantalio e oro nell'UE a prescindere dalla loro provenienza.

La Commissione europea affiderà a un gruppo di esperti esterni l'incarico di stilare un elenco delle zone colpite da conflitti e di quelle ad alto rischio, che aggiornerà regolarmente. L'elenco sarà:

  • indicativo - fornirà un'indicazione dei paesi attualmente interessati da conflitti o che potrebbero esserlo in futuro
non esaustivo - non comprenderà necessariamente tutte le zone del mondo colpite da conflitti , il che significa che le imprese saranno comunque tenute a rispettare il regolamento quando operano in zone di conflitto, anche se non figurano nell'elenco.

Quante imprese riguarderà il regolamento?

Il regolamento si applicherà direttamente a un numero di importatori compreso fra 600 e 1 000.

Riguarderà indirettamente circa 500 fonderie e raffinerie di stagno, tantalio, tungsteno e oro, che abbiano o meno sede nell'UE.

Il regolamento si applicherà solo alle imprese con sede nell'UE?

Direttamente, sì. Il regolamento si applicherà direttamente solo agli importatori di stagno, tantalio, tungsteno e oro, siano essi sotto forma di minerali grezzi, concentrati o metalli lavorati, con sede nell'UE.

Indirettamente, il regolamento promuoverà inoltre l'approvvigionamento responsabile da parte delle fonderie e delle raffinerie di stagno, tantalio, tungsteno e oro, che abbiano o meno sede nell'UE. Ciò in quanto gli importatori dell’UE saranno tenuti a individuare le fonderie e le raffinerie elle loro catene di approvvigionamento e a verificare se applicano le corrette pratiche di dovuta diligenza. E qualora gli importatori dell'UE riscontrino che le pratiche delle fonderie e delle raffinerie sono insufficienti o comportano rischi, dovranno gestirli e riferire in merito.  

Per aiutare le imprese, la Commissione europea istituirà un elenco di fonderie e raffinerie globali che si approvvigionano in modo responsabile (la cosiddetta "lista bianca "). 

Che cosa significa "dovere di diligenza"?

Il termine "dovere di diligenza" significa agire con ragionevole attenzione e approfondire una questione prima di prendere una decisione.  In altre parole, è un processo costante, proattivo e reattivo, attraverso il quale le imprese mettono in atto sistemi e procedure per accertarsi che siano in grado di individuare, gestire e comunicare i rischi nella loro catena di approvvigionamento. 

Per i minerali coperti dal regolamento ciò significa che le imprese devono verificare che ciò che acquistano è frutto di un approvvigionamento responsabile e non contribuisce ai conflitti o ad altre attività illecite.

Le imprese che esercitano il dovere di diligenza verificano innanzitutto il livello di rischio legato all'approvvigionamento di materie prime provenienti da una regione fragile o interessata da un conflitto. Valutano la probabilità che tali materie prime possano essere una fonte di finanziamento di conflitti, lavoro forzato o altri rischi stabiliti nel regolamento.

Verificando le loro catene di approvvigionamento, esse possono quindi fare in modo di gestire tali rischi in maniera responsabile..

Come funzionerà il nuovo sistema dell'UE sul dovere di diligenza?

Gli importatori dell'UE di stagno, tantalio, tungsteno e oro devono controllare ciò che acquistano per garantire che non sia stato prodotto in modo da finanziare conflitti o altre pratiche illegali.

Il regolamento richiede agli importatori di seguire un quadro articolato in cinque passi che l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) ha stabilito in un documento dal titolo "Linee guida sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio" (Linee guida dell'OCSE).

Tali passi impongono all'importatore di:

  • stabilire solidi sistemi di gestione aziendale
  • individuare e valutare i rischi nella catena di approvvigionamento
  • progettare e attuare una strategia volta ad affrontare i rischi individuati
  • eseguire un audit indipendente svolto da terzi sul dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento
  • elaborare una relazione annuale sul dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento.

Perché sono previsti requisiti diversi per imprese diverse?

