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Comunicato stampa

La Commissione stimola il confronto sulle scienze della vita con il progetto "Science generation"

 

Bruxelles, 4 Luglio 2002

Parole chiave : scienze, società, biotecnologia, networks, opinione pubblica, governance

 


Facilitare i decisori politici e gli scienziati, ma anche l'opinione pubblica, nell'individuare gli orientamenti migliori in merito alle interrelazioni tra bioscienze e società: ecco l'obiettivo del progetto Science generation presentato oggi a Bruxelles da Philippe Busquin, commissario europeo per la ricerca. Tale azione, che beneficerà del finanziamento comunitario di 1.440.000 €, prevede la creazione di reti tra scienziati, giovani, giornalisti, centri di collegamento nelle regioni, incontri e indagini d'opinione, dibattiti via Internet e sul campo. Avviato dall'Institut de France e dalla Fondation Aventis di Parigi, il progetto s'inserisce a pieno titolo nello sforzo d'avvicinamento tra scienza e società che la Commissione raccomanda nel quadro dello Spazio europeo della ricerca.

"In Commissione non ci limitiamo a dire che è importante un ampio dibattito pubblico sulle scienze della vita. Bensì lo sosteniamo concretamente" ha affermato il commissario Busquin "La scienza avanza rapidamente. Dà speranza a molta gente, ma fa pure paura. La situazione investe la responsabilità degli scienziati e delle autorità. Science generation vuole richiamare l'interesse dei cittadini sull'evoluzione delle scienze della vita, permettere loro di esprimere liberamente non solo cosa si attendono dalle bioscienze, ma pure le riserve di fronte a talune scelte. E' più che mai necessario che questo confronto si sviluppi anche a livello europeo; si arricchisca con la diversità e lo scambio tra le culture" ha concluso Busquin.

Il principio del confronto pubblico sulle scienze della vita è al centro di molti obiettivi della Commissione: la creazione di uno spazio europeo della ricerca (Ser), che va di pari passo con lo Spazio europeo di valori condivisi; lo sviluppo responsabile delle scienze della vita in Europa, su cui la Commissione ha presentato un piano d'azione a gennaio 2002; e l'avvicinamento tra gli attori della ricerca, della vita economica e sociale e della politica, oggetto di un altro piano d'azione della Commissione del dicembre 2001.

Science generation ha avuto molto successo in Francia, dove è stato lanciato due anni fa come progetto pilota. Ora, con il contributo della Commissione europea e le risorse del Quinto programma quadro ricerca, si allarga ad altri paesi dell'Unione, a cominciare da Italia e Svezia, con la collaborazione della rete di EuroCase (Consiglio europeo per la scienza applicata e l'ingegneria di Parigi), che aggrega 18 Accademie per la tecnologia.

La FAST, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche di Milano, è responsabile della realizzazione di Science generation in tre regioni italiane scelte per le loro specificità: la Lombardia per il suo peso nell'economia, nell'industria e nell'innovazione e per la presenza di tre centri biotecnologici; il Lazio, per la concentrazione di centri di ricerca e di imprese farmaceutiche; la Sicilia quale realtà emergente.
Parallelamente IVA (Accademia reale svedese per la scienza e la tecnologia) organizza incontri e dibattiti a Stoccolma, Goteborg e Skane; raccoglie gli orientamenti del pubblico sulle bioscienze tramite "barometri" d'opinione rivolti principalmente a ragazzi, genitori, professori. "Bioscienze: rischi, etica e società" è il tema del simposio internazionale in programma a Bruxelles nel 2004. Italia e Svezia hanno a disposizione il sito http://www.science-generation.com quale forum interattivo per la discussione e lo scambio di esperienze.

Science generation: la parola ai cittadini
Le Fondazioni vengono in genere ritenute dei centri di riferimento per l'innovazione e per l'aggregazione sociale; sono attente a tematiche di vasto interesse; mettono assieme i diversi attori. Lanciato dalla Fondation Aventis-Institut de France con una durata prevista di tre anni, il progetto Science generation ha avviato la sua operatività nel 2001 in Francia con un sondaggio d'opinione. Mille persone, tra studenti, genitori e docenti, sono state intervistate su: la scienza, le loro speranze e preoccupazioni, le aspettative d'informazione, il modo con cui intendono intervenire nel confronto che la scienza stessa provoca.

