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Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza
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Compiti principali

Tre compiti principali

Una delle applicazioni fondamentali del GMES consiste nel contribuire alla comprensione approfondita del cambiamento globale, rendendo possibile fornire dati e convalidare modelli relativi a fenomeni come "El Niño" e il ciclo del carbonio. Esso, inoltre, darà slancio allo studio dei vari processi che aggravano la situazione dell’ambiente, in particolare la crescita delle aree urbane e industriali.

L’Europa in testa

Envisat, il più grande satellite di osservazione terrestre mai costruito, e componente essenziale del GMES, è stato messo in orbita il 1° marzo 2002. Orbiterà intorno alla Terra 14 volte al giorno e utilizzerà gli strumenti di bordo per raccogliere dati sull’inquinamento ambientale e sul cambiamento climatico. Envisat avrà il compito di misurare e analizzare i gas a effetto serra, individuare chi inquina, osservare le correnti oceaniche e sorvegliare i buchi nello strato di ozono sovrastanti l’Antartide e l’Artide.


Incendi boschivi

Nella zona mediterranea dell’Ue, oltre cinquecentomila ettari di bosco sono distrutti ogni anno da incendi, provocando spesso danni irreversibili a fragili ecosistemi. Nell’ambito dell’azione comunitaria per la protezione delle foreste contro gli incendi, il Centro comune di ricerca fornisce ai servizi forestali affidabili carte di previsione antincendio basate su immagini satellitari aggiornate. Ciò consente di attuare idonee strategie preventive, tra cui l’impiego di risorse aeree, meccaniche e umane.


Un secondo compito è collegato alla dimensione della sicurezza civile: gli enti preposti alla protezione civile e alla pianificazione urbana sono grandi utenti dei sistemi di osservazione, che permettono di valutare e prevenire catastrofi e disastri d’origine umana o naturale.

La gestione di crisi è un’altra area importante in cui il GMES può dare un valido contributo. Nella "Comunicazione della Commissione sulla prevenzione dei conflitti" si osserva che il degrado ambientale e la competizione per le risorse naturali costituiscono una fonte di tensione che può condurre a conflitti civili e internazionali. La capacità dell’Europa a svolgere una parte positiva nella prevenzione dei conflitti dipenderà dalla sua capacità di prevedere e anticipare tali situazioni. In questo senso il GMES contribuirà anche alla politica comune per la difesa e la sicurezza, conformemente ai cosiddetti obiettivi ’Petersberg’.

Per il periodo iniziale dei lavori, sono state assegnate nove priorità tematiche:

  • Monitoraggio regionale europeo: cambiamento della copertura del terreno in Europa, e sollecitazione sull’ambiente in Europa;

  • Monitoraggio globale: vegetazione, atmosfera e oceani a livello globale;

  • Sicurezza ambientale: sostegno degli aiuti allo sviluppo, sistemi per la gestione del rischio, sistemi per la gestione di crisi e aiuti umanitari; e

  • Azioni di sostegno orizzontali: sistemi di gestione di dati e informazioni di riferimento, e contributo allo sviluppo dell’infrastruttura europea di dati spaziali.

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