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Sviluppi in Libia: una panoramica della risposta dell'UE - 10/03/2011

Map of Northern Africa showing Libya © Fotolia

Di fronte al proseguire dei combattimenti in Libia, l'Unione europea ha imposto sanzioni contro la leadership libica e le estenderà questa settimana.

In uno spirito di solidarietà, gli Stati membri stanno coordinando il rimpatrio dei loro cittadini e stanno conducendo un'operazione congiunta di controllo delle frontiere in Italia. È in corso l'invio di aiuti umanitari nella regione.

L'11 marzo i leader dell'UE si incontreranno per discutere della risposta dell'Unione agli avvenimenti in Libia e nell'intera regione.

La Libia in cima all'agenda politica

L'UE condanna fermamente la violenza e l'uso della forza contro i civili e deplora le misure repressive adottate nei confronti dei dimostranti pacifici, che hanno provocato la morte di un numero elevato di civili. Sotto la presidenza ungherese del Consiglio, i ministri dell'interno, dell'energia e della difesa dell'UE si sono già incontrati per valutare la situazione.

Il presidente del Consiglio europeo ha convocato una riunione straordinaria dei leader dell'UE a Bruxelles l'11 marzo per discutere le linee strategiche della reazione dell'Unione agli sviluppi in Libia e nell'Africa settentrionale.

La discussione prenderà le mosse da un documento orientativo che propone un nuovo partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale, presentato l'8 marzo dal servizio europeo per l'azione esterna e dalla Commissione.

I ministri degli affari esteri si riuniscono oggi, 10 marzo, a Bruxelles per uno scambio di opinioni in vista della riunione del Consiglio europeo.

L'alto rappresentante Catherine Ashton ha istituito una task force composta da esperti del servizio europeo per l'azione esterna e della Commissione allo scopo di adattare gli strumenti esistenti dell'UE per aiutare i paesi dell'Africa settentrionale. L'obiettivo è quello di mettere a punto un pacchetto completo di misure destinate a rispondere alle esigenze specifiche di ciascun paese. Una missione tecnica di accertamento dei fatti si è recata in Libia per valutare la situazione sul terreno.

Embargo sugli armamenti e altre sanzioni

È previsto che il 10 marzo l'UE imponga ulteriori sanzioni alla Libia, compreso alle principali istituzioni finanziarie libiche.

Un embargo sugli armamenti è già stato imposto il 28 febbraio in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e sono stati vietati gli scambi con la Libia di qualsiasi tipo di attrezzatura utilizzabile per la repressione interna. La decisione in questione è stata adottata dal Consiglio con una rapidità senza precedenti.

L'UE ha altresì imposto un divieto di concessione del visto e il congelamento dei beni nei confronti di Muammar Gheddafi e delle altre persone responsabili della violenta repressione a danno dei civili. Le sanzioni adottate dall'UE sono conformi alle misure richieste dall'ONU e vanno anche al di là di tali misure.

I negoziati in vista di un accordo quadro UE-Libia e i contratti di cooperazione in corso con il paese sono stati sospesi il 22 febbraio.

Accelerare il rimpatrio dei cittadini dell'UE

L'Unione europea ha riunito la sue risorse per evacuare i cittadini UE dalla Libia. Le missioni diplomatiche degli Stati membri dell'Unione europea a Tripoli hanno lavorato giorno e notte per rimpatriare i cittadini in coordinamento con l'ambasciata ungherese che rappresenta l'Unione sul terreno. Dal 23 febbraio, nel quadro del meccanismo di protezione civile, il Centro di monitoraggio e informazione (CMI) contribuisce all'individuazione e alla messa a disposizione dei mezzi necessari alle operazioni di evacuazione, anche per via marittima.

Le operazioni di evacuazione in corso sono concentrate su Tripoli, Bengasi e la regione di Jalu/al‑Nafura. Il Centro di monitoraggio e informazione (CMI) sta predisponendo piani di emergenza per l'evacuazione via mare dei cittadini dell'UE dalla regione di Tripoli nel caso in cui l'evacuazione per via aerea diventasse impossibile.

Le cellula di pianificazione e movimento dello Stato maggiore dell'UE mantiene i contatti con gli Stati membri e il CMI per agevolare il coordinamento dei mezzi militari utilizzati per l'evacuazione o per scopi umanitari. Il Centro di situazione dell'UE controlla la situazione e presta assistenza agli Stati membri. Il sistema consolare on-line dell'UE contribuisce allo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Il Centro satellitare dell'UE fornisce immagini satellitari allo scopo di facilitare le operazioni di evacuazione.

Operazione di controllo delle frontiere

Nell'area centrale del Mediterraneo, l'Italia e l'agenzia per il controllo delle frontiere Frontex stanno conducendo un'operazione congiunta denominata Hermes 2011. Avviata il 20 febbraio a seguito di una richiesta formale del governo italiano, l'operazione è destinata ad aiutare l'Italia a far fronte ai flussi migratori attuali e potenziali provenienti dall'Africa settentrionale. Numerosi Stati membri dell'UE hanno fornito dotazioni tecniche (come attrezzature navali e aeree) e personale specializzato.

Inoltre, Frontex ed Europol hanno avviato un'analisi del rischio per la regione affinché sia possibile rispondere più efficacemente agli sviluppi sul terreno.

Aiuto umanitario

La situazione umanitaria in Libia è ancora poco chiara, dato che l'accesso è molto limitato e la presenza di organizzazioni umanitarie rimane scarsa. Esperti della Commissione europea sono stati inviati nella parte orientale del paese, dove stanno procedendo ad una prima valutazione dei bisogni umanitari.

Il sottosegretario di Stato ungherese Enikő Győri e Kristalina Georgieva, commissaria europea per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, si sono recati al confine tra Tunisia e Libia il 2 e 3 marzo per raccogliere informazioni di prima mano.

La Commissione ha stanziato 30 milioni di EUR per far fronte alle esigenze umanitarie in Libia e nei paesi limitrofi. In questa prima fase vengono forniti medicinali e cibo, nonché alloggi provvisori e altri beni di prima necessità ai profughi che giungono in Tunisia e in Egitto. Non appena la situazione sotto il profilo della sicurezza in Libia lo consentirà, gli aiuti saranno forniti anche all'interno del paese.

Due settimane fa, due squadre di esperti ECHO (Aiuti umanitari e protezione civile dell'UE) sono state inviate al confine libico con la Tunisia e l'Egitto per analizzare la crisi umanitaria.

In seguito all'appello congiunto di António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni a favore di un programma di evacuazione umanitaria massiccia per decine di migliaia di egiziani e altri cittadini di paesi terzi alle frontiere con la Tunisia e l'Egitto, la Commissione europea ha già impegnato ampia parte dei suoi finanziamenti a favore delle due organizzazioni in questione.

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