I
fatti
L'automobile
è di gran lunga il mezzo di trasporto più pericoloso:
mentre ogni anno meno di 1000 persone muoiono in incidenti
ferroviari, sulle strade europee si contano (cifre del 1996) 42.000
morti e 1,7 milioni di feriti. È una vera e propria strage: come
se ogni anno un'intera cittadina fosse cancellata dalla carta geografica
Sono cifre che fanno venire i brividi, ma qualche segnale positivo c'è:
malgrado il continuo aumento del traffico, si osserva una diminuzione
- certo ancora insufficiente - del numero di vittime della strada nell'Unione
europea: tra il 1991 e il 1997 il numero dei morti in Europa è
diminuito del 22% e quello dei feriti del 9%.
Naturalmente, le statistiche variano fortemente da paese a paese: per
ogni milione di abitante, gli incidenti mortali sono quattro volte maggiori
in Portogallo che nel Regno Unito,
a riprova del fatto che a diverse politiche corrisponde un grado diverso
di sicurezza stradale e che la fatalità non c'entra affatto.
Risultati ancora migliori potrebbero essere inoltre ottenuti: si pensa
ad esempio che riducendo del 5% la velocità media sulla rete
stradale europea si risparmierebbero 11.000 morti all'anno. Analogamente,
l'uso sistematico delle cinture di sicurezza, anteriori e posteriori,
permetterebbe di salvare oltre 8000 vite umane all'anno.
Le
azioni
Molto
intense nel settore della sicurezza stradale, le ricerche condotte a
livello europeo si imperniano su tre grandi obiettivi. Il primo, quello
della sicurezza attiva, mira ad impedire che gli incidenti si verifichino;
si tratta innanzitutto di incoraggiare una guida ragionevole e adatta
alle circostanze. Alcuni progetti hanno per esempio permesso di sviluppare
sistemi tecnici per limitare la velocità al volante o per rilevare
efficacemente l'assunzione di farmaci o alcool; altri si prefiggono
di dotare la polizia di equipaggiamenti di punta, che consentono una
migliore individuazione delle infrazioni.
Un secondo gruppo di ricerche europee cerca di ridurre la gravità
degli incidenti mediante il potenziamento degli equipaggiamenti di sicurezza
nelle automobili, il miglioramento della qualità delle infrastrutture
stradali e la progettazione di sistemi di gestione integrata della sicurezza
in ambiente urbano.
Ma per poter mettere a punto le politiche opportune, è anche
necessario che i responsabili del processo decisionale siano in grado
di basarsi su dati precisi e realmente confrontabili da paese a paese.
La compilazione di tali statistiche costituisce una terza sfida per
la ricerca europea.
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Il pericolo dei farmaci
Un numero sempre maggiore di automobilisti si mette al volante sotto
l'effetto di farmaci o stupefacenti, causando sempre più incidenti.
Come può la polizia individuare in modo affidabile queste infrazioni?
L'esame delle urine è il modo più preciso, ma non certo
il più facile da applicare. Il progetto ROSITA, coordinato
dall'Università di Gand (Belgio), riunisce partner di otto
paesi europei nell'intento di sviluppare un sistema di rilevamento
più pratico .
Manichini biofedeli
Le collisioni frontali sono di gran lunga le più pericolose.
Per arginarne i danni, i costruttori cercano di potenziare la sicurezza
dei veicoli in diversi punti, ad esempio installando gli airbag. Per
individuare con precisione dove si debba intervenire, si fa ricorso
a prove d'urto con a bordo dei manichini. Il progetto europeo di ricerca
ADRIA, coordinato dall'istituto olandese TNO, si prefigge di mettere
a punto una nuova generazione di manichini biofedeli, che consentano
di ottenere risultati migliori.
Cantieri poco sicuri
I cantieri stradali e coloro che vi
lavorano sono talvolta mal segnalati o mal protetti. Provocano spesso
bruschi rallentamenti, a loro volta possibile causa di incidenti. Il
progetto ARROWS, con base ad Atene, mira a stabilire a livello europeo
una tipologia di misure da prendere per rendere più sicuri questi
cantieri, in modo da proteggere sia la vita degli automobilisti che
quella degli addetti.

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