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Giurisprudenza

La legislazione di uno Stato membro che esclude ogni presa a carico finanziaria di cure ricevute presso un ospedale privato di un altro Stato membro non é compatibile con il principio di libera prestazione di servizi. Riguardo a questo principio, la Corte di giustizia analizza una regolamentazione che affronta in modo diverso una situazione di cure ricevute in un altro Stato membro da una situazione analoga in cui le cure vengono prestate sul territorio dello Stato membro. Da un lato, un cittadino deve pagare le cure ospedaliere ricevute presso un centro privato di un altro Stato membro senza ricevere alcun rimborso, mentre non si deve pagare nulla in caso di ricovero presso un centro pubblico o privato convenzionato nel suo proprio Stato; dall'altro, le spese di un ricovero d'urgenza presso un centro privato di un altro Stato membro non vengono rimborsate mentre sarebbero state rimborsate se il paziente fosse stato ricoverato presso un centro privato non convenzionato nel suo proprio Stato. Tale regolamentazione scoraggia, per non dire ostacola i pazienti dal rivolgersi ai prestatori di servizi sanitari stabiliti negli altri Stati membri. Il carattere assoluto del divieto non é adeguato agli obiettivi. Si potrebbero prevedere misure meno restrittive e più rispettose della libera prestazione di servizi.

Per saperne di più sulla causa Stamatelaki

L'obbligo di rimborsare il costo di cure ospedaliere erogate in un altro Stato membro vale anche per un servizio sanitario nazionale che fornisca tali cure gratuitamente. Il servizio sanitario nazionale del Regno Unito (National Health Service) non può rifiutare ad un paziente l’autorizzazione a farsi curare all'estero a causa dei tempi d'attesa per un trattamento ospedaliero nel paese di residenza, a meno che non possa dimostrare che i tempi di attesa non eccedono un periodo accettabile dal punto di vista medico, tenuto conto delle condizioni e delle esigenze cliniche del paziente.

Per saperne di più sulla causa Watts

Quando ci si reca in un altro paese europeo per ottenere cure ospedaliere e si è accompagnati da una persona, la copertura dei costi di viaggio, vitto e alloggio per l'assistito e la persona che lo accompagna dipende dalle modalità di copertura di tali costi nel paese in cui si è assicurati.
>> Per saperne di più sulla causa Acereda Herrera

Il costo delle cure mediche di una persona munita dei modelli E 111 ed E 112 che, per motivi medici urgenti, debba essere ricoverata in un ospedale di un paese extra UE, va sostenuto dall'ente assicurativo dello Stato membro di soggiorno, secondo le norme dello stesso, per conto dell'ente dello Stato membro in cui si è assicurati.

Per saperne di più sulla causa Keller

La legislazione tedesca che disciplina il diritto al rimborso delle cure termali per i pubblici funzionari viola il principio della libera prestazione di servizi. Non ammettendo il rimborso di cure ricevute all'estero, a meno che non sia provata la loro maggiore efficacia rispetto a cure fornite in Germania, frappone un ostacolo ingiustificato a tale principio.

Per saperne di più sulla causa Leichtle

Questa sentenza conferma e completa quella della causa Müller-Fauré. Specifica la funzione e il ruolo dell'autorizzazione preventiva di cui all’articolo 22 del regolamento 1408/71. Quest’ultimo riconosce alle persone assicurate determinati diritti. Tuttavia, il ricorso al regolamento costituisce soltanto uno dei modi per beneficiare del diritto alla libera prestazione dei servizi sanitari; il regolamento è uno strumento per incentivare tale libertà.

Per saperne di più sulla causa Inizan

Uno dei principi fondamentali del diritto UE è la libera prestazione di servizi. Pertanto, gli Stati membri non possono richiedere un'autorizzazione preventiva per cure non ospedaliere dispensate in un altro Stato membro da operatori che non lavorano sotto contratto. Viceversa, in caso di cure ospedaliere, il requisito dell'autorizzazione preventiva può essere giustificato. La Corte conferma che il modo in cui i sistemi di assistenza sanitaria sono organizzati non influisce sul diritto alla copertura dei costi.

Per saperne di più sulla causa Müller-Fauré e Van Riet

I pensionati hanno il diritto di richiedere il rimborso delle cure mediche ricevute in un altro Stato membro. Le autorità nazionali non possono richiedere un'autorizzazione preventiva o rimborsare le spese soltanto se la malattia si è manifestata improvvisamente durante il soggiorno all'estero.

Per saperne di più sulla causa Ioannidis

La Corte specifica quali costi sostenuti per un intervento ospedaliero vengono rimborsati. Se viene ingiustificatamente negata l'autorizzazione ad ottenere cure ospedaliere in un altro Stato e tale autorizzazione viene successivamente accordata – ad esempio mediante sentenza di un tribunale – si ha diritto al rimborso di almeno l'importo riconosciuto per un trattamento analogo nel paese in cui si è assicurati.

Per saperne di più sulla causa Vanbraekel

Sebbene i sistemi basati su un'autorizzazione preventiva tendano a limitare la libera prestazione dei servizi medici ospedalieri, questi risultano indispensabili per garantire l'equilibrio finanziario dei regimi di sicurezza sociale e la generale disponibilità dei servizi ospedalieri. La Corte specifica i criteri per il rilascio dell'autorizzazione ad ottenere cure ospedaliere in un altro paese dell'UE e definisce cosa si debba intendere per "trattamento usuale e necessario" secondo la legislazione dei Paesi Bassi.

Per saperne di più sulla causa Geraets-Smits e Peerbooms

I cittadini dell'UE possono beneficiare di cure mediche in un altro Stato membro, anche se non sono in possesso di un'autorizzazione preventiva, ed essere rimborsati conformemente alle tariffe del paese in cui sono assicurati. Le cause riguardavano il rimborso del costo di occhiali e di un trattamento praticato da un ortodontista al di fuori di una struttura ospedaliera.

Per saperne di più sulla causa Kohll
Per saperne di più sulla causa Decker

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