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Scienza e società in Europa Graphic element
  Scienza e societa (1): Verso una nuova partnership

All'alba del ventunesimo secolo, mentre l'integrazione economica di un'Unione europea in fase di allargamento è diventata una realtà concreta grazie all'introduzione dell'euro, la nostra società si trova ad affrontare la sfida del suo inserimento in un mondo scosso da turbolenze economiche e politiche.

Molteplici esempi dimostrano che la conoscenza, in particolare la scienza, la tecnologia e l'innovazione sono necessari per affrontare questa sfida. Ogni giorno i progressi scientifici e tecnologici apportano innovazioni fondamentali per la qualità della vita e per la nostra competitività a livello mondiale (“L'innovazione in un'economia fondata sulla conoscenza”, COM(2000)567), e, d'altra parte, la cooperazione scientifica costituisce spesso un elemento importante nel dialogo con i paesi terzi(“La dimensione internazionale dello Spazio europeo della ricerca”, COM(2001)346, 25/06/01) .

Tuttavia, alcuni elementi dimostrano che oggi esiste un divario tra questo immenso potenziale di realizzazioni e le esigenze e le aspirazioni dei cittadini europei, quali la pace tra i popoli, l'occupazione, la sicurezza o lo sviluppo sostenibile del pianeta.

L'indagine Eurobarometro (tra il 10 maggio il 15 giugno 2001, su richiesta della Commissione, è stato realizzato un sondaggio di opinione nei 15 Stati membri sul tema “Gli Europei, la scienza e la tecnologia”) dell'ottobre 2001 sugli atteggiamenti degli europei nei confronti della scienza rivela un paesaggio pieno di contrasti, in cui si mescolano fiducia, speranza, ma a volte anche mancanza di interesse per le attività scientifiche, se non addirittura timore nei confronti di alcuni eccessi.

80% degli europei ad esempio ritiene che la scienza consentirà un giorno di vincere delle malattie come il cancro o l'AIDS e nutre un elevato livello di fiducia nei confronti dei ricercatori, al punto tale che 72% delle persone interrogate in questa inchiesta auspicano che la classe politica fondi maggiormente le proprie scelte sui pareri degli esperti. Malgrado queste aspettative e questo capitale di fiducia, l'inchiesta evidenzia che i cittadini europei non hanno sempre una percezione molto positiva della scienza e della tecnologia e che alcune frange della popolazione rimangono oggi ai margini della scienza.

I rischi industriali e le questioni etiche sono ampiamente commentati dai media, e ciò suscita gli interrogativi del pubblico e rafforza il suo desiderio di un controllo più adeguato del progresso. Alcuni cittadini hanno la sensazione che la scienza e la tecnologia modifichino troppo rapidamente il loro modo di vivere. Malgrado alcuni progressi, troppi stereotipi tengono ancora le donne lontano dalla scienza e privano questa di una diversità di cui ha estremamente bisogno per contribuire meglio alla vita politica, sociale ed economica.

I giovani, d'altra parte, non si lanciano più in carriere o studi scientifici in quanto non li trovano sufficientemente interessanti. Questo dato di fatto, associato all'evoluzione demografica, spiega la difficoltà che gli industriali incontrano, sul mercato del lavoro, a reperire gli ingegneri e i ricercatori di cui hanno bisogno.

L’Europa avrebbe pertanto interesse a riunire in un quadro di livello comunitario l'impegno profuso negli Stati membri per fare in modo che i cittadini europei siano in grado di valutare le problematiche scientifiche e tecnologiche attuali e desiderino essere maggiormente coinvolti nell'avventura scientifica.

La strategia della Commissione

Nell'ambito del presente piano d'azione, la Commissione concentrerà intenzionalmente la sua attenzione su un numero ridotto di nuove azioni ad alto valore aggiunto comunitario destinate a :

  • Promuovere l'istruzione e la cultura scientifica in Europa
    Occorre avvicinare la scienza e la tecnologia ai cittadini. Sarà fondamentale, in quest'ottica, rafforzare la presenza della scienza e della tecnologia nel paesaggio mediatico e pedagogico europeo per stimolare l'imprenditorialità dei giovani e il loro interesse per le carriere e gli studi scientifici e favorire il dialogo tra scienza e società, in particolare organizzando regolarmente manifestazioni di vasta risonanza.

  • Elaborare politiche scientifiche più vicine ai cittadini
    La scienza, la tecnologia e l'innovazione dovranno riconsiderare il loro contratto sociale e, a maggior ragione oggi, stabilire la loro agenda in funzione delle esigenze e delle aspirazioni dei cittadini europei. Dovranno in particolare consentire alle donne di esprimersi pienamente e anticipare le problematiche del futuro.

  • Porre un approccio responsabile in materia scientifica alla base delle politiche
    La maggior parte delle politiche possiede una dimensione scientifica e tecnologica e deve basare le decisioni su pareri trasparenti e responsabili fondati su ricerche svolte conformemente ai principi etici. E' pertanto opportuno rafforzare le basi etiche delle attività scientifiche e tecnologiche, individuare e valutare i rischi inerenti al progresso e gestirli in modo responsabile sulla base delle esperienze passate.

Le azioni previste nell'ambito di questi tre capitoli saranno svolte in stretta cooperazione con gli Stati membri ed i paesi candidati e, al di fuori dell'Europa, con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. Saranno coinvolte numerose parti interessate: enti pubblici locali e regionali, cittadini, società civile, imprese ecc.

La Commissione fungerà da catalizzatore, utilizzando tutti i mezzi predisposti a livello comunitario e in particolare quelli della politica di ricerca (2) (immissione in rete, misure di accompagnamento ecc.). E' ovvio, tuttavia, che, dal momento che detta strategia rientra pienamente nello Spazio europeo della ricerca, ci si potrà aspettare risultati significativi solo nella misura in cui gli Stati membri si impegneranno in uno sforzo comune e coordinato a fianco della Commissione. A questo proposito, la risoluzione del Consiglio del 26 giugno 2001 che invita all'attuazione del piano d'azione è destinata sia agli Stati membri che alla Commissione.

E' opportuno rilevare che detto piano d'azione rientra nel processo evolutivo nel quale il controllo di indicatori specifici, la valutazione degli impatti delle azioni prescelte e la revisione regolare del piano d'azione richiederanno la mobilitazione dell'insieme delle parti interessate.

Infine, il carattere prospettico degli obiettivi dichiarati non deve porre in secondo piano l'urgenza di certi problemi e la Commissione ha voluto darsi delle scadenze sufficientemente ravvicinate per mantenere una mobilitazione costante nei prossimi anni. La Commissione avvierà le prime azioni nel 2002. Nel 2004 saranno presentate alle parti interessate una panoramica generale e una valutazione dei primi due anni del Piano d'azione.


(1) In questo documento il termine “scienza” si riferisce all'insieme delle attività pubbliche o private di carattere scientifico e tecnologico, ivi comprese le scienze sociali. Col termine “società” si intende l'insieme dei cittadini e delle loro associazioni, nonché le imprese e gli enti pubblici.

(2) Molte delle attività previste dal piano d'azione saranno attuate nell'ambito dei programmi quadro di RST della Comunità. La Commissione garantirà l'adeguato coordinamento di tutte le attività riguardanti la scienza e la società, ivi comprese altre attività del programma quadro e quelle attuate mediante altri strumenti politici comunitari.
 
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