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Bruxelles, 21 giugno 1999

La ricerca comunitaria: un dinamismo sostenuto al servizio della società
“Rapporto annuale 1999 sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea”

Parole chiave: Rapporto annuale, Politica di ricerca

ll periodo che copre il 1998 fino agli inizi del 1999 indica una svolta decisiva nella ricerca comunitaria: mentre gli ultimi progetti del quarto programma quadro 1994-1998 erano iniziati, una nuova politica di ricerca più orientata verso la società, è stata adottata. Si è concretizzata con il lancio del Quinto Programma-quadro, che è stato l’avvenimento maggiore di questo periodo.

Nel 1999, la ricerca comunitaria ha fatto prova di dinamismo già iniziato durante gli anni precedenti: 6.200 nuovi progetti sono stati avviati, implicanti circa 28.000 partners e creando più di 90.000 legami di collaborazione, dei quali 83% tra squadre di Paesi diversi. Questi dati confermano il ruolo essenziale costituito da questi programmi, nella messa a punto di una vera e propria "Europa della Ricerca". Nel 1999 visto e considerato che i primi calls for proposals del Quinto Programma-quadro sono chiusi o lo saranno tra breve, un gran numero di progetti dovranno essere avviati entro la fine dell’anno.

Questi dati provengono dal 5° rapporto annuale sulla ricerca comunitaria che è appena stato pubblicato dalla Commissione. Questo rapporto disegna un quadro generale sia degli sviluppi della politica, sia delle attività di ricerca (incluse le azioni portate avanti dal Centro Comune di ricerca) e presenta alcuni risultati ottenuti nel quadro dei programmi di ricerca. Esso conferma la posizione centrale che occupano oramai i programmi quadro nel paesaggio della ricerca europea: dinamizzano e cimentano la comunità scientifica; completano gli impegni presi sia a livello nazionale che regionale (conformemente al principio di sussidiarietà) e indicano chiaramente le grandi priorità per gli anni a venire. Si noterà al riguardo, che il budget del 5° programma quadro è sensibilmente aumentato, in termini costanti (vale a dire tenendo conto dell’inflazione), del 3% circa, rispetto al programma precedente.

I principali risultati sono cosi’ riassunti:

Il 5° programma quadro 1998-2002 è stato adottato il 22 dicembre 1998 dal Parlamento e dal Consiglio. Costituisce l’avvenimento maggiore per il periodo 1998- 1999. Le novità che lo caratterizzano, sia a livello del contenuto sia della messa in opera, rivelano i nuovi orientamenti della politica di ricerca. Per quanto riguarda il contenuto, la novità principale consiste nel raggruppare della attività di ricerca in quattro programmi tematici coerenti e in delle  "azioni chiavi,  in realtà una serie di problemi socioeconomici prioritari che saranno l’oggetto di ricerche multidisciplinari; per quanto riguarda l’implementazione, si ritiene l’obbligo di valorizzazione, o di diffusione dei risultati, la possibilità di concedere licenze di esclusività, ecc…

Il ruolo "politico" della ricerca comunitaria è ugualmente amplificato visto che essa è esplicitamente rilegata alle altre quattro grandi politiche dell’Unione. Cosi’ il nuovo programma quadro prefigura in un certo qual modo l’allargamento dell’Unione visto che associa gli undici Paesi in fase di pre-adesione, le quali squadre di ricerca usufruiscono delle medesime condizioni di partecipazione e di stanziamenti che quelle degli Stati membri.

Anche se gli effetti della ricerca in termini di competitività e d’impiego sono indiretti e diffusi, gli studi realizzati e numerosi progetti (vedi alcuni esempi) confermano l’impatto positivo della ricerca comunitaria. Negli Stati membri come negli altri Paesi industrializzati, gli impieghi di qualità sono soprattutto creati nei settori e nelle imprese che dipendono sempre di più dalle scienze e dalle tecnologie (sanità, informazione, nuovi servizi a base tecnologica, ecc…).

