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Dichiarazione del Commissario europeo alla Politica regionale Johannes Hahn sul quadro finanziario pluriennale 2014-2020 a seguito della riunione del Consiglio europeo

(11/02/2013)

Dichiarazione del Commissario europeo alla Politica regionale Johannes Hahn sul quadro finanziario pluriennale 2014-2020 a seguito della riunione del Consiglio europeo

Consapevole della difficoltà delle trattative che si sono appena concluse, posso affermare che l'accordo sul bilancio dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, raggiunto in seno al Consiglio europeo, è stato per me motivo di sollievo. Dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo, possiamo procedere senza indugio con i preparativi per il prossimo periodo di programmazione della politica di coesione. Si tratta di destinare gli investimenti UE alle iniziative che possono contribuire alla soluzione dei problemi più urgenti, come la creazione di posti di lavoro e la ripresa europea, dando certezze agli investitori laddove i nostri sforzi sono sostenuti anche da fondi privati.

La proposta originale della Commissione avrebbe potuto sortire risultati più vantaggiosi per l’Europa ed è chiaro che allo stato attuale sarà più difficile ottenere finanziamenti per tutte le priorità dell’UE indicate nelle nostre proposte. Il budget destinato alla politica di coesione è inferiore a quanto originariamente proposto dalla Commissione, ma i 325 miliardi di euro stanziati per i prossimi sette anni costituiranno comunque un valido supporto per una politica rinnovata: più efficace, più trasparente, più europea e incentrata sulla crescita e la competitività come previsto dalla agenda di Europa 2020. La politica di coesione è la principale strategia di investimento per conseguire gli obiettivi di Europa 2020 per i quali sono impegnato in prima persona. L’accordo conferma altresì i punti principali di ulteriori riforme che dovranno essere attuate per garantire una politica più mirata ed efficiente. In particolare, approvando la nuova categoria di «regioni in transizione» e il principio secondo cui anche le regioni più sviluppate devono poter ricevere fondi adeguati, l’accordo riconosce la necessità di destinare gli investimenti per la crescita e la creazione di posti di lavoro a tutte le regioni dell’UE. Tuttavia, nonostante l’esigenza di un miglioramento nell'impiego dei fondi, alcune clausole di questo accordo rischiano di ritardare gli investimenti più urgenti necessari ad avviare la crescita.

Farò quanto in mio potere per salvaguardare una nuova politica di coesione che guardi al futuro  creando posti di lavoro e investendo nell’innovazione, nella ricerca, nelle piccole e medie imprese e nell’economia a bassa emissione di carbonio. Sono certo che il Parlamento Europeo seguirà la stessa linea facendosi garante di un bilancio in grado di affrontare le sfide attuali e sostenere al contempo ulteriori riforme nella politica di coesione in modo che ogni euro speso possa contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro nelle regioni d’Europa.

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