La produzione di merci spesso coinvolge molte imprese diverse, impegnate in varie tipologie di attività lungo la catena di approvvigionamento. 

Le aziende che estraggono, lavorano e raffinano le materie prime sono definite imprese "a monte".  Il regolamento dell'UE considera come imprese a monte:

  • le industrie estrattive
  • i commercianti di materie prime
  • le fonderie
  • le raffinerie.

Altre aziende, definite imprese "a valle", trasformano ulteriormente i metalli prodotti durante la fase a monte in un prodotto finito.  La fase a valle comprende la vendita del prodotto ad altre imprese, a governi o a privati.

Il regolamento dell'UE stabilisce norme diverse per le imprese a monte e per quelle a valle.

  • Le imprese a monte devono rispettare norme obbligatorie sul dovere di diligenza al momento dell'importazione, poiché si tratta della parte più rischiosa della catena di approvvigionamento.
  • Le imprese a valle rientrano in due categorie:
    • quelle che importano i prodotti sotto forma di metalli, anch'esse tenute a rispettare le norme obbligatorie sul dovere di diligenza
    • o quelle che operano in una fase successiva non hanno obblighi a norma del regolamento, ma ci si aspetta che utilizzino le relazioni e altri strumenti per rendere il loro dovere di diligenza più trasparente, compresi, per molte grandi società, quelli previsti dalla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario

Tutte le imprese dell'UE esercitano il dovere di diligenza?

Al momento non tutte le imprese dell’UE esercitano il dovere di diligenza, ma ci si attende che il loro numero aumenti nei prossimi anni grazie a questo nuovo regolamento.

Chi controllerà se le imprese rispettano il regolamento? E come?

Ciascuno Stato membro dell'UE deve accertarsi che gli importatori dell'Unione rispettino il regolamento.

Le autorità degli Stati membri esamineranno i documenti e le relazioni di audit.  Se necessario, potranno effettuare ispezioni in loco nei locali di un importatore.

Come è possibile sapere se un minerale è stato estratto in modo responsabile oppure no?

Gli importatori dell'UE devono mettere in atto sistemi e processi che forniscano le seguenti informazioni.

Ad esempio, gli importatori di  minerali devono:

  • indicare da quale paese provengono i minerali
  • indicare le quantità importate e quando sono state estratte.

E sia gli  importatori di minerali che quelli di metalli devono:

  • elencare i minerali che importano in base a nome commerciale e tipologia
  • fornire i nomi e gli indirizzi dei loro fornitori

Dovranno farlo come parte del loro sistema di gestione interno e fornire documenti giustificativi. 
Quando i minerali provengono da zone di conflitto e ad alto rischio, gli importatori dovranno fornire informazioni aggiuntive:

  • sulla miniera da cui provengono i minerali
  • sul luogo in cui i minerali sono stati consolidati, commercializzati e trasformati
  • sulle imposte, i tributi e i diritti corrisposti.

Che cosa succede se un'impresa non rispetta il regolamento?

Se uno Stato membro scopre che un importatore dell'UE non ha rispettato il regolamento:

  • ordinerà all'azienda di risolvere il problema entro una determinata scadenza
  • la seguirà per assicurarsi che lo faccia.

Chi è stato coinvolto nella stesura e nell'adozione del nuovo regolamento dell'UE?

In qualità di organo esecutivo dell'UE, il compito di redigere il regolamento spettava alla Commissione europea.

A questo fine, la Commissione ha lavorato in stretta collaborazione con il Consiglio dell'Unione europea, composto da rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'UE, e con il Parlamento europeo. 

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno avuto l'ultima parola sull'approvazione del regolamento.

La Commissione europea ha consultato inoltre:

  • la società civile, comprese le organizzazioni non governative e i gruppi che promuovono azioni di lotta al commercio di minerali provenienti da zone di conflitto
  • le industrie estrattive
  • i commercianti (gli esportatori e gli importatori)
  • le fonderie, le raffinerie e i produttori
  • i paesi in cui si effettuano l'estrazione e la fusione
  • le imprese che operano a valle
  • l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE).