Riteniamo anche, in tale contesto, il contributo importante della ricerca nelle attività di normalizzazione. La messa a punto dei materiali di riferimento, di metodi di test e di tecniche di misura affidabili e accertate dalla totalità degli attori implicati, ha un impatto diretto sulla competitività economica dell’industria europea e la qualità della vita, e facilita, tra l’altro, la lotta contro la frode, lo sviluppo di reti transeuropee di trasporti, la messa a punto di diagnosi mediche, la sorveglianza dell’ambiente, ecc…

Nel 1998, la partecipazione delle imprese al programma quadro si è mantenuto ad un livello molto elevato con un totale del 38% di partecipazioni ai nuovi progetti di ricerca.

I dati confermano l’aumento della partecipazione delle piccole e medie imprese rispetto al Terzo Programma- quadro, nel quale le PMI rappresentavano solo 18% dei partecipanti. Con 25% di partecipazioni nel 1998, la loro presenza nel programma quadro è simile a quella osservata nel 1997. Un totale di 14500 PMI ha partecipato al 4° Programma quadro del 1995-1998. Tra queste, circa 20% hanno usufruito di contributi alla fase esplorativa stanziati alla PMI per preparare le loro proposte di ricerca, e 35% hanno avuto ricorso al dispositivo di ricerca "cooperativa" (CRAFT) tramite il quale delle PMI senza sufficienti capacità di ricerca, si associano per affidare un progetto di ricerca ad un organismo terzo. Uno studio indipendente realizzato nel 1998 ha, tra l’altro, confermato l’efficacia dei contributi alla fase esplorativa per agevolare l’accesso delle PMI alla ricerca comunitaria.

Cos’è un progetto di ricerca?

Sulla base dei dati del 1995 al 1998 ecco il profilo- tipo di un progetto di ricerca a spese ripartite:

  • Un contributo dell’Unione che ammonta in media a 0,7 milioni di Euro, rappresenta in genere 50% del costo totale del progetto
  • Una media di 6 partners di 3 Paesi diversi, per progetto.

In una comunicazione pubblicata nel mese di maggio 1998, la Commissione ha stabilito un bilancio del contributo della politica comunitaria di ricerca alla coesione dell’Unione. Questa comunicazione ricorda l’aumento notevole degli interventi dei fondi strutturali consacrati alla ricerca e la loro concentrazione su regioni meno favorite. Dal 1994 al 1998 questi interventi complementari al programma quadro rappresentano 8,5 miliardi di euro per la ricerca dei quali 60% per le sole regioni dell’obiettivo 1.

I dati dimostrano che il programma quadro in sé ha consentito una riduzione notevole, anche se ancora insufficiente, dello scarto tecnologico in termini di impegno di ricerca. In effetti, mentre le regioni dell’obiettivo 1 rappresentano solo 7% della spesa interna di R&S dell’Unione, le loro squadre di ricerca rappresentano circa 15% delle partecipazioni al programma quadro nel 1998 e sono presenti nel 40% dei progetti.

Il Quinto Programma-quadro fa esplicitamente riferimento alla "necessità di promuovere la partecipazione delle donne nel settore della ricerca e di sviluppo tecnologico". Delle prime misure concrete sono già state prese, tra le quali:

Gli aspetti etici sono stati al centro delle attenzioni durante la preparazione del Quinto Programma- quadro, in particolare da parte del Parlamento europeo. Cosi’ un articolo specifico del Programma quadro determina che l’Unione potrà sostenere unicamente le ricerche che rispettano i principi fondamentali. Per altro, il programma quadro finanzierà studi sui problemi d’etica medica e biomedica, mentre la ricerca genetica sull’essere umano sarà severamente sorvegliata cosi’ come gli esperimenti con gli animali.

Una maggiore trasparenza e una più stretta associazione con gli ambienti interessati caratterizzano la messa in opera del Quinto Programma- quadro, grazie essenzialmente ad una maggiore informazione del Consiglio e del Parlamento europeo ed al consiglio continuo dei Gruppi consultivi esterni legati alle azioni chiavi o ai programmi.

I problemi di gestione della ricerca hanno ugualmente occupato un posto rilevante nella fase preparatoria del Quinto Programma- quadro. Numerosi miglioramenti sono stati introdotti, come ad esempio delle guide per proponenti e un sistema comune per la preparazione e la presentazione di candidature sotto forma elettronica.

La Commissione ha ugualmente alterato la sua organizzazione interna per corrispondere idealmente alla struttura del 5° programma quadro. La DG XII e le Direzioni della DG III e della DG XIII incaricate della ricerca sono state riorganizzate.

