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Una crescita elevata, sostenibile ed equa è alla portata dei paesi in via di sviluppo, ma passa per il fermo impegno dei loro leader politici a favorirne l'integrazione nell'economia mondiale.
Il messaggio del rapporto della Commissione per la crescita e lo sviluppo ![]()
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, presentato a Bruxelles da due dei suoi membri, il premio Nobel Michael Spence e Danuta Hübner, commissario europeo responsabile della politica regionale, è chiaro: le prospettive di crescita dei paesi in via di sviluppo dipendono in larga misura dai loro dirigenti politici e operatori economici.
Oltre alla partecipazione all'economia mondiale e al buongoverno, i principali ingredienti di una crescita rapida e sostenibile dei paesi emergenti sono, secondo il rapporto ![]()
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Naturalmente, il dosaggio di questi ingredienti va modulato in funzione della situazione specifica di ogni paese.
Il documento ricorda inoltre come la crescita sia uno strumento e non un fine: senza crescita, la lotta alla povertà è una battaglia perduta in partenza.
Le conclusioni del rapporto sulla crescita, frutto di due anni di lavoro, si fondano sull'esame delle caratteristiche di economie che hanno conosciuto un tasso di crescita superiore al 7 % nel corso di 25 anni o più a partire dalla seconda guerra mondiale, tra cui il Botswana, il Brasile, la Cina, la Corea del Sud, Hong Kong, l’Indonesia, il Giappone, la Malaysia, Malta, Oman, Singapore, Taiwan e la Thailandia.