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Il nuovo approccio dell'UE all'immigrazione prevede accordi sia con i paesi limitrofi che con quelli più lontani per aiutare le loro popolazioni e i rispettivi governi.
La collaborazione tra i paesi europei e i paesi extra UE sul fronte dell'immigrazione è già intensa, ma potrebbe essere migliorata.
L'esigenza di un maggiore coordinamento è emersa quest'anno quando l'ondata di immigrati sbarcati sulle sponde meridionali dell'UE nel corso della primavera araba ha messo a dura prova la capacità di gestione dei flussi nei paesi di accoglienza.
Questo improvviso afflusso aveva indotto l'UE a formulare proposte ![]()
per un approccio globale all'immigrazione. Basandosi su tali proposte, la Commissione intende ora elaborare una politica più strategica ![]()
in materia di immigrazione e mobilità che porti maggiori vantaggi all'UE, ai paesi d'origine e agli stessi immigrati.
Tale politica prevede una più stretta cooperazione con i paesi extra UE per massimizzare questi vantaggi. I paesi più poveri ottengono dai flussi migratori un duplice beneficio: le rimesse degli emigrati e il trasferimento di know-how e innovazione.
L'UE dovrà inoltre rafforzare la cooperazione con i paesi extra UE per garantire che i rifugiati e gli sfollati godano della piena tutela prevista dal diritto internazionale.
Il nuovo approccio risponde anche all'esigenza dell'UE di disporre di controlli efficaci alle frontiere per combattere l'immigrazione clandestina, incoraggiare le forme legali di immigrazione e dare maggiore protezione alle vittime della tratta di essere umani.
Le misure riguardanti l'immigrazione e la mobilità verranno allineate alle politiche dell'UE in materia di relazioni esterne, cooperazione allo sviluppo, istruzione e occupazione.
Facilitare l'immigrazione legale
L'UE intende porre un maggiore accento sulle forme legali di immigrazione e le politiche di rilascio dei visti per soggiorni di breve durata, turisti, studenti, ricercatori, imprenditori e famiglie. L'UE sarebbe disposta a revocare o alleggerire le restrizioni sui visti se il paese partner applica alcuni parametri prestabiliti in settori quali l'immigrazione, la politica di asilo e la gestione delle frontiere.
L'Europa ha bisogno di lavoratori stranieri per garantire la sua prosperità. Solo nel settore sanitario, da qui al 2020 mancheranno all'appello circa un milione di operatori. Gli immigrati possono aiutare a colmare questa e altre lacune.
In base al nuovo approccio, l'UE continuerà a sviluppare collaborazioni con i paesi limitrofi, africani e orientali.
Per quanto riguarda l'immigrazione, tali collaborazioni verrebbero offerte in primo luogo ai paesi più vicini, tra cui Tunisia, Marocco ed Egitto.
L'obiettivo di questi accordi è assicurare che l'immigrazione legale sia ben organizzata, che si adottino misure efficaci e rispettose dei diritti dell'uomo per combattere l'immigrazione clandestina e che vengano rafforzati i vantaggi per tutti.
Per gli altri paesi la Commissione propone di accrescere il livello di cooperazione in base a una serie di obiettivi comuni.