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Rafforzare la certezza del diritto nei matrimoni internazionali - 24/03/2010

Un uomo e una donna camminano insieme nella folla © UE

Dieci paesi UE d'accordo per consentire ai coniugi di scegliere il diritto nazionale applicabile in caso di divorzio.

Ogni anno nell'UE circa 1 milione di coppie chiede il divorzio. Non sempre è chiaro però quale diritto nazionale vada applicato, ad esempio se i coniugi sono cittadini di paesi diversi. Ma la situazione può complicarsi anche se sono cittadini dello stesso paese, ma risiedono all'estero o abitano ognuno in un paese diverso.

Complessivamente, sia nei matrimoni che nei divorzi le "coppie internazionali" rappresentano nell'UE il 13%. Per queste coppie la penosa e complessa procedura di scioglimento del matrimonio è spesso resa più pesante dalle differenze esistenti tra le leggi nazionali che regolano il divorzio, differenze che sono più che naturali in un'Unione di 27 paesi con culture e storie diverse.

Le nuove regole DeutschEnglishfrançais , valide solo per dieci paesi dell'UE, permetterebbero alle coppie internazionali di scegliere la legge da applicare al loro divorzio, per evitare di fare i conti con sistemi giuridici che non conoscono e hanno difficoltà a capire.

Molti paesi europei consentono già ai propri cittadini di divorziare secondo il diritto di un altro paese, ma ogni stato ha regole diverse per decidere quale legge applicare. L'incertezza giuridica rende spesso i divorzi più lunghi e costosi, prolungando la sofferenza delle coppie e dei loro figli.

Le nuove regole definirebbero anche la legge da applicare in caso di disaccordo tra i coniugi, per evitare che uno di essi riesca ad imporre all'altro la legislazione del paese che gli sarebbe più favorevole.

Proposte simili erano già state presentate nel 2006, senza però riscuotere il consenso unanime di tutti i paesi dell'UE. Ora dieci paesi hanno deciso di andare avanti da soli, applicando per la prima volta la procedura di cooperazione rafforzata.

Secondo questa procedura, introdotta nel 1999, un gruppo di paesi sufficientemente numeroso può adottare norme che si applicano solo a loro, e non all'insieme dell'UE. Viviane Reding, commissaria per la Giustizia e i diritti fondamentali, ha presentato la proposta a nome di Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria.

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