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3.2  Gestione dei rischi

L'innovazione migliora la qualità della vita ed è fondamentale per la crescita economica. Può tuttavia provocare incertezze e preoccupazioni, o essere all'origine di nuovi pericoli per la salute e l'ambiente. Per affrontare queste problematiche, contribuire all'individuazione e alla valutazione dei rischi e ridurre le incertezze sono necessari degli studi scientifici.

Il più delle volte non è possibile dare una risposta semplice agli interrogativi circa la sicurezza. Sappiamo che nella nostra vita quotidiana corriamo vari tipi di rischio. Alcuni sono rischi che affrontiamo volontariamente, mentre altri sono semplicemente inevitabili. Quando riteniamo che qualcosa sia “sicuro”, teniamo conto non solo della probabilità di effetti negativi, ma anche dei fattori quali i potenziali benefici e l'esistenza di alternative.

La gestione dei rischi – che comprende l'individuazione, la valutazione, la gestione e la comunicazione dei rischi – è diventata un elemento fondamentale, ma spesso estremamente controverso, delle politiche pubbliche.

Nel corso degli ultimi anni, l'Unione europea ha notevolmente modificato le procedure di valutazione e di gestione dei rischi nel campo della salute dei consumatori e della sicurezza alimentare. Le misure regolamentari in queste aree si fondano su pareri scientifici elaborati da alcuni comitati, sulla base dei principi di eccellenza, indipendenza e trasparenza (Comunicazione della Commissione “Salute del consumatore e sicurezza dei generi alimentari”, COM(97)183, 30 aprile 1997). L'Unione europea è in procinto di istituire l'Autorità europea per gli alimenti che sarà incaricata di procedere ad una valutazione indipendente dei rischi (1). La Commissione ha inoltre definito la sua strategia per quanto attiene all'applicazione del principio di precauzione (Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione; COM(2000)1, 02.02.2000), proponendo orientamenti per la valutazione dei rischi qualora sussistano incertezze sul piano scientifico e stabilendo dei principi generali da applicare nella gestione dei rischi(Proporzionalità; non discriminazione, coerenza, esame dei potenziali vantaggi e oneri dell'azione o dell'inazione, esame degli sviluppi scientifici).

Si sono pertanto registrati notevoli progressi in materia di trasparenza, responsabilità e adeguamento al progresso delle conoscenze scientifiche.

Perfezionare le pratiche mediante il collegamento in rete a livello europeo

E' possibile tuttavia compiere ulteriori passi avanti. Innanzitutto, l'esperienza maturata nel campo della salute dei consumatori e della sicurezza alimentare può essere applicata ad altri settori. In secondo luogo, in tutti i settori, è necessario valutare i mezzi per garantire un'interfaccia più dinamica e una comunicazione più efficace tra i responsabili della gestione dei rischi, le persone incaricate della valutazione dei rischi e coloro che svolgono le ricerche scientifiche pertinenti. Infine, è necessario adoperarsi per sottoporre la gestione dei rischi al dibattito e ai controlli (ad esempio, analisi dei costi e dei benefici e loro misurazione; grado di sicurezza accettabile). Nel perseguire questi obiettivi, è necessario valorizzare le informazioni e le buone pratiche esistenti in tutto il continente o altrove.

La Commissione esaminerà le strategie per migliorare questo tipo di interfaccia. Si potrebbe trattare di meccanismi di dialogo, di una definizione comune dei problemi e di uno scambio permanente di informazioni e pareri. Presterà particolare attenzione anche alla comunicazione in materia di rischi.

Costruire la fiducia reciproca

La Commissione ha sostenuto il progetto TRUSTNET che mirava ad analizzare i fattori che condizionano la credibilità, l'efficacia e la legittimità del quadro scientifico e regolamentare per quanto riguarda le attività rischiose, e a elaborare strategie più corerenti, esaustive ed eque per la valutazione e la gestione dei rischi. Grazie ad una vasta gamma di studi di casi, in particolare su questioni delicate connesse all'ambiente, all'energia e all'industria, ha consentito di comprendere meglio la gestione sociale dei rischi. Il progetto prevede l'istituzione di una rete informale che associa responsabili politici, esponenti del mondo accademico, esperti e parti interessate europee per promuovere il dialogo e l'interazione.

Azione 35

La Commissione avvierà uno scambio di esperienze e buone pratiche tra gli operatori più importanti nel settore dei rischi, in aree diverse e a livelli diversi in tutta Europa. Su questa base, elaborerà gli orientamenti relativi al perfezionamento della gestione dei rischi, includendovi le modalità ottimali di comunicazione sull'incertezza scientifica e sui rischi. Queste proposte si inserirebbero nel quadro politico di riferimento esistente.


 
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