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Spagna
I trasporti ricollegano la periferia

Intervista a Antonio López Corral


La Spagna ha sofferto a lungo per la sua distanza dai grandi centri industriali europei. Nel 1986, al momento dell'adesione all'Unione europea, possedeva un sistema di trasporti poco esteso e mal collegato con le infrastrutture dei paesi vicini. Con l'aiuto del Fondo europeo e del Fondo di coesione, è riuscita a modernizzare ed estendere notevolmente la sua rete stradale e ferroviaria. Oggi, gran parte del paese è interessata al grande progetto di un sistema transeuropeo di trasporti volto a favorire la mobilità nel mercato unico europeo.

Con i suoi 3.600 km di coste bagnate dal Mediterraneo e dall'Atlantico, la sua superficie di circa 500.000 km2 e i suoi 40 milioni di abitanti, la Spagna è uno dei più grandi paesi d'Europa. L'adesione alla Comunità ne ha accelerato la crescita economica, favorita dagli scambi con il resto del continente. Nel 1999 il prodotto interno lordo è aumentato del 3,6%, raggiungendo quasi 600 miliardi di euro.

Il suo sviluppo è tuttavia fortemente rallentato dalla carenza di infrastrutture di trasporto. Rispetto all'estensione del territorio e alla popolazione, la rete stradale spagnola è tra le meno sviluppate in Europa, nonostante un numero di autostrade superiore alla media. Anche la rete ferroviaria è assai meno ampia che nel resto dell'Unione e molto scarse sono pure le linee a doppio binario o elettrificate, che facilitano i trasporti e ne abbreviano i tempi.

Grazie al considerevole sostegno dell'Unione europea (la Spagna è il maggior beneficiario degli aiuti strutturali), negli ultimi dieci anni sono stati compiuti sforzi senza precedenti per ampliare, modernizzare e collegare le infrastrutture di trasporto. Tra le grandi opere realizzate possiamo citare il collegamento "Rías Bajas" tra il centro del paese e la Galizia, l'asse trasversale della Catalogna o ancora, l'autostrada "Guipúzcoa-Navarra" nel nord del paese. Per quanto riguarda le ferrovie, è stato modernizzato l'asse "Alicante-Valenza-Barcellona" e avviato lo studio preliminare per la costruzione della linea ad alta velocità "Madrid-Barcellona-confine francese".


La rete stradale spagnola è tra le meno estese d'Europa, anche se conta un numero di autostrade superiore alla media.

 

A livello locale, è stata estesa la rete metropolitana di Madrid, con una nuova linea verso l'areoporto. La circolazione nei grandi centri urbani è infine migliorata grazie ai raccordi anulari costruiti intorno alla capitale, a Las Palmas e a Gijón.

Per il periodo 2000-2006, la strategia di sviluppo formulata nel quadro dell'Obiettivo 1 prevede ancora un flusso di aiuti regionali per l'ulteriore potenziamento delle reti inter e intraregionali, il collegamento dei sistemi locali alle grandi reti di trasporto europee e la realizzazione di nuove infrastrutture aeroportuali.

Un collegamento rapido fra Madrid, Barcellona e Montpellier

Il progetto TGV Sud è stato avviato nel 1991 per collegare la penisola iberica alla rete ad alta velocità francese e promuovere così i rapporti commerciali tra la Spagna e il resto dell'Europa. Esso prevede la costruzione di nuove linee e l'adattamento di quelle vecchie ai nuovi treni super-rapidi. 1.601 km di ferrovia uniranno Irun, nelle Province basche, a Valladolid, Madrid, Barcellona e Perpignan. Questo immenso cantiere si divide in due parti: quella mediterranea assicura il collegamento con il TGV Parigi-Lione-Marsiglia e quella Atlantica con il TGV Parigi-Bordeaux.

Grazie a questa grande opera, Madrid disterà solo tre ore da Barcellona, invece delle sette attuali. La nuova linea aumenterà inoltre la capacità di trasporto tra le due città.
I lavori, che comportano un investimento complessivo di 10.072 miliardi di euro, dovrebbero essere ultimati nel 2004.


