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FAQ

Prima della partenza

Farsi curare all'estero è facile. Molti europei si chiedono se i costi delle cure all'estero sono coperti. Questo sito spiega cosa fare e quali costi sono coperti, risponde alle domande ricorrenti e, per quanto riguarda la normativa dei vari paesi europei, fornisce link alle autorità nazionali competenti. Per evitare spiacevoli sorprese, è opportuno informarsi adeguatamente prima della partenza.

Chi è iscritto ad un regime di sicurezza sociale di uno Stato membro dello Spazio economico europeo o della Svizzera, può aver diritto alla copertura delle spese sostenute all'estero indipendentemente dalla nazionalità, a condizione di essere legalmente residenti in uno di questi paesi.

 
 

In questo sito, per comodità, usiamo il termine "trattamento" o "cura". La normativa previdenziale è più precisa e parla di "prestazioni in natura". Queste comprendono in particolare: le cure mediche e dentarie, i farmaci, l'ospedalizzazione e i pagamenti diretti per rimborsare il costo di questi servizi. La caratteristica distintiva delle prestazioni in natura è che sono intese a far fronte ai trattamenti ricevuti mediante la copertura o il rimborso delle spese.
In linea di massima, i costi delle cure sanitarie vengono sostenuti soltanto se la legislazione del paese in cui si è assicurati riconosce il trattamento. Le cure termali, ad esempio, vengono rimborsate in alcuni paesi, ma non in altri. Prima di recarsi all'estero, è bene informarsi presso il proprio ente assicurativo.

Esistono due procedure distinte.
Per le cure ospedaliere, l'ente assicurativo richiede quasi sempre un'autorizzazione preventiva. I costi saranno quindi coperti secondo le norme del paese in cui le cure vengono prestate. Se tali condizioni sono meno favorevoli di quelle offerte dalla propria assicurazione malattia, la differenza vi sarà rimborsata. Si noti che il diritto al rimborso aggiuntivo non viene riconosciuto nelle relazioni con la Svizzera.

Per le cure non ospedaliere, se si è in possesso di un'autorizzazione, le garanzie sono le stesse. In alternativa, ci si può recare direttamente nel paese in cui si desiderano ricevere le cure, senza munirsi di un'autorizzazione preventiva, e poi chiedere il rimborso al ritorno. I costi saranno quindi rimborsati secondo la normativa del paese del proprio ente assicurativo. Si noti che in mancanza di un'autorizzazione preventiva, i costi di eventuali cure non sono coperti nelle relazioni con la Svizzera.
Attualmente nella normativa europea non esiste una definizione di "cure ospedaliere" o di "cure non ospedaliere". In caso di dubbio, informarsi presso il proprio ente assicurativo.

Autorizzazione alla copertura delle spese mediche

L'autorizzazione viene rilasciata mediante il modello europeo standard S2, identico per tutti i paesi e in tutte le lingue.

Per ottenere l’autorizzazione occorre rivolgersi al proprio ente assicurativo.

 
 

Con questo modello l'ente assicurativo certifica che sosterrà il costo delle cure che si desiderano ottenere all'estero specificando la persona interessata, la durata della copertura ed eventualmente l'istituto che presta l'assistenza sanitaria.

Si opera una distinzione tra cure ospedaliere e cure mediche (non ospedaliere) prestate in un ambulatorio medico o a domicilio. La Corte di giustizia europea ha riconosciuto che i paesi hanno bisogno di prevedere la domanda e le infrastrutture per le cure ospedaliere, in particolare la relativa distribuzione geografica. Sono infatti tenuti a garantire un accesso adeguato e permanente ad una gamma equilibrata di trattamenti ospedalieri di qualità, pur provvedendo al contenimento dei costi ed evitando che le risorse finanziarie, umane e tecniche vengano sprecate. [GIURISPRUDENZA]


 

In che misura vengono coperte le spese mediche?

L'obbligo di copertura riguarda soltanto i costi relativi alle cure mediche ricevute nel paese di cura, ovvero, in caso di cure ospedaliere, il costo del trattamento vero e proprio e le spese indissociabili per il ricovero e i pasti in ospedale.

Tuttavia, se la normativa del paese in cui si è assicurati prevede la copertura di altri costi, come il trasporto da casa al luogo di cura e/o le spese di alloggio di un eventuale accompagnatore, se si è muniti di un'autorizzazione, il rimborso di tali costi non può essere negato per il solo fatto che l'assistenza è stata prestata in un altro paese. Si mantengono infatti gli stessi diritti che si avrebbero in caso di cure nel paese in cui si è assicurati.

Per verificare quali costi possono essere rimborsati in casi specifici, contattare il proprio ente assicurativo.

No. Ad esempio, se la domanda di autorizzazione è stata in un primo tempo respinta, ma successivamente accolta, si ha il diritto di ricevere da parte del proprio ente assicurativo un rimborso pari all'importo che sarebbe normalmente stato versato se la copertura fosse stata confermata sin dall'inizio (sentenza Vanbraekel, 12 luglio 2001, C -368/98, punto 34).
Un altro esempio: se non si attende l'esito di un ricorso contro un rifiuto di rimborso, tale fatto non giustifica di per sé un rifiuto a rimborsare i costi sostenuti (sentenza Leichtle, 18 marzo 2004, C-8/02, punto 59).

Liste d'attesa

Le liste d'attesa non sono di per sé contrarie alla normativa europea, ma un ente assicurativo non può rifiutare l'autorizzazione per il trattamento all'estero soltanto per questo motivo. Deve invece tener conto delle condizioni mediche specifiche dell'assistito e provare che i tempi d'attesa previsti sono accettabili sulla base di una valutazione medica oggettiva delle sue esigenze cliniche. Inoltre, le liste d'attesa devono essere gestite in modo flessibile e dinamico, consentendo di avanzare nella lista in caso di deterioramento delle condizioni di salute.

Rifiuto della copertura

No. Se i tempi d'attesa per farsi curare nel paese in cui si è assicurati sono inaccettabili dal punto di vista medico, l'ente assicurativo non può rifiutarsi di coprire le cure soltanto a motivo dei relativi costi.

È possibile fare ricorso. Attraverso la rete Solvit la Commissione europea fornisce una serie di informazioni su come far valere i propri diritti.
Presentare un ricorso.

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