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«L’accordo sul quadro finanziario pluriennale è il segnale della capacità decisionale dell’Europa»

(19/03/2013)

«L’accordo sul quadro finanziario pluriennale è il segnale della capacità decisionale dell’Europa»

Il Commissario UE Johannes Hahn ha partecipato oggi al dibattito presso il «Comitato REGI» del Parlamento europeo relativo al quadro finanziario pluriennale dell’UE con i deputati UE. L’accordo a livello di SM relativo al quadro finanziario pluriennale rappresenta, proprio in questi giorni, un segnale importante della capacità decisionale dell’Europa nonché un segnale di sicurezza per i mercati, gli investitori privati e i cittadini.

 

Estratti dal suo discorso:

 

Sono molteplici le valutazioni politiche del QFP: aumento evidente, seppure non così elevato come auspicato dalla Commissione, per ricerca e sviluppo, ulteriori strumenti per la lotta alla disoccupazione giovanile e, d’altra parte, finanziamenti minori per regioni o agricoltura.

È importante considerare la circostanza che la composizione del budget sostiene la nuova architettura (regioni in transizione) e che in questo modo è reso possibile il nuovo indirizzo strategico della politica regionale.

Non si può celare che esistono punti, che osservo in maniera critica, che minacciano i nuovi principi focalizzati sui risultati. La regola n+3, per esempio, non sostiene l’idea del Better spending. Mi rammarico inoltre della circostanza che la dotazione finanziaria prevista per la cooperazione territoriale sia stata ridotta; ritengo che sia un segnale sbagliato fare tagli effettivi laddove il valore aggiunto europeo è più visibile! In relazione a ciò il Parlamento, nel corso delle trattative, porrà certamente un sicuro segnale europeista.

L’accordo dei capi di stato e di governo, complessivamente, crea un solido fondamento per le trattative tra Consiglio e Parlamento. Ci occorre una rapida soluzione del problema per non rinviare ancora le ulteriori trattative sulle politiche settoriali e non mettere in pericolo una solida programmazione. Tutti gli SM, inclusa la Croazia, hanno concluso con la Commissione un Partnership Agreement per fissare le cose dal punto di vista formale assicurando ogni sforzo per favorire un passaggio senza soluzioni di continuità tra un periodo e l’altro.

Non mi occorre certamente spiegarvi che la rinuncia al finanziamento pluriennale a favore di un budgeting annuale rappresenterebbe un serio pericolo per la politica regionale. La politica degli investimenti vive della sicurezza dei medesimi!

Ringrazio il Parlamento e vi ringrazio per gli sforzi effettuati nelle trattative a tre, durante le quali molti di voi sono stati direttamente coinvolti, che a mio parere stanno procedendo nella giusta direzione. La speranza di un accordo entro l’estate è certamente giustificata. La Commissione, le mie collaboratrici, i miei collaboratori e io stesso siamo a sempre a vostra disposizione.

Infine desidero menzionare brevemente due punti:

Quota FSE: ci occorre una soluzione rapida e ambiziosa relativamente alla quota minima FSE. Le particolarità delle regioni e degli SM dovranno certamente essere tenute in considerazione e si dovrà garantire la corrispondente flessibilità. Non si potrà tuttavia mettere in discussione l’idea fondamentale.

Concentrazione tematica: serve a imporre obiettivi paneuropei. Concentrazione sugli aspetti associati agli obiettivi di crescita di Europa 2020. Utilizzare la flessibilità per tutto può essere una interpretazione errata; occorre cogliere provvedimenti mirati. In Parlamento ho sempre sostenuto e difeso il principio della concentrazione tematica. Se vogliamo impiegare i mezzi nel modo più efficace dovremo concentrarci su quei (pochi) settori di importanza fondamentale per la crescita e l’occupazione. Nel passato la politica strutturale non era mirata. Vogliamo dimostrare di saper fare meglio.

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