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Allargamento dell'UE: il punto della situazione - 05/11/2008

Ekmekcizade Kervansarayi, Turchia © CE

Stando alle previsioni, la Croazia dovrebbe diventare il 28° Stato membro dell'Unione europea.

Secondo un documento elaborato dalla Commissione sui paesi che aspirano ad entrare nell'UE , la Croazia potrebbe concludere i negoziati di adesione entro la fine del 2009. Ci sono quindi buone probabilità che l'ex repubblica iugoslava, che conta una popolazione di 4,4 milioni di abitanti, possa fare il suo ingresso nell'UE nel 2011.

Altri sette paesi che bussano alle porte dell'UE hanno invece ancora un lungo cammino da percorrere. Se tutti sono sulla buona strada per diventare economie di mercato, registrano invece forti ritardi per quanto riguarda lo stato di diritto. In quasi tutti i paesi, inclusa la Croazia, la corruzione e la criminalità organizzata continuano a rappresentare grossi ostacoli.

Per entrare a far parte dell'UE, i paesi devono soddisfare un lungo elenco di criteri politici, giuridici ed economici. La Commissione, che è responsabile di questo processo, pubblica ogni anno unaggiornamento dei progressi compiuti dai singoli paesi.

Attualmente, tre paesi - la Croazia, la Turchia e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia - sono stati ufficialmente ammessi come candidati all'adesione. Cinque ulteriori paesi dei Balcani occidentali – Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia e Kosovo - sono considerati candidati potenziali.

Soltanto Croazia e Turchia hanno già avviato i negoziati di adesione. Stando al documento della Commissione, infatti, l'altro candidato ufficiale, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, non soddisfa ancora le condizioni per l'avvio dei negoziati perché non ha completato le riforme politiche richieste, specie per quanto riguarda lo svolgimento di elezioni libere e democratiche. Le elezioni parlamentari dello scorso anno vengono infatti giudicate del tutto irregolari. Il paese è inoltre chiamato a compiere ulteriori sforzi per contrastare la corruzione, riformare l'amministrazione pubblica e stimolare l'occupazione.

La Commissione ha apprezzato l'aiuto offerto dalla Turchia per stabilizzare la regione del Caucaso durante il conflitto che la scorsa estate ha visto opporsi Russia e Georgia. Ritiene però che la Turchia debba accelerare il processo di riforma. Il paese ha avviato i negoziati nell'ottobre 2005, contemporaneamente alla Croazia.

Quanto alla Serbia, potrebbe diventare un candidato ufficiale nel 2009, ma molto dipende dai progressi compiuti in settori chiave come lo stato di diritto e la trasformazione economica, nonché dalla collaborazione con il tribunale dell'ONU per i crimini di guerra.

Anche Albania, Montenegro e Bosnia-Erzegovina stanno facendo registrare progressi, ma come altrove la corruzione e la criminalità organizzata restano problemi gravi. In particolare, l'Albania dovrà garantire il corretto svolgimento delle elezioni parlamentari del prossimo anno, mentre il Montenegro deve proseguire la riforma della giustizia.

In Bosnia-Erzegovina le tensioni politiche stanno rallentando il processo di riforma e mettendo a repentaglio i risultati finora conseguiti. Il Kosovo, l'ex provincia serba che ha dichiarato la propria indipendenza nel febbraio scorso, si trova ancora in una fase iniziale del processo di integrazione con l'UE. L'anno prossimo la Commissione presenterà uno studio su come aiutare il paese ad avanzare su questa strada.

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