Per più ampie informazioni, vogliate prendere contatto con

Cyril Robin-Champigneul
Unità Programma-quadro, DG XII-AP
Fax : +32 2 299 16 05
E-mail : cyril.robin-champigneul@ec.europa.eu

Michel Claessens
Unità di Comunicazione, DG XII
Fax : +32 2 295 82 20
E-mail : michel.claessens@ec.europa.eu

“Rapporto annuale 1999 sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea”:

Questo rapporto è disponibile in 11 lingue su EUROPA http://ec.europa.eu/research/reports/1999/index_en.html oppure presso l’Unità di Comunicazione della DG XII, fax: +32 2 295 82 20, e-mail: Research DG contacts

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Più ampie informazioni sulla ricerca comunitaria

Il periodico "RTD INFO" fornisce delle informazioni sull’attualità della ricerca comunitaria: sviluppi politici, risultati di progetti, avvenimenti maggiori, ecc…

Un’informazione approfondita è disponibile sulla ricerca comunitaria tramite diverse pubblicazioni complementari. Oltre il presente rapporto che è stato pubblicato annualmente, numerosi documenti disegnano un quadro molto dettagliato della ricerca comunitaria, in particolare modo:

  • Rapporti annuali di "monitoring" (esame sistematico e continuo): pubblicati annualmente dal programma quadro e da ogni programma specifico, forniscono un resoconto sintetico e indipendente sull’avanzamento e la qualità della realizzazione dei programmi;
  • Rapporti di valutazione a cinque anni: pubblicati ogni quattro anni dal programma quadro e da ogni programma specifico, presentano una valutazione retrospettiva indipendente, sulla pertinenza, l’efficienza, i risultati e l’impatto dei programmi di RST dell’Unione europea;
  • Rapporto europeo sugli indicatori scientifici e tecnologici: presentazioni, statistiche, e analisi approfondite sulle attività di RST europee e nazionali e sul loro contesto mondiale;
  • Ricerca e sviluppo: statistiche annuali (Eurostat): pubblicazione annuale, statistiche paragonabili a livello internazionale, relative alle spese di R&S, il personale di R&S e i brevetti negli Stati membri, dettagliate a livello regionale;

La maggior parte di questi documenti può essere ottenuta oppure ordinata sui siti Internet della Commissione:

E’ possibile, per altro, trovare su questi siti un’informazione molto completa relativa alle politiche dell’Unione europea, e in modo particolare, sul sito CORDIS dedicato al Programma quadro di RST e sul sito della DG XII, l’insieme dei documenti di riferimento, il testo delle gare d’appalto e molte altre informazioni, conformemente alla politica di trasparenza e di informazione della Commissione.

ESEMPI DI RICERCHE COMUNITARIE SVILUPPATE NEL 1998 – 1999

 

Tecnologie dell’informazione : A partire da ricerche teoriche su intelligenza artificiale e analisi combinatoria, un software combinatorio che ottimizza la catena logistica (approvvigionamento – produzione – richiesta del mercato) è stata sviluppata nel quadro del programma Esprit. Le applicazioni che sono state effettuate nel settore dell’abbigliamento, la confezione delle bevande e la costruzione automobilistica hanno consentito di ottenere di guadagni di produttività del 30%.

Energia non nucleare Tra gli esempi più interessanti dello sviluppo economico legato alla ricerca comunitaria, un progetto di ricerca sull’energia eolica ha portato una società tedesca a sviluppare e commercializzare dei nuovi prodotti tra i quali una turbina senza scatola di cambio che offre buone prestazioni ad un costo minimo. La loro commercializzazione ha consentito a questa ditta di allargare sensibilmente il suo mercato al punto di poter sviluppare un’insieme di filiali in Europa e in India, diventando cosi’ il n° 2 mondiale nel suo settore passando da 20 a 850 impiegati.

Tecnologie industriali e dei materiali: Il progetto MIOBOCE ha messo a punto un sistema che consente di scoprire delle cellule patogene o cancerogene con una sensibilità 100 volte superiore a quella dei sistemi convenzionali utilizzati nei laboratori. Questo sistema è il risultato della collaborazione di due PMI con un centro di ricerca, e sarà commercializzato prossimamente.

