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Azioni di sostegno previste dall’UE per aiutare i paesi dei Balcani occidentali a prepararsi all’adesione.
Mentre i paesi dei Balcani occidentali – tra cui l’Albania, la Bosnia- Erzegovina, il Montenegro e la Serbia – avanzano su una strada che li porta più vicino all’UE, la Commissione europea moltiplica le iniziative di sostegno, ad esempio:
Si è inoltre aperta la discussione sulla possibilità di esentare i cittadini dei paesi in questione dall’obbligo del visto.
“Nell’UE vi è la ferma volontà di sostenere i popoli dei Balcani occidentali e di indurli ad optare per i valori ed il tenore di vita dell’Europa,” ha dichiarato Olli Rehn, commissario competente per l’Allargamento. È ai leader e ai popoli della regione, ha osservato, che spetta la scelta di fondo, cioè decidere se vogliono muoversi verso un futuro europeo caratterizzato dalla stabilità e dalla prosperità.
Per preparare l’adesione all'UE vengono spesi nei Balcani occidentali circa 800 milioni di euro l’anno – una somma pro capite maggiore di quella stanziata a favore di qualsiasi altra parte del mondo – e questi finanziamenti sono assicurati fino al 2011. Una parte più rilevante sarà ora destinata ad azioni a favore della società civile – sindacati, organizzazioni di consumatori, associazioni femminili e giovanili. Una conferenza per mettere in evidenza il ruolo della società civile nella regione è in programma per il 17-18 aprile.
La cooperazione tra i paesi dei Balcani occidentali in materia di commercio, energia e trasporti viene sostenuta dall’UE già da molto tempo, ma questa settimana sono all’esame anche nuove iniziative, tra l’altro per organizzare una risposta transfrontaliera
in caso di catastrofi naturali come gli incendi boschivi del 2007.