Percorso di navigazione

Una tutela per i difensori dei diritti umani - 07/10/2008

Il testo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo arrotolato e legato con un nastro rosso

L'UE celebra la Dichiarazione dei diritti dell'uomo dell'ONU con un omaggio ai dissidenti.

La giornalista tunisina Souhayr Belhassen English è impegnata nella difesa dei diritti umani da oltre un trentennio. Nel corso degli anni è stata ripetutamente aggredita da poliziotti in borghese; ha avuto il telefono sotto controllo, la posta intercettata ed è stata costretta a chiudere il suo settimanale. Ad un certo punto è stata persino espulsa dal proprio paese.

Si tratta di una storia che, per quanto orribile, non è certo rara. Nel mondo intero i dissidenti che denunciano le violazioni dei diritti umani rischiano molto. Accade spesso che paghino con la propria vita.

Per celebrare il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo English , l'UE ha deciso di rendere omaggio ai difensori dei diritti umani nel mondo. Belhassen, oggi presidente della Federazione internazionale delle leghe per i diritti umani, è tra i 27 attivi difensori dei diritti umani invitati alla conferenza English indetta per il 7-8 ottobre al Parlamento europeo. La maggior parte degli europei ha sentito parlare della Dichiarazione universale, ma probabilmente non sa che il 2008 è anche l'anniversario di un'altra pietra miliare nella lotta per i diritti umani: la Dichiarazione dell'ONU sui difensori dei diritti umani English , approvata nel 1998. Essa riconosce l'importanza e la legittimità dell'opera dei difensori attivi dei diritti umani e la necessità che vengano meglio protetti. L'UE vi ha dato seguito nel 2004, emanando una serie di linee guida English che incoraggiano i paesi membri a fare di più per aiutare i dissidenti in pericolo.

Il mondo si stava ancora riprendendo dagli orrori della seconda guerra mondiale quando fu firmata, il 10 dicembre 1948, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Per la prima volta nella storia, le nazioni riconoscevano insieme i principi di base di giustizia, uguaglianza e universalità dei diritti fondamentali.

Immediatamente salutata come un trionfo, la Dichiarazione univa regimi politici, sistemi religiosi e tradizioni culturali molto diversi e persino in conflitto tra loro. Sessant'anni dopo, si presenta come il fondamento delle norme internazionali sui diritti umani e come il modello cui si sono ispirati numerosi trattati e dichiarazioni, tra cui la Convenzione europea sui diritti dell'uomo (1950) e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE (2000). Benché l'universalità dei diritti umani abbia continuato ad essere talvolta disconosciuta nei fatti, tutti i paesi hanno accettato la Dichiarazione ed alcuni l'hanno recepita nelle loro costituzioni e leggi.

La conferenza di Bruxelles dal vivo (7 ottobre, 9.00 – 18.30)

Visualizzazione a contrasto elevato Caratteri di grandezza normale Aumenta la grandezza caratteri del 200% Invia questa pagina a un amico Stampa questa pagina

 

Hai trovato le informazioni che cercavi?

No

Cosa cercavi?

Hai suggerimenti?

Link utili