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Un rappresentante del servizio per gli aiuti umanitari con un rifugiato irakeno. © CE

L'Unione europea interviene in tutto il pianeta per assistere le popolazioni in difficoltà, ma la sua azione è poco conosciuta dai mezzi di comunicazione e dal grande pubblico.

«Era sera, e infuriavano i combattimenti. Un uomo armato ci ha detto di andarcene». Shamiana è una bambina afgana, e la sua famiglia ha dovuto lasciare il villaggio natale di Qarabagh, a 30 km da Kabul. Hanno camminato a piedi per molti giorni prima di arrivare in un campo profughi del Pakistan.

Il personale inviato sul posto dal servizio per gli aiuti umanitari (ECHO Englishfrançais ) della Commissione europea ha subito valutato le necessità immediate della massa di profughi in arrivo, per ripartire al meglio gli aiuti disponibili, in particolare fornendo un tetto, cibo, cure mediche, acqua potabile e sostegno psicologico, e facendo in modo di ricongiungere le famiglie.

La rapidità di reazione è il motto dell'ECHO, il quale ha appena sbloccato 4 milioni di euro per i soccorsi a più di 250 000 persone sfollate in seguito agli scontri avvenuti nella Repubblica democratica del Congo.

Quest'anno, l'Unione europea ha stanziato più di 700 milioni di euro Englishfrançais per gli aiuti umanitari. Si tratta degli aiuti più ingenti a livello mondiale, ma non dei più visibili: per motivi di neutralità ed efficienza, l'ECHO non interviene direttamente, preferendo sostenere finanziariamente le iniziative portate avanti sul campo da una rete di organizzazioni partner Englishfrançais .

Quattro anni dopo, Shamiana e i suoi famigliari sono potuti ritornare al villaggio. La loro casa era stata distrutta e i campi vicini riempiti di mine, ma l'Unione europea è intervenuta coi suoi aiuti alimentari e ha finanziato le operazioni di sminamento. L'UE ha anche dato alla famiglia di Shamiana i mezzi per ricostruire la casa.

Nella situazione mondiale attuale, in cui per gli aiuti umanitari è sempre più necessaria la presenza dei militari, il personale umanitario non è sempre considerato neutrale e finisce spesso nel mirino dei belligeranti.

Isabelle D’Haudt, rappresentante dell'ECHO a Kabul, non si scoraggia: «Questo stato di cose rende la nostra azione ancora più importante: ha un impatto di breve termine, ben mirato, e non possiamo sbagliarci».

L'Unione europea soccorre ogni anno oltre 18 milioni di persone fra vittime di conflitti, catastrofi naturali e sconvolgimenti climatici.

L'Unione è anche al primo posto nella lotta contro la povertà in tutto il mondo: in questo contesto, organizza le Giornate europee dello sviluppo Englishfrançais , che si tengono dal 15 al 17 novembre a Strasburgo.

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