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Invito ad un’iniziativa per la stampa

La Ricerca europea rivela i segreti del Mediterraneo profondo

 

Bruxelles, 28 agosto 2001

Parole chiave: scienze marine, esplorazione dei fondali

Invito ad un’iniziativa per la stampa
Messina, Italia - Nave di ricerca URANIA
Mercoledì 5 settembre 2001 dalle 9.30 alle 16.30 (vedi programma)

Le zone marine profonde (> 2000 m) rimangono ampiamente inesplorate e difficilmente accessibili. A tale riguardo Philippe Busquin, Commissario europeo per la Ricerca, ha sottolineato recentemente in Svezia l'importanza delle tecnologie per l'esplorazione degli oceani e in particolare il loro ruolo fondamentale in termini di sorveglianza degli ambienti fragili profondi. Il 5 settembre prossimo a Messina (IT), un gruppo di ricercatori coinvolti nello sviluppo e nell’utilizzo di una stazione abissale di osservazione (GEOSTAR - Geophysical and Oceanographic Station for Abyssal Research) finanziata dall' UE presenteranno i risultati di una recente campagna di test realizzata nel Mar Tirreno. La presentazione avrà luogo a bordo della Nave Oceanografica «URANIA», e sarà effettuata per la stampa una dimostrazione dell’utilizzo e del recupero di GEOSTAR vicino alle isole Eolie .

I fondi marini rivestono un’importanza capitale, poiché contengono una parte considerevole delle risorse minerali necessarie per le nostre economie, svolgono un ruolo fondamentale per le risorse viventi in particolare per la pesca, sono un sito privilegiato del riciclaggio delle acque e condizionano notevolmente la circolazione oceanica, influenzando pertanto in modo considerevole i processi climatici, sono all'origine di processi che possono comportare grandi rischi naturali (terremoti, instabilità dei pendii sottomarini, tsunamis etc.) e ospitano infine forme di vita che restano in gran parte sconosciute e il cui uso potenziale per le biotecnologie deve essere valutato.

La tecnologia che ci avvicina ai segreti del «grande blu»

I principali problemi che presenta l’esplorazione dei grandi fondali sono legati innanzitutto alle attrezzature sottomarine limitate, alla difficoltà di comunicare efficacemente attraverso la colonna d'acqua, e alla presenza di un ambiente molto ostile per le tecnologie (alte pressioni, corrosione, etc.). L’unità di osservazione e di controllo automatico GEOSTAR (cfr. Allegato), senza equipaggio, è stata realizzata per restare fino a un anno ad almeno 4.000 metri di profondità, per resistere alle condizioni estreme delle profondità del mare. Fra le numerose applicazioni possibili, la stazione consente di misurare la sismicità della zona, le caratteristiche chimiche dell’acqua (compreso il livello di inquinamento e la salinità), le caratteristiche del sostrato marino….

Note per i redattori: I giornalisti che desiderano partecipare dovranno iscriversi presso Julia Acevedo (vedi in basso) o Bettina Hausmann (0032 2 737 9561, bhausman@hillandknowlton.com, 0032 479832680).

  • Per ulteriori informazioni sui progetti presentati rivolgersi a:

Gilles Ollier, Responsabile scientifico/Programma Ambiente, DG Ricerca

Tel +32 2 295 66 30, Fax : +32 2 296 30 24

E-mail: gilles.ollier@ec.europa.eu

  • Per ulteriori informazioni sull’iniziativa per la stampa rivolgersi a:

Julia Acevedo, Addetto stampa, DG Ricerca

Tel +32.2.295 20 43, Fax +32.2.29.58220

E-mail: julia.acevedo-bueno@ec.europa.eu



Giornata di dimostrazione per i Media
Ricerca & Tecnologia nel Mare Profondo

Messina (Italia)
5 Settembre 2001

 

PROGRAMMA PROVVISORIO

09h30

Arrivo a bordo della nave URANIA UV (porto di Messina)

09h45

Presentazione della giornata da parte del Direttore del programma comunitario di ricerca «Ambiente» (Christian Patermann)

10h15

Presentazione del progetto GEOSTAR (Stazione Geofisica e oceanografica di ricerca abissale) (Walter Prendin)

10h30

Presentazione del progetto BIODEEP (biotecnologie dei fondali profondi) (Laura Giuliano)

10h45

Presentazione del video GEOSTAR (Dr Favali)

11h00

Partenza della nave URANIA UV verso il luogo di dimostrazione GEOSTAR (isole Eolie)

11h15

Giro di URANIA UV e presentazione della stazione GEOSTAR sul ponte della nave

12h00

Arrivo sul luogo di dimostrazione di GEOSTAR

 

12h15

Pranzo

 

13h30

Dimostrazione e recupero della stazione GEOSTAR

15h30

Ritorno dell’ URANIA a Messina

16h30

Sbarco


Allegato

GEOSTAR: una tecnologia di tipo spaziale

L'osservazione a lungo termine dell'oceano è uno dei meriti riconosciuti dell'oceanografia moderna. Gli studi attuali si limitano in realtà ad una serie di incursioni di qualche ora, al massimo di alcuni giorni, a partire da navi di ricerca. Queste incursioni consentono di acquisire regolarmente dati sulla fisica e la chimica della massa d’acqua, sulla natura dei fondi oceanici, sulla biodiversità marina etc., che ci danno solo un’idea imperfetta del funzionamento degli oceani.

