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L'UE spinge i lobbisti a lavorare alla luce del sole - 28/10/2009

Lobbisti al Parlamento europeo © Reporters

Il registro dei rappresentanti di interessi ha cambiato i rapporti dell'UE con le lobby.

Nel quadro di un più ampio sforzo per rendere più trasparente il processo decisionale dell'UE, la Commissione europea ha varato nel 2008 un registro al quale dovrebbero iscriversi tutti i rappresentanti di interessi, un termine generale per indicare coloro che cercano di influenzare le politiche europee in senso favorevole a determinati gruppi di interesse.

Dalla prima relazione annuale sul registro Deutscheesti keelEnglishfrançais , cui non è obbligatorio iscriversi, risulta che il numero delle organizzazioni e delle persone registrate è ormai superiore a 2 100 e in continua crescita. È incoraggiante il fatto che la maggior parte degli iscritti al registro siano organizzazioni e non singole persone.

Rispondendo a chi ritiene che per disciplinare il fenomeno delle lobby occorra rendere obbligatoria la loro registrazione, la relazione osserva che ciò non sembra giustificato alla luce dell'alto numero delle adesioni spontanee fino ad oggi.

Negli anni '90, le funzioni di regolamentazione in molti settori sono gradualmente state trasferite dal livello nazionale all'UE. Questo ha attratto un fiume di lobbisti a Bruxelles: si calcola che nel 2000 vi avessero aperto un ufficio circa 2 6000 "gruppi di interesse".

Secondo il commissario Siim Kallas, il registro ha cambiato la cultura interna dell'istituzione. Oggi i funzionari ci pensano due volte prima di incontrare lobbisti non registrati, e alcuni servizi hanno cancellato le organizzazioni non registrate dai loro contatti o hanno preso misure simili.

Non tutti però sono soddisfatti del registro. Molti studi legali e think tank, come fondazioni e centri studi, lo hanno boicottato: gli avvocati in nome del carattere riservato dei loro rapporti con i clienti, gli analisti dei centri studi perché ritengono che la loro attività non sia equiparabile al lobbying. La Commissione spera di risolvere questi problemi rendendo più chiare le regole del registro e istituendo una categoria distinta per i think tank. Intende anche rivedere, per migliorare la trasparenza, le norme sulle informazioni finanziarie.

Chi si registra deve indicare quanto spende per l'azione di lobbying e impegnarsi a rispettare un codice di condotta nei suoi rapporti con il personale della Commissione. Finora sono state presentate solo 10 denunce per mancato rispetto delle regole, e solo in un caso si è giunti a una sanzione, ossia a una sospensione temporanea dal registro.

La priorità attuale della Commissione è mettersi d'accordo con il Parlamento europeo per unificare i rispettivi registri. Le due istituzioni hanno già una pagina web comune dalla quale si può accedere ai registri di entrambe.

Consultare il registro dei rappresentanti di interessi

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