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Trasporti e viaggi
- Diritti dei passeggeri
- 17/07/2007
Gli USA proteggeranno i dati dei passeggeri aerei![]() Raggiunto un accordo sul modo in cui gli USA conserveranno, utilizzeranno e tratteranno le informazioni personali sui cittadini europei che entrano nel paese. Gli USA verificano le informazioni contenute nei cosiddetti passenger name records Dopo intensi negoziati sulle modalità di trattamento dei dati, gli USA hanno offerto una serie di garanzie: i dati saranno utilizzati solo per la lotta al terrorismo e saranno cancellati ad intervalli regolari se non considerati utili per un'indagine antiterrorismo; i dati ritenuti irrilevanti potranno essere conservati al massimo per cinque anni; gli europei potranno designare la persona incaricata di verificare il rispetto di questi impegni. Ottenute queste garanzie, l’UE ha deciso di firmare un progetto di accordo sui PNR con gli USA. Con il nuovo accordo, i 34 elementi che le competenti autorità USA possono registrare scendono a 19, tra cui nome, recapiti, estremi di pagamento, agenzia di viaggio, itinerario e informazioni sui bagagli. Secondo Franco Frattini, commissario per la Giustizia, libertà e sicurezza, “l’UE ha ricevuto le garanzie necessarie ad assicurare che gli USA tratteranno i dati […] in modo conforme ai principi di protezione dei dati dell'UE Rimangono tuttavia alcune preoccupazioni. Le modalità di trattamento, raccolta, utilizzo e conservazione dei dati personali non sono definite in un accordo avente forza giuridica, ma si fondano su semplici assicurazioni date in una lettera, che potrebbero essere modificate in qualsiasi momento. Un altro motivo di preoccupazione è il tipo di informazioni raccolte: l'agenzia americana per la sicurezza interna si riserva di utilizzare in circostanze “eccezionali” dati sull'orientamento sessuale, le opinioni politiche e l'origine etnica. L’UE e gli USA avevano già concluso nel maggio 2004 un accordo sui dati dei passeggeri aerei, che però era stato bocciato dalla Corte di giustizia europea ed era stato quindi sostituito da un accordo provvisorio nell’ottobre scorso. Il nuovo accordo a lungo termine sarà valido per i prossimi sette anni; prima però dovrà essere ratificato dai parlamenti nazionali di tutti i paesi dell’UE.
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