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Principi comuni in materia di immigrazione e asilo - 17/06/2008

Gruppo di persone che sbirciano al di là di un muro

Adottata una strategia in dieci punti per ridurre l’immigrazione clandestina ed evitare la carenza di manodopera qualificata.

Ridurre al minimo il numero di immigrati clandestini nell’UE e garantire che l’Europa disponga di sufficiente manodopera sono i due obiettivi del nuovo piano della Commissione che definisce una serie di principi comuni per l'immigrazione.

La proposta è accompagnata da una strategia volta a mettere fine alle disparità di trattamento riscontrate nell’Unione europea nei confronti dei richiedenti asilo. Il pacchetto di misure sull'asiloè destinato a ribadire e rafforzare la tradizione umanitaria dell’Unione, affinché i richiedenti asilo beneficino della stessa protezione in tutta l’UE.

L’immigrazione è oggi una delle maggiori sfide che deve affrontare l’Unione europea. La Commissione richiama da tempo l’attenzione sulla necessità di ricorrere maggiormente a lavoratori immigranti per sostenere l’economia e la competitività dell'UE. Dal 2002 l’UE assorbe ogni anno dagli 1,5 ai 2 milioni di immigranti. Negli ultimi anni, questi si sono stabiliti perlopiù in Spagna, nel Regno Unito, in Germania, Francia, Italia e Grecia. Nonostante questi afflussi, la popolazione europea in età lavorativa dovrebbe diminuire di circa 50 milioni di unità entro il 2060: una tendenza preoccupante, considerando la grave carenza di manodopera che i paesi dell’UE si troverebbero ad affrontare in mancanza di tali risorse.

La strategia stabilisce dieci principi che devono servire come base per l’integrazione delle politiche nazionali e li raggruppa intorno a tre assi principali: prosperità, solidarietà e sicurezza. Sono inoltre previsti interventi per intensificare la lotta all’immigrazione clandestina e fare in modo che le qualifiche dei lavoratori immigrati corrispondano alle esigenze del mercato del lavoro dell’UE.

La strategia punta inoltre ad aumentare la sicurezza attraverso una politica in materia di visti, sviluppare politiche di rimpatrio efficaci, integrare la gestione delle frontiere ed intensificare la collaborazione con i paesi di origine e di transito. La Commissione riconosce anche che il successo dell’immigrazione passa attraverso l’integrazione sociale e ribadisce la tolleranza zero nei confronti della tratta di esseri umani.

La strategia presentata riguarda esclusivamente i cittadini di paesi terzi, ma non comporta restrizioni alla libera circolazione dei cittadini comunitari. I singoli paesi membri conserverebbero il diritto di stabilire il numero di immigranti ammessi.

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