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Il futuro è nella "nuvola" - 27/09/2012

Cinque dispositivi elettronici con schermi blu collegati da frecce blu ad un'unica nuvola blu © UE

Una nuova strategia per definire un insieme unico di regole per il cloud computing e accrescere di 160 miliardi di euro all'anno il PIL dell'UE da qui al 2020.

Molti di noi usano già il "cloud computing", anche se non lo sanno. La posta elettronica basata sul web, Facebook e Spotify ricorrono infatti a questa tecnologia per archiviare dati come foto, video, musica e testi.

I file sono conservati in immensi centri dati che contengono centinaia di server e supporti di archiviazione che sono compatibili con quasi tutti i programmi informatici. Per accedere a questi dati, basta connettersi alla "nuvola" da un PC, uno smartphone o un tablet.

I vantaggi sono numerosi: gli utenti non devono più acquistare o mantenere server e sistemi di archiviazione dei dati assai costosi. Oltre l'80% delle imprese che già ricorrono a questa tecnologia hanno registrato una diminuzione dei costi informatici del 10-20%, il 20% ha ottenuto un risparmio del 30% o più.

Oltre ad abbassare i costi dell'informatica, il cloud computing permette di risparmiare spazio negli uffici e riduce la necessità di personale di supporto interno.

L'UE finora non ha sfruttato pienamente il potenziale della "nuvola". Molte imprese esitano ad usarlo a causa delle incertezze riguardanti la sicurezza dei dati o il loro trasferimento nel caso decidessero di cambiare il fornitore di questo servizio.

La Commissione europea ha quindi deciso di proporre una strategia per affrontare questi rischi English , introdurre un insieme unico di norme e favorire l'uso del cloud computing da parte delle imprese europee.

Gli obiettivi principali della strategia sono quattro:

  • garantire che gli utenti possano spostare i dati da una "nuvola" all'altra, o ritirarli del tutto
  • introdurre una certificazione a livello UE per i fornitori dei servizi
  • definire dei modelli di contratto che stipulino chiaramente gli obblighi legali
  • instaurare una "partnership per la nuvola europea" tra il settore pubblico e l'industria per stabilire quali sono le esigenze e far sì che l'industria europea delle tecnologie dell'informazione sia in grado di soddisfarle. Le imprese europee potranno così tener testa più efficacemente alla concorrenza, specie a quella statunitense.

Secondo il rapporto Cloud computing in Europe – demand & barriers to uptake English , grazie alle nuove opportunità di innovazione e di accesso a tecnologie che aumentano la produttività, le imprese potrebbero contribuire per quasi 600 miliardi di euro in più al PIL dell'UE tra il 2015 e il 2020.

Per la fine del 2013 dovrebbe diventare chiaro se per sostenere il cloud computing sono necessarie altre iniziative o proposte legislative.

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