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Maggiore tutela per chi acquista pacchetti turistici - 10/07/2013

Persone su una spiaggia assolata © UE

Le nuove norme rafforzano i diritti degli europei che optano per un pacchetto turistico tradizionale ed estendono la tutela a coloro che creano il proprio pacchetto scegliendone le varie componenti.

Sono ormai lontani i tempi in cui tutti si rivolgevano ad un'agenzia di viaggi per prenotare una vacanza, dopo aver analizzato con cura una pila di opuscoli alla ricerca della soluzione perfetta.

I viaggiatori hanno assunto un ruolo più attivo nella scelta del pacchetto turistico, selezionandone spesso online le varie componenti, come l'albergo e le date dei voli.

Le nuove norme per i pacchetti turistici English tengono conto di questa evoluzione, adattando la normativa del 1990 sui viaggi "tutto compreso" all'era digitale.

La precedente normativa, già di per sé una conquista fondamentale, garantisce che chiunque desideri prenotare una vacanza possa ricevere tutte le informazioni necessarie prima della firma del contratto, ottenere un rimborso se parte della vacanza viene modificata e trasferire la prenotazione ad un'altra persona.

Inoltre conferisce all'organizzatore l'onere di prevedere servizi alternativi se parte del pacchetto non può essere fornito.

Le nuove norme vanno oltre perché prevedono:

  • controlli più severi sui supplementi di prezzo e l'obbligo per gli operatori di trasferire al cliente eventuali riduzioni di prezzo
  • informazioni più chiare sulle responsabilità
  • il diritto al risarcimento dei danni morali quando la vacanza non è all'altezza delle aspettative
  • la presenza di uno sportello unico cui rivolgersi in caso di problemi.

La tutela è stata estesa da coloro che comprano pacchetti preconfezionati a coloro che personalizzano il pacchetto acquistando, dallo stesso fornitore e nell'ambito di un unico contratto, due o più servizi con le componenti da abbinare.

Se il 23% circa dei turisti continuano ad optare per i pacchetti turistici tradizionali, un ulteriore 20% preferisce oggi adattare i servizi offerti alle proprie esigenze.

Chi invece organizza le vacanze da solo (il 54% dei turisti), non è tutelato da queste norme, ma può comunque far valere altre norme dell'UE, come quelle sui diritti dei passeggeri e la protezione dei consumatori.

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