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Manifesto della campagna con strumenti di tortura

Cinquantasette paesi, tra cui undici Stati membri dell’UE, partecipano ad una campagna di sensibilizzazione contro l’orrore della tortura.

La tortura è vietata dal diritto internazionale, ma è ancora ampiamente praticata in molti paesi, anche tra quelli che hanno ratificato la convenzione dell’ONU contro la tortura. Nell’UE vivono ben 400 000 persone che sono state sottoposte a torture, per la maggior parte rifugiati.

L’UE ha assunto un fermo impegno a far rispettare la proibizione assoluta della tortura e di qualsiasi trattamento crudele, inumano e degradante. Porre fine a queste pratiche è uno dei principali obiettivi della sua politica in materia di diritti umani.

La campagna “ “La tortura è inaccettabile” mette in evidenza i progetti che la Commissione europea ha sostenuto nel mondo intero per far cessare la tortura. Il messaggio fondamentale è che tutti i paesi devono adoperarsi per porre fine alla tortura ed eliminare le sue cause. L’UE sostiene gli sforzi in tal senso finanziando progetti English (en) français (fr) in ogni parte del mondo.

Si tratta, ad esempio, di programmi di assunzione di personale incaricato di far applicare la legge, di interruzione delle forniture di attrezzature utilizzate per la tortura e di assistenza alle vittime. Chi è sopravvissuto alla tortura ha bisogno di assistenza psicologica, medica e legale e di aiuto per ritrovare un lavoro.

È noto infatti che chi ha vissuto l'esperienza della tortura deve superare non solo il trauma fisico, ma anche quello psicologico per riuscire a riprendere una vita normale. L’UE sostiene progetti di riabilitazione delle vittime della tortura in 41 paesi del mondo, finanziando tra l’altro reti e centri di riabilitazione in 16 paesi della stessa Unione.

L’UE è uno dei massimi donatori nella lotta contro la tortura, alla quale destina quasi 12 milioni di euro l’anno. "La tortura è inaccettabile", la prima campagna sull’argomento realizzata su larga scala, è culminata in una serie di manifestazioni organizzate il 26 giugno, data proclamata dall’ONU “Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura”.

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