I
fatti
Le
previsioni sul riscaldamento mondiale variano. Nell'ipotesi migliore,
se si riducono le emissioni e la capacità naturale della Terra
riesce ad assorbire l'aumento del gas ad effetto serra, entro il 2100
la temperatura potrebbe salire di 1°C e, nell'ipotesi peggiore,
di 3,5°C.
Questo aumento non sembra drammatico, ma da studi sull'evoluzione in
passato del clima sulla Terra si sa che il ritmo di aumento della temperatura
è molto rapido. Gli effetti di qualsiasi aumento potrebbero essere
gravi a livello mondiale. Non tutte le regioni registrerebbero le stesse
variazioni. Alcune potrebbero diventare più calde e trasformarsi
in deserti mentre altre - probabilmente le regioni dell'Europa settentrionale
- potrebbero diventare molto fredde.
Le
azioni
Un
grande obiettivo della ricerca europea è migliorare modelli per
prevedere come il cambiamento ambientale mondiale influenzerà
le varie regioni del pianeta. Non viene trascurato alcun indirizzo di
ricerca. I ricercatori stanno esaminando campioni di ghiaccio e di sedimenti
per capire l'evoluzione del clima terrestre in passato. I campioni dei
secoli successivi all'ultima glaciazione forniscono importanti elementi
per capire i potenziali effetti del riscaldamento mondiale. È
anche importante studiare l'andamento della circolazione oceanica. Bisogna
conoscere meglio le variazioni naturali per poter prevedere in che maniera
l'attività umana può cambiare l'ambiente mondiale.
Diversi progetti esaminano i possibili effetti dei cambiamenti del clima
sulle risorse idriche dell'Europa. I ricercatori europei cercano di
prevedere in che misura il riscaldamento mondiale potrebbe ridurre le
riserve di acque sotterranee in modo che l'UE possa sviluppare politiche
a favore delle aree più vulnerabili.
A livello locale molti progetti monitorano le zone costiere che potrebbero
essere colpite da un innalzamento del livello del mare o da una maggiore
frequenza di forti tempeste. I ricercatori stanno anche studiando i
processi di erosione e desertificazione per cercare di rallentarli.
Affinché tutti questi sforzi siano coronati da successo, bisogna
innanzitutto osservare sistematicamente i parametri critici del cambiamento
mondiale e usarli poi oculatamente in modelli.
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Evitare la desertificazione nella regione del
Mediterraneo
I progetti MEDALUS hanno analizzato come evitare la combinazione complessa
di fattori che porta alla desertificazione, come il disboscamento,
cambiamenti nell'uso del terreno e urbanizzazione, e le loro gravi
conseguenze per il bacino del Mediterraneo, quali la riduzione delle
risorse idriche, inondazioni violente e frane.

Lezioni dalla storia del clima
Bisogna comparare i vari cambiamenti climatici avvenuti sulla Terra
in passato per prevedere le conseguenze dell'attuale riscaldamento mondiale.
Il progetto EPICA ha studiato campioni di ghiaccio dell'Antartide che
hanno fornito dati preziosi sugli ultimi 500.000 anni. Ricercatori di
CLIVAMP stanno esaminando campioni di sedimenti prelevati nel Mediterraneo
per spiegare le variazioni nel tempo dell'andamento della circolazione.
Modellazione dell'evoluzione del clima a livello
regionale
Sulla base delle loro osservazioni, i ricercatori stanno elaborando
modelli sempre più affidabili per mostrare le conseguenze per
le varie regioni d'Europa dei cambiamenti climatici. Minori precipitazioni
nelle pianure dell'Europa centrale significherebbero ad esempio difficoltà
di irrigazione dei raccolti in Ucraina. I paesi alpini come la Svizzera
potrebbero registrare un declino del turismo a causa della mancanza
di neve nei centri di sport invernali. In altre regioni le inondazioni
potrebbero diventare più frequenti. Per poter elaborare politiche
intese a far fronte ai problemi futuri, è fondamentale disporre
di previsioni affidabili.

Rischi legati all'innalzamento del livello del mare
Sono anche usati modelli informatici per prevedere il rischio di innalzamento
del livello del mare in diverse regioni del mondo. I ricercatori europei
prevedono entro il 2100 un innalzamento del livello del mare tra 15
e 95 cm; anche
15 cm avrebbero effetti devastanti su molte regioni costiere.
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