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Interview : Konstantinos Hatzidakis

La politica regionale al Parlamento Europeo

 

Konstantinos Hatzidakis
Konstantinos Hatzidakis, presidente della commissione del Parlamento europeo per la politica regionale, i trasporti e il turismo.

 

Attraverso quali meccanismi istituzionali il Parlamento europeo interviene nell'attuazione della politica regionale comunitaria?

Abbiamo la prerogativa della codecisione nell'adozione del regolamento del Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Inoltre, grazie alla facoltà di esprimere un parere conforme, esercitiamo una forte influenza anche sull'adozione del regolamento generale dei Fondi strutturali. L'approvazione del programma Urban, ad esempio, è stata in gran parte il risultato dell'iniziativa del Parlamento, come posso testimoniare personalmente, essendo stato uno dei due relatori nel corso della procedura seguita per l'adozione del regolamento generale.Ma il ruolo del Parlamento non si limita a questo. Abbiamo anche una responsabilità particolare in materia di approvazione del bilancio e voce in capitolo nella designazione dell'autorità di controllo.

Con la Commissione, abbiamo concordato un codice di correttezza grazie al quale riceviamo tutte le informazioni sull'attuazione del regolamento generale dei Fondi strutturali e sulla realizzazione dei programmi. Possiamo influire insomma sull'adozione dei contenuti del regolamento e controllare come viene applicato, sorvegliando l'attività della Commissione.

Gli aiuti alle regioni sono aumentati considerevolmente fra il 1989 e il 1999, ma il bilancio rimarrà stazionario fino al 2006. I 30 miliardi di euro all'anno, stanziati attraverso i Fondi strutturali e il Fondo di coesione saranno sufficienti ad assicurare lo sviluppo delle regioni più svantaggiate?


Gli Stati membri e le regioni economicamente più deboli speravano ovviamente in qualcosa di più. Ma l'aiuto fornito dai Fondi strutturali costituisce comunque un contributo rilevante alla riduzione del divario fra ricchi e poveri. E il problema più importante per chi ne beneficia è quello di utilizzarli in modo efficace, evitando la cattiva gestione o i ritardi nell'attuazione dei programmi.

Lo scorso giugno, Lei ha partecipato alla conferenza della Commissione sulla gestione dei Fondi strutturali. Crede che le proposte di decentramento possano renderla più efficiente?

Penso che le procedure previste dal regolamento precedente fossero eccessivamente complesse. Proprio per questo abbiamo convenuto con la Commissione che bisognava decentrare. Francamente, temo che alcuni degli Stati più piccoli dell'Unione Europea abbiano amministrazioni poco efficienti.

Ma in linea di principio, siamo a favore della semplificazione, del decentramento e di una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei paesi membri.

Il Parlamento europeo controlla regolarmente il meccansimo di funzionamento degli aiuti regionali. A quali conclusioni siete giunti?

La maggior parte degli Stati membri ha presentato i nuovi programmi in ritardo. Quando abbiamo adottato il nuovo regolamento, pensavamo che sarebbero stati avviati all'inizio del 2000. Alcuni programmi sono stati approvati dalla Commissione, ma di fatto partiranno solo quest'anno. Non è la fine del mondo, anche se c'è chiaramente un problema di calendario.

L'allargamento dell'Unione europea metterà a dura prova la sua coesione economica e sociale a causa del ritardato sviluppo di molti paesi candidati a farne parte. Quali conseguenze ne deriveranno per il futuro della politica regionale europea?

Tutti sono chiaramente favorevoli all'allargamento, che in linea di principio è fuori discussione.
Ma è prematuro prendere posizione su ogni aspetto del problema. Nello stesso tempo, molti europarlamentari hanno espresso preoccupazioni sulle sue possibili conseguenze negative per i paesi che beneficiano del Fondo di coesione. L'ingresso di nuovi Stati nell'Unione non deve andare ovviamente a discapito delle regioni più povere dei paesi che già ne fanno parte.

Come presidente della commissione parlamentare per la politica regionale, partecipo al gruppo di lavoro che si occupa delle implicazioni dell'allargamento per la politica di coesione, composto da dieci membri, fra cui l'ex commissario signora Wulf-Mathies. Anche se non si tratta di un gruppo di riflessione formale, è pur sempre una sede di discussione sulle opzioni possibili della politica di coesione dopo l'allargamento.

E' ovvio che gli stanziamenti per la coesione dovranno essere aumentati entro il 2006. Ma non sarebbe saggio attendere fino all'ultimo per decidere cosa fare dopo. Per questo approvo l'iniziativa del commissario Barnier di cominciare la discussione sin da oggi.

Qual è la particolarità dell'Iniziativa Urban rispetto ad altre misure adottate nelle zone urbane o in quelle rurali?

I programmi Urban 1994-1999 hanno trovato un'ampio positivo riscontro nelle regioni, spingendoci a perseverare in questa iniziativa, a fianco di altre misure già messe in atto. Urban II è una delle quattro Iniziative Comunitarie per il periodo 2000-2006. Le altre sono Equal, per le pari opportunità, Leader+ per lo sviluppo rurale e Interreg III per la cooperazione transfrontaliera. Contemporaneamente, verranno incluse nei programmi previsti dagli Obiettivi 1 e 2, misure riguardanti le zone urbane e rurali, con un'impostazione diversa per ciascun caso.
Per quanto concerne gli orientamenti della seconda fase di Urban, abbiamo convenuto con la Commissione di finanziare solo quei programmi che mirano a obiettivi specifici per evitare la dispersione dei fondi disponibili. Le finalità dei nuovi programmi Urban sono abbastanza diverse da quelle di altre misure già sperimentate nel senso che incoraggiano nuove iniziative per rivitalizzare le città.




La politica regionale al Parlamento Europeo

Il Parlamento europeo conta 17 commissioni, ciascuna delle quali ha il compito di preparare i lavori dell'assemblea nel quadro delle proprie competenze. Una di queste, composta da 59 membri e presieduta dal deputato greco Konstantinos Hatzidakis, si occupa specificamente della politica regionale, dei trasporti e del turismo ed esercita un controllo sulla gestione dei Fondi strutturali, del Fondo di coesione e del nuovo Strumento per le politiche sttrutturali di preadesione (ISPA).

Nel 2000, la Commissione ha consultato il Parlamento sugli orientamenti delle nuove Iniziative Comunitarie Interreg (cooperazione tra regioni) e Urban II (sviluppo delle aree urbane in crisi), nonché sui diversi regolamenti di applicazione della legislazione dei Fondi strutturali in materia di informazione, controllo finanziario o spesa.

 


 

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