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Una nuova vita per i rifugiati - 02/09/2009

Rifugiati iracheni in Siria che mostrano le loro richieste di trasferimento © CE

Proposto un programma per il reinsediamento dei rifugiati nell'UE.

Nel mondo, milioni di persone hanno lasciato la loro casa a causa della guerra o timori di persecuzioni. La maggior parte di esse ha chiesto asilo nei paesi in via di sviluppo confinanti: solo il Pakistan e la Siria ospitano insieme circa 3 milioni di rifugiati.

Alcuni rifugiati non possono tornare in patria o sono restii a farlo, perchè saranno perseguitati. Molti di essi vivono in situazioni di pericolo o hanno esigenze particolari che non possono essere soddisfatte nel paese nel quale hanno cercato rifugio. In questi casi la soluzione più frequente è il reinsediamento, ossia il trasferimento in un altro paese che concede l'asilo.

Secondo le stime dell'agenzia dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) sono 747 000 i rifugiati in attesa di trasferimento. Solo 66 000 hanno trovato una nuova collocazione nel 2008 e di questi appena 4 378 sono stati accolti nell'UE. Tale cifra è di gran lunga inferiore rispetto agli altri paesi industrializzati, in particolare USA, Canada e Australia.

La proposta English della Commissione punta a migliorare la risposta europea al problema e a ridurre il numero di rifugiati che rischiano la vita per raggiungere clandestinamente le coste dell'UE.

Attualmente sono solo 10 i paesi dell'Unione che accolgono regolarmente i rifugiati extra-UE, e la consultazione reciproca e il coordinamento sono spesso carenti. Il piano prevede la creazione di un programma volontario per promuovere la cooperazione politica e pratica.

L'obiettivo è semplificare le procedure di accoglienza e ottimizzarne i costi, migliorando nel contempo l'impatto umanitario e politico delle azioni nazionali di reinsediamento. Per incoraggiare la partecipazione, ogni paese riceverà 4 000 euro per ciascun rifugiato accolto.

Il programma prevede anche l'istituzione di un gruppo di esperti per identificare le categorie di rifugiati che meritano priorità, ad esempio i rifugiati iracheni in Siria e Giordania o i rifugiati sudanesi in Ciad. Il nuovo ufficio europeo di sostegno per l'asilo aiuterebbe i paesi partecipanti a svolgere le azioni comuni, come la selezione dei beneficiari e le missioni esplorative.

La proposta riguarda soltanto i rifugiati extra-UE. I paesi aderenti al programma conserverebbero il diritto di decidere quali e quanti rifugiati accettare.

 

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