Intervista a Antonio López Corral

Direttore generale della Programmazione economica del Ministero dei lavori pubblici spagnolo


Nella penisola iberica si stanno realizzando molti progetti importanti nel quadro degli investimenti previsti per la rete transeuropea di trasporti (RTE). Qual è il loro stato di avanzamento? E quali opere, previste nel periodo 2000-2006, verranno sovvenzionate dai Fondi strutturali e dal Fondo di coesione?

I due progetti più importanti sono la linea ad alta velocità del sud, che comprende due assi (Madrid-Barcellona-Perpignan-Montpellier e Madrid-Valladolid-Vittoria-Dax) e il corridoio multimodale Spagna-Portogallo. Il 37% degli investimenti previsti per l'alta velocità è già stato destinato al tronco spagnolo Madrid-Figueras, il costo complessivo ammonterà a 7.809 milioni di euro. Nel 2002 verrà inaugurato il tronco Madrid-Saragozza-Lérida ed entro la fine del 2004, il collegamento frontaliero con il tratto Figueras-Perpignan. Sono iniziati inoltre i lavori per il tronco Madrid-Valladolid. Il collegamento stradale con il Portogallo, che avrà un costo globale di 700 milioni di euro, è in fase molto avanzata nella parte nord, tra Verin e la frontiera portoghese.

Quale effetto avrà sugli scambi commerciali l'apertura dei corridoi verso la Francia e il Portogallo?

Poichè l'interconnessione fra le reti crea sinergie e abbatte l'ostacolo della frontiera, questo favorirà l'integrazione economica che, a sua volta, stimolerà il traffico.

Ciò andrà a vantaggio anche delle regioni più lontane, come la Galizia e l'Andalusia?

Il tracciato dell'alta velocità prevede un collegamento con la Galizia lungo l'asse Madrid-Dax. Quanto all'Andalusia, la linea superveloce Madrid-Siviglia verrà estesa fino a Malaga, Cadice e Huelva. E' stato ultimato il tronco autostradale Siviglia-Rosal de la Frontera. In linea generale, la nostra adesione all'Unione europea ci ha consentito di correggere gli squilibri tra le diverse regioni. Per esempio, grazie al tracciato geometrico delle nuove superstrade e autostrade, gli indicatori di densità stradale e di qualità mostrano un incremento in termini di convergenza più rapido della media nazionale.

In quale misura le regioni partecipano all'elaborazione dei progetti nazionali?

Il forte decentramento delle competenze amministrative che caratterizza il sistema spagnolo impone una concertazione permanente a livello nazionale per assicurare il coordinamento dei progetti. Il controllo del 43% della rete stradale interurbana spetta agli enti regionali e l'85% all'insieme delle amministrazioni territoriali, dopo l'inserimento della rete provinciale dipendente dai Consigli provinciali ("Diputaciones Provinciales"). Quanto all'impiego dei fondi dell'UE, un terzo è assegnato alle regioni.

E' previsto uno sviluppo dei porti marittimi spagnoli nella prospettiva di una loro integrazione nella rete transeuropea di trasporti?

L'incremento del traffico marittimo costiero è uno dei principali obiettivi della politica di sviluppo dei nostri porti. Il 36% degli investimenti in questo settore è destinato alla costruzione di banchine e di posti di ormeggio e il 35% a impianti di protezione e segnalazione e a opere di sistemazione degli accessi marittimi. Il rimanente verrà impiegato soprattutto per gli accessi terrestri o per costruire reti di telecomunicazione.

Quali iniziative ha preso la Spagna per integrare le reti e potenziare l'intermodalità?

Lungo la principale arteria stradale di Madrid si sta costruendo una stazione della metropolitana dove saranno registrati i bagagli dei viaggiatori dell'areoporto di Barajas. Ma per tornare ai porti, tutto il nostro programma di sviluppo si fonda proprio sul principio dell'intermodalità con le reti stradali a grande capacità e con la rete ferroviaria. Diamo così priorità alla continuità della rete di trasporti per accrescere la competitività del sistema portuale nel suo insieme e ridurre i costi della loro concatenazione.


 

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