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Comunicato stampa

Orientamenti dalla Ricerca europea per il trattamento di donne sieropositive in stato di gravidanza e dei loro bambini

 

Bruxelles, 27 giugno 2002

Temi-chiave: AIDS, terapia anti-retrovirale, gravidanza, travaglio, madre, bambino, trasmissione

 


Nuove indicazioni per il trattamento delle donne infette da HIV emergono dalla ricerca europea. Delle linee guida per il trattamento con lo scopo di ridurre la trasmissione materno-fetale del virus dell'HIV saranno pubblicate il 28 giugno 2002 nel supplemento alla rivista scientifca "AIDS" . Orientamenti simili, mirati al trattamento dei pazienti pediatrici, verranno pubblicati il mese prossimo. Entrambi i documenti sono il risultato di azioni concertate di ricerca, finanziate dalla Direzione generale per la ricerca della Commissione europea.

"La definizione di linee guida per il trattamento dell'HIV che riduce il rischio di trasmissione materno-fetale del virus e' un buon esempio di collaborazione europea" afferma il Commissario europeo per la ricerca, Philippe Busquin. "Il virus dell'HIV non conosce confini e noi dobbiamo unire tutti i migliori specialisti per fermare l'epidemia e trovare trattamenti appropriati".

In Europa occidentale 560.000 persone convivono con l'AIDS. Il numero di adulti infetti continua ad aumentare: nel 2001 si potevano contare 30.000 casi di cui il 25% di sesso femminile. Il numero sempre maggiore di donne incinte affette da sieropositivitÓ Ŕ un dato inquietante e la trasmissione del virus dalla madre al bambino emerge come l'aspetto pi¨ critico.

L'uso di potenti ed efficaci terapie di trattamento anti-retrovirale per diminuire la progressione della malattia, attualmente disponibili, deve essere valutato accuratamente e con molta cautela. Quindici gruppi di ricerca di sette diversi paesi europei hanno collaborato per stilare un insieme di linee guida, volte a un miglior approccio alla malattia. Il loro lavoro evidenzia come l'uso di precauzioni (profilattici) e l'uso di una terapia anti-retrovirale durante la gravidanza, nella fase del parto e durante il periodo post-natale, possa ridurre il rischio di trasmissione verticale dal 15-20% attuale a meno del 2%.

Le linee guida includono raccomandazioni su :

  • Programmare il test per HIV per tutte le donne in stato di gravidanza (e possibilmente per i loro partners);
  • modalita' del parto: e' stato dimostrato come il taglio cesareo elettivo (in assenza di contrazioni ed in assenza di rottura delle membrane) possa ridurre il rischio di trasmissione verticale e debba quindi essere consigliato a tutte le tutte le donne sieropositive.
  • terapia anti-retrovirale durante la gravidanza: da proporre a tutte le donne incinte al fine di ridurre la trasmissione materno-fetale, basando la scelta ed il timing della terapia sullo stadio clinico di malattia della donna; particolare attenzione va posta ai vari fattori che possono influenzare la scelta del trattamento, le possibilitÓ terapeutiche ed il bisogno del consenso da parte della paziente;
  • terapia anti-retrovirale immediata per il neonato;
  • Allattamento dal seno materno: viene fortemente scoraggiato in paesi dove valide alternative sono disponibili visto che questo ulteriore e forte rischio di infezione pu˛ essere evitato.

Questo lavoro e' stato coordinato dalla Prof.ssa Marie-Louise Newell, coordinatrice dello studio europeo "European Collaborative Study" sull'infezione da HIV nelle donne e nei loro bambini, presso la University College London (m.newell@ich.ucl.ac.uk).
La lista degli autori del documento Ŕ in allegato.
Il rapporto completo Ŕ inoltre disponibile sulla rivista "AIDS", supplemento del 2 giugno 2002, 24 pagine (http://www.aidsonline.com/).

La Direzione generale per la ricerca della Commissione europea Ŕ fortemente impegnata nella lotta contro l'AIDS attraverso l'area tematica prioritaria "combattere le principali patologie, definite dal prossimo "Sesto programma quadro per la ricerca (2002-2006)". E' inoltre impegnata sul fronte dell'AIDS nei paesi in via di sviluppo, dove la malattia Ŕ intrinsecamente legata alla poverta', attraverso un progetto iniziato recentemente "European-Developing Countries Clinical Trials Programme (EDCTP) " che propone un contributo pari a Ç200 milioni e inizia un' importante collaborazione tra Europa ed Africa.

Note per la stampa:

  • Su scala mondiale, 40 milioni di persone convivono con l' HIV/AIDS, di cui 17.6 milioni sono donne.
    5 milioni di persone hanno contratto il virus nel 2001, 1.8 milioni sono donne, 800.000 sono bambini di età inferiore ai 15 anni..
    3 milioni di persone sono morte di AIDS nel 2001, 1.1 milioni erano donne, 580.000 bambini di età inferiore ai 15 anni..
    Fonte: "UNAIDS epidemic data" (Dicembre 2001)
  • Per ulteriori informazioni sul Sesto programma quadro: http://ec.europa.eu/research/fp6/index_en.html
  • Per ulteriori informazioni su EDCTP: http://ec.europa.eu/research/edctp.html.

Ě Ulteriori informazioni:

  • StÚphane Hogan, Addetto stampa, DG Ricerca, Commissione europea
    Tel.: +32.2.296.2965 - Fax: +32.2.295.8220 - E-mail: Research Contact

  • Manuel RomarÝs, Funzionario scientifico, DG Ricerca, Commissione europea
    Tel.: +32.2.299.8733; Fax: +32.295.5365 - E-mail: manuel.romaris@ec.europa.eu


              

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