Il progetto GEOSTAR prefigura la probabile infrastruttura di base dell'oceanografia del futuro, con reti di osservatori che consentiranno di misurare continuamente i parametri oceanici e di trasferire i dati verso le basi a terra, in vista del loro utilizzo scientifico, l’uso da parte degli operatori economici, e il loro contributo all'educazione e la loro diffusione al pubblico.

GEOSTAR ha pertanto dovuto sviluppare, nell’ambito di un partenariato europeo accademico e industriale, una serie di tecnologie avanzate necessarie per la realizzazione degli obiettivi precedenti. La stazione GEOSTAR munita di batterie ad alto rendimento che consentono di mantenere la stazione sul fondale per lunghi periodi di tempo (206 giorni per la missione "alta profondità" nel mar Tirreno).

GEOSTAR dispone inoltre di un sistema di comunicazione avanzato che consente di dialogare con la stazione in ogni momento per controllare le operazioni di utilizzo e di recupero della stazione, al fine di pilotare le funzioni della stazione quando si trova su un determinato sito, e infine per recuperare i dati in ogni momento.

GEOSTAR: Prime conclusioni della campagna «alta profondita’» (2000m per 206 giorni)

La prima campagna di test ad alta profondità è stata realizzata nel mar Tirreno a largo dell’isola di Ustica a 2000 m di profondità fra settembre 2000 e maggio 2001. Gli obiettivi della missione erano:

  • L'acquisizione continua e per una lunga durata dell'attività sismica, del campo magnetico e della gravità terrestre, dei parametri ambientali (correnti, temperatura, salinità, etc.);

  • La registrazione dei parametri della stazione (posizione, temperatura interna, parametri della batteria, isolamento);

  • Il raccoglimento di campioni di acqua;

  • La convalida di protocolli di comunicazione con la stazione quasi in tempo reale con la base a terra.

I primi test di GEOSTAR ad alta profondità sono stati molto positivi; hanno mostrato che la stazione può essere attivata in modo soddisfacente grazie al dispositivo del mobile docker e che la stazione è attualmente operativa per future missioni. La grande quantità dei dati raccolti durante la campagna è in fase di elaborazione. Le prime verifiche indicano che i diversi sensori (Temperatura, Correntometri, Magnetometri, Gravimetri, etc.) hanno funzionato correttamente. Dal punto di vista scientifico, una prima verifica delle temperature dei fondali registrata indica una serie di inattesi aumenti delle temperature che potrebbero rivelarsi importanti ai fini della comprensione dell'evoluzione delle temperature nel Mediterraneo.

GEOSTAR: prima applicazione nell’ambito del progetto europeo «BIODEEP»

Il progetto BIODEEP riguarda lo studio dei microrganismi associati ad ambienti particolarmente ostili come i «bacini ipersalini» (percentuale di sale superiore al 30%) che popolano il fondale del mar Mediterraneo ad alta profondità (oltre i 3000 m).

Questi organismi saranno messi in coltura in quanto è accertato il loro interesse per le applicazioni biotecnologiche. I risultati attesi da BioDeep sono particolarmente affascinanti in quanto alcuni batteri presenti nei bacini potrebbero essere i discendenti di organismi che hanno colonizzato tali bacini diverse migliaia di anni fa.

Una prima campagna relativa al mare sarà realizzata nell’ambito della collaborazione fra i due progetti europei, GEOSTAR e BIODEEP, al fine di effettuare prelievi nei principali bacini ipersalini. Il sistema di utilizzo e di recupero di GEOSTAR (mobile docker) sarà impiegato per costituire dei campioni dei bacini ipersalini, ottenere immagini di tali bacini e misurare i parametri oceanografici fondamentali.

Tale sistema risulta interessante in quanto consente di realizzare un controllo a distanza molto preciso assolutamente necessario per rilevare dei campioni di fondali ipersalini che sono particolarmente corrosivi e aggressivi per la strumentazione scientifica.

Al momento della conferenza stampa, sarà appena terminata la prima campagna in mare e l’evento sarà l’occasione per presentare ai media i primi risultati.

              

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