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Bruxelles, 15 novembre 1999

Scienza e sport: l'Unione e il CIO imprimono un nuovo slancio alla lotta contro il doping

Parole chiave: doping, ricerca, sport, frode

Migliorare i metodi di rivelazione dei vari tipi di doping tra gli sportivi dilettanti ed i professionisti, rafforzare la cooperazione ed il controllo dei laboratori anti-doping, formare più adeguatamente le persone coinvolte nella lotta contro il doping: queste sono alcune delle conclusioni di una relazione trasmessa oggi dal Comitato internazionale olimpico (CIO) alla Commissione.

Questa mattina, infatti, Philippe Busquin, Commissario responsabile della ricerca, ha ricevuto ufficialmente dalle mani del principe Alexandre de Mérode, presidente del Comitato internazionale olimpico, una relazione intitolata «Armonizzazione dei metodi e delle misure di lotta contro il doping nello sport». Philippe Busquin ha dichiarato in proposito: «Il messaggio della relazione è estremamente chiaro: il progresso scientifico e tecnico costituisce la punta di diamante della lotta anti-doping nello sport. L'Unione invita a rafforzare e coordinare le attività di ricerca tra il movimento sportivo e le autorità pubbliche ed auspica l'istituzione di un quadro legislativo armonizzato.»

Questa relazione, il cui riassunto figura in allegato, è il risultato del progetto di ricerca «Hardop», finanziato dall'Unione europea dal 1998 a concorrenza di 180000 euro.

Ricerche sul doping

La ricerca costituisce uno strumento fondamentale della lotta anti-doping, in particolare per le due ragioni seguenti:

Queste attività di ricerca si iscrivono nell'ambito del mandato affidato alla Commissione in occasione del Consiglio europeo di Vienna (dicembre 1998) ai fini del coordinamento della posizione degli Stati membri nella lotta contro il doping.

Si inseriscono in un contesto particolarmente complesso, viste soprattutto la varietà delle discipline sportive, le pratiche internazionali e l'assenza di un'armonizzazione legislativa da un paese all'altro. La definizione stessa di doping può, infatti, variare da un paese all'altro, da una disciplina all'altra e anche in seno alla stessa disciplina (a seconda, ad esempio, che sia praticata da professionisti o no). Questa complessa situazione ha, tuttavia, dato origine ad una volontà politica europea: la volontà di cooperare - e persino di armonizzare - la strategia degli Stati membri contro questa piaga.

Prima della riunione che si conclude oggi, si sono svolti altri tre seminari che hanno consentito di:

Per ottenere ulteriori informazioni, rivolgersi a:

Eddie Maier
Responsabile scientifico, DG Ricerca
Fax:+32-2-295.82.20
E-mail: eddie.maier@ec.europa.eu

Michel Claessens
Unità Comunicazione, DG Ricerca
Fax:+32-2-295.82.20
E-mail: michel.claessens@ec.europa.eu

Per ottenere ulteriori informazioni :

Report (PDF-file): hardop-en.pdf (765 Kb)

Sport and the European Union - Joining forces against doping
Prevention of drug dependence


Riassunto della relazione "Hardop"

Armonizzazione dei metodi e delle misure di lotta contro il doping nello sport

Sotto l'egida del Comitato internazionale olimpico e dell'Unione europea, il progetto HARDOP è stato realizzato nel periodo 1998-1999. L'obiettivo principale era di individuare le esigenze della ricerca ai fini della lotta anti-doping nello sport. Per analizzare a fondo questa problematica, sono stati consultati tutti gli operatori coinvolti - rappresentanti degli enti sportivi, atleti, responsabili di laboratori, medici, giornalisti, ecc. L'organizzazione di tre seminari di discussione e l'elaborazione di questionari mirati hanno consentito di precisare - sia sul piano strutturale che a livello scientifico - le priorità di una cooperazione internazionale in questo settore.

La scarsa collaborazione tra i vari operatori interessati e l'assenza di armonizzazione (legislazione, atteggiamento delle autorità sportive, tecniche di controllo dei laboratori...) rappresentano, infatti, la sfida fondamentale per coloro che intendono debellare il doping sportivo. La collaborazione e armonizzazione in questione non possono produrre risultati positivi senza la creazione di un organismo centrale, responsabile a livello internazionale della lotta anti-doping, che sarebbe affiancato da un laboratorio di riferimento.

Questo organismo centrale dovrebbe svolgere un ruolo centrale sul piano della ricerca, in un settore in cui le sostanze dopanti sempre più sofisticate richiedono nuove tecniche di rivelazione. Interfaccia tra i laboratori specializzati, loro organo di accreditamento incaricato di proporre regole comuni, (materiali di riferimento e sostanze certificate, prove, controlli di qualità, ecc.), questo organo costituirebbe un elemento chiave dell'armonizzazione delle procedure e dei criteri - senza i quali il controllo delle sostanze dopanti resterà sempre aleatorio.

Sul piano della ricerca, questo organismo centrale contribuirà inoltre a rafforzare il controllo scientifico e tecnologico che consentirà, già nella ricerca di base e in collaborazione con l'industria, di anticipare i preoccupanti "progressi" delle sostanze utilizzate.

Quest'organismo sarà anche un interlocutore riconosciuto degli altri soggetti coinvolti nel problema del doping - autorità pubbliche (in particolare sul piano dell'armonizzazione delle legislazioni), giustizia, autorità doganali e di polizia, federazioni sportive e agevolerà la cooperazione tra questi interlocutori. Fungerà inoltre da motore per rafforzare la formazione (anche dei medici) e la divulgazione delle informazioni - due settori attualmente caratterizzati da molteplici carenze, in particolare nel mondo degli atleti, dei media e dell'istruzione.

La questione del doping sportivo - riflesso di un problema sociale molto più vasto - si inserisce tra le priorità del Quinto programma quadro dell'Unione europea che intende favorire le ricerche che corrispondono alle problematiche che maggiormente preoccupano i cittadini europei. Le priorità evidenziate dai partecipanti al progetto riguardano la ricerca medica (effetti del doping sulla salute, nuove tecniche di misurazione delle sostanze dopanti, formazione e informazione) e l'individuazione scientifica delle frodi (metodi e strumenti di misura, materiali e sostanze di riferimento). Questi tipi di ricerca si inseriscono nei due programmi tematici "Qualità della vita e gestione delle risorse biologiche" e "Crescita competitiva e sostenibile". I progetti di ricerca europei, finanziati dall'Unione, potrebbero costituire lo strumento fondamentale della lotta contro il doping sportivo - e, più in generale, contro il fenomeno preoccupante di cui il doping è solo uno dei riflessi.

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