Un finanziamento dell'UE sostiene l'acquisto di imbarcazioni per soccorrere i migranti in mare

Un cofinanziamento dell'Unione europea ha consentito alla Guardia costiera italiana di acquistare e mettere in funzione due pattugliatori d'altura per soccorrere i migranti in difficoltà mentre tentano di attraversare il Mar Mediterraneo in direzione dell'Europa. In linea con l'agenda europea sulla migrazione, il progetto ha aiutato le autorità a migliorare le misure di soccorso dei migranti. Tutto ciò si inserisce nel contesto dei notevoli aumenti dei flussi migratori via mare dai paesi del nord Africa verso le coste italiane verificatisi negli ultimi anni.

Altri strumenti

 

Entrambe le imbarcazioni acquistate nell'ambito del progetto hanno una capacità massima di circa 600 persone. Ciascuna è equipaggiata con un ponte di volo, una passerella di carico, quattro motoscafi e tutti gli altri equipaggiamenti necessari per svolgere operazioni di ricerca e salvataggio in mare.

Le imbarcazioni sono state usate per missioni di soccorso durante il periodo del progetto finanziato dall'UE nel 2013 e nel 2014 e hanno consentito all'Italia di aumentare la durata delle operazioni di ricerca e salvataggio in volo e in mare di 6 000 ore, soccorrendo così 30 000 persone in più.

Una rotta pericolosa per l'Europa

Fra il 2011 e il 2016, circa 630 000 migranti hanno raggiunto l'Italia attraverso il Mediterraneo centrale. Alcuni sono riusciti a introdursi clandestinamente, mentre altri sono stati soccorsi in mare e portati a riva. Più di 13 000 persone hanno perso la vita tentando la traversata.

In questo contesto, alla fine del 2013 sono state avviate nuove operazioni marittime di sorveglianza nel Mediterraneo centrale, quali l'operazione Mare Nostrum del governo italiano, che ha visto il dispiegamento di risorse nelle zone di ricerca e salvataggio italiane, maltesi e libiche sotto la direzione della Marina italiana. Nel novembre 2014, l'operazione Mare Nostrum è stata sostituita dall'operazione Triton, condotta dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex).

Con la firma dell'accordo UE-Turchia sul ritorno in Turchia dei migranti irregolari presi mentre attraversano il confine fra Turchia e Grecia e la chiusura della rotta dei Balcani occidentali, il Mediterraneo centrale è ora la principale rotta d'entrata per i migranti che arrivano in Europa via mare. Attualmente c'è perciò una necessità ancora maggiore di assistenza umanitaria.

La maggior parte dei migranti che tenta di attraversare il Mediterraneo centrale arriva dall'Africa. I trafficanti spesso li trasportano in gommoni che non sono in grado di affrontare la traversata, lasciando i migranti in balia delle missioni di soccorso.

Un attore fondamentale nelle missioni di soccorso

Insieme alla Marina italiana e alla polizia di frontiera, la Guardia costiera italiana continua a essere uno dei principali attori nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale. Anche l'operazione Triton e la missione anti-trafficanti EUNAVFOR Med Operation Sophia svolgono un ruolo significativo, come d'altra parte fanno le navi mercantili e le organizzazioni non governative.

Una somma complessiva di circa 125 milioni di EUR è stata spesa nell'acquisto dei due pattugliatori d'altura, di cui 94 milioni di EUR provenienti da finanziamenti dell'UE. Il progetto sottolinea l'impegno dell'Europa nel proteggere i diritti umani potenziando la propria capacità di fornire protezione umanitaria alle persone in situazioni disperate.

Investimento complessivo e finanziamenti dell'UE

L'investimento complessivo per il progetto «Acquisto di beni marittimi per le operazioni di soccorso di migranti in mare» è di 125 400 000 EUR, con un contributo da parte del Fondo europeo di sviluppo regionale dell'UE di 94 050 000 EUR, attraverso il programma operativo «Italia: regioni di convergenza» per il periodo di programmazione 2007-2013.

Data proposta

28/08/2017