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Cosa fa l'Europa?

L'avvelenamento del nostro mondo

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Graphic elementI fatti

L'avvelenamento del nostro mondoCon l'aumento della popolazione umana è aumentata anche la produzione dei rifiuti. I rifiuti dell'attività umana e di altro tipo inquinano i mari vicino alle spiagge meta dei turisti e alterano il delicato equilibrio della natura. Nel migliore dei casi ciò provoca sgradevoli fioriture di alghe e, nel caso peggiore, aumenta il rischio di malattie. I siti di discarica pieni di rifiuti domestici rilasciano metano nell'atmosfera. L'eccesso di fertilizzanti usati dagli agricoltori per rispondere alla crescente domanda di prodotti alimentari finisce nei fiumi. Le automobili, i treni e gli aerei ci permettono la mobilità ma producono gas di scarico nocivi. L'industria moderna rilascia una grande varietà di effluenti nel terreno, nell'acqua e nell'atmosfera. Alcuni effluenti non sono pericolosi ma altri hanno avuto a livello mondiale effetti pericolosi che non erano stati previsti. Ad esempio i composti di cloro come i CFC hanno distrutto grandi parti dello strato di ozono che protegge la vita sulla Terra dalle radiazioni ultraviolette nocive del sole.

Graphic elementLe azioni

L'avvelenamento del nostro mondoI programmi di ricerca dell'UE stanno affrontando con successo, come già hanno fatto negli ultimi 20 anni, i problemi dell'inquinamento. Alcuni progetti stanno sviluppando nuovi strumenti e metodi di monitoraggio per aiutare i ricercatori ad esplorare gli effetti complessi degli inquinanti sui sistemi viventi naturali. Altri progetti cercano di trovare soluzioni per riparare i danni già apportati agli ecosistemi fragili e altri ancora cercano di sviluppare tecnologie nuove e alternative per prevenire un ulteriore degrado dell'ambiente.
L'Europa sta svolgendo un ruolo pioniere per capire in che modo gli inquinanti incidano sull'ambiente mondiale. Lo studio della chimica della distruzione dell'ozono è altamente prioritario. Malgrado i riusciti sforzi internazionali per ridurre l'uso di composti di cloro come i CFC a partire dagli anni '80, alcuni studi europei in corso sull'alta atmosfera sopra i poli mostrano che il processo di distruzione dell'ozono continua. Gruppi europei collaborano per spiegare questa tendenza preoccupante e trovare soluzioni per fermarla.

Capire il buco dell'ozono
I principali progetti di ricerca europei sulla distruzione dell'ozono si sono avvalsi di un aereo d'alta quota precedentemente utilizzato per lo spionaggio e di palloni meteorologici per studiare gli effetti dei CFC e di altre sostanze che riducono l'ozono negli strati superiori dell'atmosfera. I primi studi indicano perdite del 40-50%. L'ultima campagna di misure THESEO mostra che le temperature molto basse nelle regioni polari hanno provocato perdite enormi di ozono, il che spiega l'aumento del buco dell'ozono negli inverni rigidi.

L'avvelenamento del nostro mondo

Simulare la chimica dell'aria che respiriamo
Negli strati bassi dell'atmosfera, ossia l'aria che respiriamo, le emissioni degli autoveicoli e dell'industria creano con frequenza concentrazioni di ozono che provocano gravi problemi per la salute umana. Il laboratorio EUPHORE in Spagna è una struttura europea unica dove i ricercatori possono simulare la complessità delle reazioni chimiche che avvengono nell'atmosfera.

Il lungo recupero di un mare ultrainquinato
Da decenni la parte nordoccidentale del Mar Nero è stata fortemente contaminata dall'apporto di grandi fiumi come il Danubio. I ricercatori del progetto EROS stanno monitorando il recupero degli ecosistemi marini naturali ora che è stato ridotto l'inquinamento in entrata.

L'avvelenamento del nostro mondo

I laghi di montagna rispecchiano i cambiamenti mondiali

Dato che i laghi di montagna sono relativamente ben protetti dagli effetti diretti dell'attività umana, i ricercatori li usano per monitorare l'ambiente mondiale. I cambiamenti nella biologia e nella chimica di queste acque "rispecchiano" rapidamente tracce di inquinanti nella troposfera superiore e cambiamenti climatici.

 
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