I risultati del barometro sono diventati la base dei lavori dell'evento che ha riunito all'Institut de France a Parigi 70 esperti, scienziati, filosofi storici, giuristi, rappresentanti del mondo politico ed economico e della società civile, giornalisti chiamati a pronunciarsi su: la situazione delle bioscienze, le loro applicazioni e le conseguenze per la società. A seguito di tale incontro, più di 800 giovani genitori e professori, il vero punto di forza del progetto, tutti volontari, si sono attivati nelle 22 regioni francesi per immaginare un genere di scienza più rispondente alle loro preoccupazioni.

I canali di mobilitazione: la forza per proporre e agire
In sei mesi, 198 riunioni animate da più di 60 giornalisti hanno permesso ad ogni gruppo formato ciascuno solo da studenti o genitori o insegnanti di definire delle proposte discusse durante gli Stati generali del marzo 2002. 500 tra studenti, famigliari e docenti, riuniti al Palais de Luxemburg a Parigi, hanno votato le linee d'azione da seguire per il proseguimento di Science generation, formando 5 gruppi interregionali di studio che inizieranno l'attività a settembre 2002:

  • scienza vicina alla vita di tutti i giorni,
  • scuole aperte alla scienza,
  • informazione scientifica accessibile a tutti,
  • scienza senza frontiere; solidarietà tra paesi ricchi e poveri,
  • scienza aperta alla cittadinanza.

Si chiede via Internet e gli esperti rispondono
La mobilitazione avviata nelle regioni francesi trova risonanza sul sito http://www.science-generation.com, dove vengono proposti dibattiti on line sui temi d'interesse della gente. A maggio, il prof. Alain Pompidou, già europarlamentare e membro del Comitato economico e sociale, ha risposto alle domande sulla creazione dell'Europa della ricerca. A partire dal 15 luglio Didier Sicard, presidente del Comitato nazionale di etica in Francia, François Gros, segretario onorario dell'Accademia francese delle scienze, Daniel Boy, direttore ricerche alla Maison des Sciences de l'Homme, commenteranno i risultati della consultazione sulla bioetica. A grande richiesta, i prossimi argomenti riguarderanno "l'accesso alle cure sanitarie nei paesi del sud" e "le cellule staminali e la clonazione".

Il confronto pubblico nello Spazio europeo della ricerca
La Commissione europea ritiene strategico il principio del dibattito pubblico nella creazione dello Spazio europeo della ricerca (Ser), con l'obiettivo di costruire un ambiente coerente e stimolante per la ricerca in Europa. Al fine di applicare un modello di governo della ricerca, la Commissione di Bruxelles ha messo in atto una serie d'iniziative per il futuro immediato, in collaborazione con gli stati membri e il mondo economico.

Il Piano d'azione e l'impegno politico
Queste azioni si collocano al centro delle due maggiori realtà dell'Europa che cresce: l'avvento delle biotecnologie e la riappropriazione delle nuove conoscenze da parte della società. Le scienze della vita e le biotecnologie formano un'onda particolarmente purificatrice e promettente per l'economia della conoscenza, sollevando rilevanti questioni politiche e sociali. Perciò sono stati proposti una Strategia e un Piano d'azione per l'Europa con un ventaglio di 28 misure concrete e un gran numero di queste riguarda il rapporto con la società, fondamento di un'azione responsabile. Più in generale, il Piano d'azione Scienza e società si prefigge di sviluppare relazioni più forti e armoniose tra gli operatori della ricerca, della vita economica e sociale, della politica.

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Contatti per la stampa :

  • Commissione europea, Direzione Generale per la Ricerca
    Stéphane Hogan, Tel : +32.2.296.29.65, e-mail : Research Contact
  • Fondation Aventis-Institut de France:
    Caty Forget, Tel.:+33.1.5571.0991, Fax: +33.1.5571.0990, e-mail : caty.forget@aventis.com
  • FAST
    Rosaria Gandolfi, Tel: +39.02.77790313 Fax : +39.02.782485, e-mail : rosaria.gandolfi@fast.mi.it
  • IVA
    Anna Sandström Tel. +46 70 551 00 79, Fax : +46 8 611 56 23, e-mail : as@iva.se
  • Euro-CASE
    Helle Bonnet, Tél. : +33.1.1 53 59 53 40, Fax : +33.1.53 59 53 41, e-mail : mail@euro-case.org

Annexes :


              

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