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Bruxelles, 19 ottobre 1998

Crescente interesse delle PMI europee per
i programmi di ricerca comunitari

Parole chiave: PMI; CRAFT.

Nel periodo 1994-1998, oltre 12.000 PMI hanno partecipato ai programmi di ricerca dell'Unione europea (il doppio rispetto al passato). Secondo uno studio della Commissione appena pubblicato [1], le PMI, che in due casi su tre erano alla prima esperienza nel campo della ricerca, si dichiarano estremamente soddisfatte della loro partecipazione ai programmi comunitari e citano tra i maggiori vantaggi ottenuti la nascita di partenariati internazionali, lo sviluppo di nuovi prodotti o processi, l'accesso a tecnologie di punta e la possibilità di mettere a frutto le proprie conoscenze. Lo studio dimostra anche che le PMI sono attirate dai programmi di ricerca internazionali più che da quelli pubblici nazionali.

Lo studio rivela alcuni altri interessanti dettagli:

La maggiore presenza delle PMI nei programmi di ricerca nel periodo 1995-1998 si deve in buona parte alle misure specifiche adottate per agevolarne la partecipazione, e in particolare:

Tra il 1995 e il 1998, oltre 2.700 PMI hanno beneficiato di un "contributo alla fase esplorativa" e 4.300 hanno partecipato a "progetti di ricerca in cooperazione". Indipendentemente dalle misure specifiche, circa 5.000 PMI hanno preso parte a progetti comunitari di ricerca, il 32% del totale delle aziende che partecipano attualmente ad azioni di questo tipo (azioni a costi ripartiti).

Nel nuovo programma quadro di ricerca (1999-2002), la Commissione ha proposto di mantenere le misure speciali a favore delle PMI e intende inoltre creare uno sportello unico, cui le PMI potranno rivolgersi per chiarimenti e proposte.

Per saperne di più:

Punto di contatto: E-mail: sme-helpdesk@ec.europa.eu; fax +32-2-295.71.10

Per ulteriori informazioni:

Robert-Jan H.M. Smits
Unità di coordinamento delle PMI, DG XII
Fax: +32.2.295.43.61
E-mail: robert-jan.smits@ec.europa.eu

Michel Claessens
Unità Comunicazione, DG XII
Fax: +32-2-295.82.20
E-mail: michel.claessens@ec.europa.eu

[1] "SME Participation in the Fourth Framework Programme for Research and Technological Development" - VETICA Oy, in consortium with Yellow Window NV and Zenit GmbH. [Veda all'inizio della pagina]

Esempi di progetti di ricerca comunitari cui partecipano le PMI

Dalla tecnologia alla creazione d'occupazione

Nature's Best, una PMI irlandese, si occupa dal 1995 di coltura automatizzata di germi di soia e si è poi specializzata nella produzione di legumi pretagliati o preparati. In collaborazione con altre PMI europee ha partecipato a un programma comunitario per sviluppare un "bioimballaggio", una materia plastica a base di fibre di cereali. I risultati ottenuti hanno permesso alla PMI irlandese di entrare sul mercato europeo e di passare dai pochi dipendenti del 1985 ai 210 attuali.

Sistemi digitali per calzature

Le scarpe ortopediche sono utilizzate con sempre maggior frequenza per aumentare il comfort degli anziani o delle persone disabili. Nel quadro di un progetto di ricerca in cooperazione, 4 PMI di differenti paesi dell'Unione hanno creato una nuova società, con sede in Francia, per commercializzare un sistema flessibile e trasportabile per la produzione di calzature (composto da un dispositivo di digitalizzazione e un apparato CAD-CAM). Un maggior numero di persone sarà così in grado di acquistare, in modo rapido ed economico, calzature su misura.

Contro la caduta dei rivestimenti in marmo

Nel quadro di un progetto di ricerca in cooperazione, 7 PMI (tutte attive nel settore dell'estrazione o della commercializzazione di pietre da costruzione) di 3 differenti paesi dell'Unione hanno chiesto a un istituto di ricerche austriaco di stabilire le cause del degrado delle lastre di marmo che abbelliscono numerosi edifici moderni; le piastre si deformano e si staccano dopo alcuni anni, obbligando a costosi lavori di riparazione. I risultati della ricerca hanno dimostrato che le lastre si deformano a velocità differenti e in funzione dell'esposizione e hanno permesso alle 7 PMI di scegliere i test da condurre sul marmo prima dell'estrazione, in modo da poterne modificare il taglio e il montaggio per evitare l'inconveniente.

Circuiti tossici

I dispositivi elettronici fuori uso sono un'importante fonte d'inquinamento. Nel quadro di un progetto di ricerca in cooperazione, un'università tedesca e 6 PMI di 3 differenti paesi dell'Unione hanno messo a punto un processo automatico per riciclare le proprie componenti elettroniche, che identifica e recupera gli elementi riutilizzabili eliminando al tempo stesso i rifiuti tossici.

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Comunicati stampa - in inglese | Comunicati stampa - 1998 | 08.02.2000