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Partono gli aiuti per la Georgia - 22/10/2008

Osservatori UE assistono alla partenza dei soldati russi da un villaggio georgiano, © Reporters

Dalla conferenza dei donatori viene un forte segnale di sostegno alla Georgia.

Fino a poco tempo fa, l'economia della Georgia aveva uno dei più alti tassi di crescita al mondo: 12% nel 2007. La situazione è cambiata durante il breve ma intenso conflitto con la Russia lo scorso agosto: le bombe hanno danneggiato le principali arterie e infrastrutture del paese, ridotto numerosi edifici in macerie, distrutto enormi distese di bosco.

A più di due mesi di distanza, molti investitori stranieri hanno abbandonato il paese, i turisti sono scomparsi, la disoccupazione è aumentata e il conto in banca di molti georgiani è ormai vuoto.

Secondo la Banca mondiale, la Georgia, paese strategico per l'approvvigionamento energetico dell'Europa, necessita di 2,4 miliardi di euro per risollevarsi. L'Unione europea ha stanziato 500 milioni per i prossimi tre anni e gli USA hanno promesso 757 milioni (1 miliardo di dollari), la maggior parte dei quali arriverà entro la fine di quest'anno. L'UE e la Banca mondiale hanno indetto una conferenza dei donatori English il 22 ottobre, con la partecipazione di quasi 70 paesi e istituzioni, per reperire il restante importo di 1,1 miliardi di euro.

Gli aiuti sosterranno la ricostruzione e aiuteranno il governo georgiano a soddisfare le esigenze immediate della popolazione che è stata costretta ad abbandonare le proprie case. Vi sono infatti decine di migliaia di persone sradicate, molte delle quali vivono ancora nei campi profughi.

L'obiettivo di lungo termine è però rivitalizzare l'economia georgiana, che negli anni scorsi è stata profondamente riformata. “È essenziale che la crisi non distolga la Georgia dagli sforzi di riforma politica ed economica, oggi forse ancor più importanti che prima del conflitto”, ha affermato la commissaria per le Relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner. In tempi normali, l'ex repubblica sovietica riceve circa 40 milioni di euro all'anno dall'UE.

Fra la Georgia e la Russia continua ad esserci tensione a causa dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, due province georgiane secessioniste che la Russia riconosce come Stati indipendenti. Le due parti si sono incontrate per un primo ciclo di colloqui di pace il 15 ottobre a Ginevra, e i negoziati riprenderanno in novembre sotto l'egida dei mediatori europei e dell'ONU.

All'inizio del mese, le truppe russe si sono ritirate dalle zone vicine alle regioni separatiste, come previsto dal cessate il fuoco promosso dall'UE. Gli osservatori UE hanno così potuto recarsi in tali zone per controllare il rispetto del cessate il fuoco. Migliaia di soldati russi rimangono però nelle regioni separatiste.

Per saperne di più sugli aiuti dell'UE alla Georgia English .

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