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Linee generali
Malattia significa povertà. Oggi più
che mai la malattia è un ostacolo allo sviluppo economico.
Le malattie trasmissibili costituiscono il 60 % delle malattie dei
paesi in via di sviluppo. Le più letali tra queste sono l'Aids,
la tubercolosi (TBC) e la malaria. Queste malattie, benché
possano essere prevenute e/o curate, causano la morte di circa 5
milioni di persone all'anno.
La Commissione, tramite il Quinto programma quadro,
investe somme sempre più cospicue nella ricerca destinata
a queste malattie. Per il periodo 1999-2002, sono stati stanziati
circa 130 milioni di euro per la ricerca su Aids, TBC e malaria.
In seguito alla decisione del vertice del G8
di Okinawa (luglio 2000) di intensificare l'azione contro queste
malattie, l'UE sta operando attualmente in tre settori principali:
ottimizzare le attività esistenti nei paesi in via di sviluppo;
rendere più accessibili, dal punto di vista economico, i
farmaci fondamentali; investire nella ricerca dedicata a nuovi farmaci
e vaccini.
Per rafforzare il sostegno alla R&S occorrono
partenariati innovativi (in particolare con l'industria) e un coordinamento
più efficace.
La comunità scientifica europea sta già operando con
l'industria dei vaccini nell'ambito di una collaborazione internazionale
senza precedenti. Ma occorre un migliore coordinamento per espandere
ulteriormente la R&S, per accettare un maggiore livello di rischio
negli investimenti, e per passare dalla sperimentazione seriale
a quella parallela dei farmaci e vaccini in fase di preparazione.
Sotto tutti i punti di vista, la recente iniziativa della Commissione
volta a creare uno Spazio europeo della ricerca offre l'occasione
ideale per migliorare i programmi di ricerca e le attività
intraprese dagli Stati membri.
Questa strategia a lungo termine dovrebbe permettere
all'UE di contribuire a far fronte al grave problema delle malattie
legate alla povertà, lottando contro la diffusione delle
epidemie e riducendo i danni di Aids, tubercolosi e malaria nei
paesi in via di sviluppo.
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