Una nuova entità giuridica rafforza le regole ambientali di un parco marino italo-francese

Le Bocche di Bonifacio traggono vantaggio dall’operato di una struttura di cooperazione tra Sardegna e Corsica, che agisce congiuntamente per preservare e valorizzare le risorse naturali e culturali della zona.

Altri strumenti

 
Le Bocche di Bonifacio formano uno stretto internazionale che separa la Corsica dalla Sardegna. © Olivier Bonnenfant/OEC Le Bocche di Bonifacio formano uno stretto internazionale che separa la Corsica dalla Sardegna. © Olivier Bonnenfant/OEC

" Disporre di uno strumento giuridico europeo quale il GECT significa godere di un notevole vantaggio nella gestione di un territorio transfrontaliero, a maggior ragione come nel caso dello stretto internazionale delle Bocche di Bonifacio. Oltre a fornire un quadro formale per la cooperazione, questo strumento consente ai due territori, non più divisi ma uniti dallo stretto, di esprimersi a una sola voce. "

Gianluigi Cancemi, responsabile della missione del GECT Parc marino internazionale delle Bocche di Bonifacio presso l’Ufficio dell’ambiente della Corsica.

L’idea di costituire un parco marino internazionale, apparsa già all’inizio degli anni Novanta, si è concretizzata grazie a un nuovo strumento giuridico, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT). Lo strumento, reso disponibile dall’Unione europea, agevola una stretta collaborazione tra due paesi transfrontalieri, in questo caso la Francia e l’Italia, con lo scopo di attuare una strategia comune in materia di sviluppo sostenibile. L’Ufficio dell’ambiente della Corsica, che amministra le aree protette dell’estremo sud dell’isola, e il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, in Sardegna, sono responsabili della gestione di questo nuovo ente.

Due regioni, un unico spazio marittimo

Le Bocche di Bonifacio sono un ecosistema protetto del bacino del Mediterraneo che ospita circa 3 000 specie animali e vegetali, nonché il 10 % della popolazione mondiale di cormorani. Questo ambiente, con le sue caratteristiche uniche, genera un’attività turistica importante, con circa 1 500 000 presenze in estate. Lo stretto, peraltro, è interessato dal traffico marittimo commerciale (con 3 500 navi mercantili all’anno) e dunque necessità di norme di sicurezza rispettose degli ecosistemi.

Una visione e una gestione condivise

Il parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio beneficia, attualmente, della condivisione delle conoscenze e degli obiettivi dei partner sardi e corsi. Nello specifico, questa sinergia assume forma concreta nei seguenti aspetti :

  • lo svolgimento di attività di monitoraggio scientifico e tecnico, realizzate da équipe comuni, volte a valutare la situazione degli ambienti naturali e artificiali, nonché le tendenze socio-economiche della regione ;
  • un approccio metodologico comune per la gestione delle problematiche ambientali correlate al traffico marittimo e ai rischi di inquinamento ;
  • un’armonizzazione dei metodi di gestione del turismo, in particolare a riguardo dell’impatto della navigazione da diporto sulle specie protette e in merito alla proliferazione dell’alga Caulerpa racemosa ;
  • una politica che favorisce il risparmio energetico, in particolare attraverso l’impiego di energie alternative.

Investimento complessivo e contributo dell’UE

L’investimento complessivo per il progetto del parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio è pari a 1 860 378 EUR, con un contributo erogato attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) pari a 1 395 283 EUR, nell’ambito del Programma operativo transfrontaliero marittimo Italia-Francia, per il periodo di programmazione 2007-2013.

Data proposta

15/07/2015