Cosa fanno gli altri per promuovere l’approvvigionamento responsabile?

Nel 2011 i membri delle Nazioni Unite hanno approvato all'unanimità una serie di principi guida su imprese e diritti umani.  I principi guida affermano che le imprese hanno la responsabilità di garantire che le loro attività non alimentino violenze e abusi.  I principi guida raccomandano l'esercizio del dovere di diligenza rispetto ai rischi come un modo concreto ed efficace per le imprese di assumersi tale responsabilità.

Dal 2011 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), un organismo economico intergovernativo composto da 35 paesi sviluppati, pubblica delle linee guida sull'approvvigionamento responsabile per le imprese che operano nei suoi paesi membri.  La guida dell’OCSE sul dovere di diligenza è considerata lo standard internazionale per aiutare le imprese a rispettare i loro obblighi.

Nel 2010 gli Stati Uniti hanno approvato una legge, conosciuta come sezione 1502 della legge Dodd-Frank,  che richiede alle imprese con sede negli Stati Uniti di esercitare il dovere di diligenza sui minerali provenienti dalla Repubblica democratica del Congo e dai paesi vicini.

Diversi paesi africani, compresi la Repubblica democratica del Congo e il Ruanda, hanno approvato leggi che impongono alle imprese di verificare le loro catene di approvvigionamento.

In Cina la CCCMC (Camera di commercio cinese degli importatori ed esportatori di metalli, minerali e prodotti chimici), organismo subordinato del ministero del Commercio cinese, ha recentemente elaborato delle proprie linee guida sui minerali provenienti da zone di conflitto ,  basate sulle linee guida dell'OCSE. 

Quali sono state le tappe principali che hanno reso possibile l'adozione del regolamento?

2014

Marzo

La Commissione europea e l'Alta rappresentante dell'UE per gli affari esteri hanno proposto un approccio integrato dell'Unione per contrastare il commercio di minerali usati per finanziare i gruppi armati in zone di conflitto o ad alto rischio.

L'approccio consisteva in:

  • una proposta di regolamento
  • una comunicazione congiunta
  • misure di accompagnamento, in particolare:
    • un pacchetto per la cooperazione allo sviluppo
    • attività informative e di dialogo estese a tutti i partner commerciali (fornitori e acquirenti)
    • sostegno alle piccole imprese dell'UE.
2015

20 maggio

Il Parlamento europeo:

  • ha adottato gli emendamenti alla proposta della Commissione
  • ha deciso di partecipare al trilogo informale con il Consiglio dell'UE (che comprende i governi nazionali) e la Commissione europea.

18 dicembre

Il Consiglio ha adottato il mandato per il trilogo.

2016

Giugno

È stato raggiunto un accordo sulle parti principali del pacchetto sui minerali provenienti da zone di conflitto fra:

  • la Commissione europea
  • il Parlamento europeo
  • il Consiglio dell'UE.

22 novembre

Le tre istituzioni dell'UE si sono accordate sul pacchetto finale, che comprende:

  • il testo del regolamento
  • le dichiarazioni:
    • del Consiglio dell'UE
    • della Commissione europea.
2017

16 marzo

Il Parlamento europeo ha adottato il testo giuridico del regolamento.

Aprile

Il Consiglio dell'UE (che comprende i governi dell'Unione) ha adottato il testo giuridico il 3 aprile 2017.

Metà maggio

La Presidenza del Consiglio dell'UE e il Presidente del Parlamento europeo hanno firmato e convertito in legge il testo giuridico a Strasburgo.

Fine maggio

II testo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'UE ed è entrato in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione.

Quali saranno i prossimi passi verso l'attuazione del regolamento?

2021

1e gennaio

A partire da questa data gli importatori dell'UE saranno obbligati per legge ad esercitare il dovere di diligenza.

La Commissione invita tutte le imprese alle quali si applica il regolamento ad iniziare a esercitare il dovere di diligenza nelle loro catene di approvvigionamento per lo stagno, il tantalio, il tungsteno e l'oro non appena saranno pronte a farlo, preferibilmente prima di questa data.