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La ricerca al servizio delle persone disabili
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L'impostazione europea

Inversione di tendenza

Negli ultimi 50 anni i cittadini europei disabili o anziani hanno usufruito degli enormi progressi della scienza e della tecnologia. In risposta alla domanda del mercato sono state messe a punto attrezzature specializzate - spesso a cura di piccole e medie imprese - destinate ad alleviare molti dei problemi che si accompagnano al deterioramento delle capacità funzionali.

Più di recente, la ricerca e sviluppo tecnologico europea dedicata alle tecnologie assistive è diventata un campo chiaramente definito, dotato di identità propria. Di importanza determinante per questo sviluppo è stata l'”iniziativa tecnologica comunitaria a favore dei disabili e degli anziani”, che ha operato tra il 1992 e il 1994. In seguito, con l'inserimento nei Programmi quadro (PQ) della ricerca, il settore ha ricevuto un valido impulso. Per esempio, nel quarto PQ (1994-1998), è stata creata una sezione speciale per i disabili e gli anziani nel programma “applicazioni telematiche”.

Ma è stato nel quinto PQ (1998-2002), con l'introduzione del programma “Tecnologie della società dell'informazione” (IST) che le applicazioni informatiche per le persone disabili e per gli anziani hanno ampliato il raggio d'azione. Nel 2002, l'arrivo del Sesto programma quadro, o 6PQ, ha introdotto un concetto nuovo per le IST: “eInclusion”.

“Una società aperta e accessibile a tutti”

È questa la strategia di base dell'UE nei confronti della disabilità. Essa si focalizza sull'aumento della cooperazione tra Commissione e Stati membri, la promozione della piena partecipazione delle persone disabili e la ricerca dei modi per integrare la disabilità nella formulazione delle politiche. I regolamenti e le norme riguardanti tutti gli aspetti della vita devono essere adattati per raggiungere questo traguardo. Il Quadro normativo per le comunicazioni elettroniche è un esempio importante del modo in cui l'UE sta adattando il quadro giuridico per favorire l'inclusione di tutti i cittadini.

A livello politico, il 6PQ e lo Spazio europeo della ricerca hanno attribuito un valore significativo a numerose iniziative: eEurope, eInclusion e eAccessibility. La “e” sottolinea l'importanza della tecnologia elettronica nell'aprire le possibilità per le persone disabili e per gli anziani.

Quadro normativo sulle comunicazioni elettroniche

Questo quadro normativo, adottato il 7 marzo 2002, si compone di sei direttive. La necessità di considerare gli utenti disabili è citata in molti punti ed ha portato alla creazione del gruppo INCOM (Inclusive Communications). Insieme con il gruppo di esperti eAccessibility, esso seguirà e guiderà l'attuazione di politiche, regolamenti e ricerche, specialmente con riferimento allo sviluppo della progettazione per tutti e delle tecnologie assistive.


Forum europeo della disabilità (EDF)

L'EDF è un'organizzazione europea ombrello che rappresenta 70 organizzazioni non governative europee, 17 consigli nazionali e 37 milioni di cittadini disabili di tutti i paesi dell'UE e della European Economic Association. Il suo compito principale consiste nel far progredire i diritti umani delle persone disabili e nel promuovere le pari opportunità negli istituti UE e negli Stati membri.
 

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Le bacheche elettroniche accessibili via Internet rendono molto più semplice la ricerca di informazioni.
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