Una sfida strategica per l’occupazione nel Mediterraneo: il settore nautico consolida i suoi punti di forza grazie alla cooperazione franco-italiana sviluppata attraverso il progetto Serena

«Rafforzare i servizi per l’occupazione e le competenze nel settore della nautica»: sono questi gli obiettivi chiaramente espressi dall’acronimo del progetto franco-italiano Serena.

Altri strumenti

 
Il progetto franco-italiano Serena rafforza il settore nautico e ne sostiene le competenze chiave per il futuro.© Archivio fotografico della Provincia della Spezia Il progetto franco-italiano Serena rafforza il settore nautico e ne sostiene le competenze chiave per il futuro.© Archivio fotografico della Provincia della Spezia

" Il progetto Serena ha mobilitato tre settori: la nautica, i servizi per l’impiego e la formazione professionale, cercando di migliorare i legami esistenti fra di essi per favorire l’occupazione. La dimensione transfrontaliera del progetto ha consentito di riposizionare il mare al cuore delle riflessioni e delle strategie di sviluppo locale di quelle regioni della zona settentrionale del Tirreno facenti parte del Programma marittimo Italia-Francia. "

Olivia Zocco, coordinatrice del progetto Serena, Funzionario Politiche Comunitarie della Provincia della Spezia

Il progetto Serena si pone l’obiettivo di consolidare la cooperazione e l’attrattività del settore nautico nell’area dell’alto Tirreno (Toscana, Sardegna, Liguria e Corsica) e fa leva sulle competenze complementari di queste quattro regioni, favorendo la mobilità transfrontaliera e la creazione di imprese specializzate.

Il progetto è stato sviluppato in tre fasi: analisi del settore, definizione di una metodologia condivisa in materia di formazione professionale e mercato del lavoro e creazione di strumenti comuni in questi ambiti.

La carta transfrontaliera della nautica

L’analisi svolta ha portato all’elaborazione di una «carta frontaliera della nautica» relativa ai diversi aspetti del settore (progettazione e costruzione delle imbarcazioni, navigazione da diporto), alle tendenze che ne caratterizzano lo sviluppo, all’individuazione delle competenze e delle capacità richieste dalle aziende nonché all’identificazione di alcune figure professionali chiave in ciascuna di queste regioni.

Questo approccio ha consentito di sviluppare tre strumenti volti a migliorare l’occupazione e la formazione: un registro comune delle professioni relative al mare, l’elaborazione di standard per la formazione e un software per l’orientamento professionale, volto a favorire l’incontro della domanda e dell’offerta in quanto a occupazione.

I diversi strumenti d’informazione per i giovani, accompagnati da campagne di sensibilizzazione e di comunicazione, hanno peraltro conferito una maggiore visibilità a questo settore dalle molteplici sfaccettature. Il progetto Serena ha valorizzato quelle competenze strettamente correlate al futuro, quali l’innovazione tecnologica (utilizzo della domotica a bordo delle imbarcazioni), l’economia verde (motori a basso livello di emissioni), nonché l’internazionalizzazione del marketing.

Una metodologia comune

I partner del progetto propongono una metodologia di lavoro comune per i servizi di collocamento e la formazione professionale. Hanno pubblicato un «registro comune delle professioni del mare» e un elenco degli «standard per la formazione» che favoriscono la mobilità e l’occupazione. La seconda fase del progetto mira a sviluppare due reti transfrontaliere, offrendo sportelli informativi specializzati e poli di competenze tecniche relative ai segmenti chiave della catena produttiva del settore nautico nella zona dell’alto Tirreno.

Investimento complessivo e contributo dell’UE

L’investimento complessivo per il progetto Serena è pari a 1 500 000 EUR, con un contributo erogato attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) pari a 1 125 000 EUR per il ciclo di programmazione 2007-2013 nell’ambito del Programma operativo transfrontaliero marittimo Italia-Francia.

Data proposta

12/12/2014