Ambiente : I ricercatori europei riuniti nel progetto PROVOST (Prediction Of climat On Seasonal Timescales) hanno sviluppato un modello globale tenendo conto della interazione oceano atmosferica, che porta a dei risultati molto promettenti in materia di previsioni climatiche operative stagionali e inter annuali. Questo modello aveva tra l’altro consentito di prevedere l’inverno più rude e umido del solito che è stato riscontrato in gran parte dell’Europa nel 1998, così come le condizioni climatiche più aride del solito riscontrate nelle regioni mediterranee e nella Scandinavia del Nord.

Scienze e tecnologie marine : Il progetto ALIPOR (Autonom Lander Instrumentation Packages for Oceanographic Research) ha sviluppato una serie di modelli strumentali, di misura, di sorveglianza e di campionamento destinati a essere collocati nei fondali marini.

Biotecnologia : Dei ricercatori europei stanno per decodificare per la prima volta la sequenza completa del genoma di una pianta modello, Arabidopsis thaliana. Questo progetto il più all’avanguardia del mondo nel suo settore, implica più di 30 laboratori di 10 paesi. Risultato sorprendente: 50% dei geni hanno una funzione ancora sconosciuta.

Biomedicina e sanità : I ricercatori europei che partecipano al progetto EUROSIDA hanno recentemente pubblicato uno studio nel quale 7000 europei infettati dal VIH sono stati seguiti; questo studio dimostra una diminuzione del 84% del tasso di mortalità grazie al trattamento medicamentoso anti-VIH. Nell’ambito di uno studio sulla tubercolosi multi resistente, un gruppo di ricercatori europei è riuscito a mettere a punto un test rapido e senza coltura che consente di predire la resistenza alle medicine.

Agricoltura e pesca : Un progetto comunitario ha portato alla creazione di un procedimento di fabbricazione di pezzi per macchine in polipropilene rinforzato da fibre naturali (lino o lana). Un fabbricante francese di pezzi per automobili ha già intrapreso lo sviluppo dei prodotti e la commercializzazione dei nuovi materiali, derivanti da questo progetto.

Trasporti : Il progetto METARAIL ha consentito la messa a punto di metodi di prova e provato nuovi vagoni di mercanzia poco rumorosi in 4 Stati membri. Si è potuto constatare la possibilità di riduzione del rumore da 50 a 75%. L’UIC (Unione Internazionale delle Ferrovie) si è pronunciata a favore di un accordo volontario destinato a sostituire i ceppi di freno e le ruote di tutto il parco di vagoni mercantili, il che porterà ad una riduzione del 50% del rumore senza aumento dei costi.

Diffusione e sfruttamento dei risultati : Sedici fondi di capitali a rischio sono stati selezionati nel quadro del progetto pilota I-TEC 1. Questi rappresentano una capacità globale d’investimento di circa 770 milioni di euro, di quali 291 milioni sono dedicati alla fase di lancio per dei progetti tecnologicamente innovatori. Un anno dopo la creazione de I-TEC, i 7 primi fondi costituiti hanno investito 16,7 milioni di euro in 25 ditte dove sono impiegate più di 150 persone.

Formazione e mobilità dei ricercatori : Una rete nel settore della dinamica non- lineare ha ottenuto, oltre il successo scientifico, dei risultati notevoli in termini di prospettive di carriera per i giovani ricercatori in fase di formazione. Nel corso dei due primi anni di contratto, questa rete ha garantito la formazione di 30 giovani ricercatori dei quali circa la metà ha già ottenuto impieghi stabili, mentre gran parte di quelli che fanno ancora parte della rete affermano avere già ricevuto offerte di lavoro.

Centro Comune di Ricerca (CCR) : I nuovi problemi sanitari richiedono un tempo di reazione rapido e preciso. Il CCR ha validato i metodi analitici di rilevamento di OGM (Organismi geneticamente modificati) negli alimenti e fornito i materiali di riferimento necessari per la realizzazione delle prove. Si tratta dei primi risultati che vengono a sostenere la regolamentazione relativa a numerosi alimenti, la quale esige la classificazione tramite un’etichettaggio degli alimenti contenenti degli OGM.

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COMUNICATI STAMPA | COMUNICATI STAMPA DI 1999 | 17.02.2000